Indice MotoCorse.com
Indice novità moto
Archivio novità 2000
Archivio novità 1999
Scriveteci!
|
Prova esclusiva: MV Agusta Brutale Serie Oro
Clicca sulle immagini per ingrandire
Mercoledì 23 maggio 2001
Il nome "Brutale", che la MV Agusta ha scelto per battezzare la sua naked, non può di certo esser definito eufonico. La voce del motore invece si, perché dire che il quadricilindrico italiano "suona bene" e dire poco.
Chi ha sentito cantare una F4 sa quale sia il suo talento, ma la Brutale sa fare di più. Il merito non è tanto di quella coppia
di silenziatori sovrapposti a camere incrodate e compensate, che sfilano sul fianco posteriore destro e che hanno il pregio di saper essere belli oltre che assolutamente inediti (nel senso che sinora non s'era mai visto nulla di simile, su una moto di serie).
La vera nota distintiva nella timbrica della Brutale arriva dalle due bocche che si aprono lateralmente nella parte anteriore del serbatoio, perfettamente integrate nel design di quest'ultimo e protette da una qualificante retina metallica: alimentano l'air-box, e che per questo diffondono il ruggito dell'aspirazione. L'effetto è cangiante in funzione del regime, sicché al minimo la Brutale ha la voce roca, ma se il contagiri valica i tremila si fa graffiante e salendo ancora muta in rabbia pura.
In ossequio al vivere civile, sottolineiamo che il concerto s'apprezza soprattutto stando in sella, quando si viene investiti dalle onde sonore e le si modula come se si fosse suonatori d'organo, ovvero usando mani e piedi in perfetta sincronia: acceleratore, cambio, frizione, tutto risponde con fulminea precisione, ma è soprattutto la trasmissione a sorprendere per via dell'inappuntabile rapidità nei passaggi di rapporto.
Inoltre il fatto che la primaria e la sesta marcia siano state accorciate (ma non preoccupatevi, perché secondo indiscrezioni questa 750 dovrebbe comunque superare i 250 km/h), ha esaltato ancor di più il "GP feeling" della guida, non tanto per la rapidità con cui il motore sale di regime, quanto per le esaltanti "mitragliate" in cui ci si può produrre quando si scalano rapidamente le marce in staccata.
Insomma, l'avrete capito: in questo primo assaggio la Brutale c'è sembrata una perfetta joy-machine dalla comunicativa cristallina e dal motore dinamitardo, ma che al contrario di tante divertenti concorrenti gode di tutta la precisione di una moto da corsa. Quale in effetti è, visto che la sua ciclistica è identica a quella della famiglia F4 se si escludono appendici funzionali quali i supporti per l'impianto di scarico (che ha un andamento ben diverso da quello della F4) o del gruppo ottico anteriore, il cui design ha spaccato in due la redazione al momento di fornire un giudizio estetico.
Continua...
|
|