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Prova in pista: Ducati 996 2001
di Riccardo Pollastri

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Giovedì 3 maggio 2001

Riccardo è un tester un po' "atipico" per questo genere di moto. Pilota velocissimo ma specializzato con le due tempi, può offrire un punto di vista alternativo sulle maximoto stradali a quattro tempi. Queste le sue impressioni.

Quando mi è stato chiesto "Vuoi provarla?" non ci ho pensato nemmeno un secondo ed il sorriso spontaneo comparso sul mio volto ha fatto intuire che la risposta fosse uno scontato: "sì, con vero piacere".

Sinceramente un po' di timore e l'ansia di entrare in pista con una moto così blasonata si è fatta sentire e ammetto che qualche brivido mi ha percorso la schiena ma più per l'eccitazione che per la paura. L'ultima volta che avevo provato una Ducati in pista risale a qualche anno fa a Misano con una 916 standard, con la quale avevo potuto percorrere solo pochi giri di pista. Il ricordo di quella prova, oramai sbiadito dal tempo, mi è subito tornato in mente dopo pochi giri in sella e così, come mi era capitato in quella occasione, anche la 996 mi ha fatto giungere alla medesima conclusione di allora: come si guida una Ducati non si guida nessun'altra moto.

L'impostazione in sella fa subito capire che siamo su una vera sportiva di razza, peso caricato in avanti, semimanubri stretti, pedane alte ed arretrate... Insomma una vera moto da pista, nonostante questa fosse la versione "stradale". Di che pasta sia fatta lo si capisce fin dalla partenza dove iniziano le prime difficoltà, proprio come una vera moto da corsa se non si tiene puntata bene la frizione per i primi metri il rischio di far spegnere la moto e rimediare qualche figuraccia con chi ti sta osservando è elevato.

Con mio grande stupore una volta partiti il motore prosegue regolare senza strattoni od incertezze e spesso ci si trova ad inserire le marce in rapida successione utilizzando pochissimo i giri che il motore ha a disposizione; la mia esperienza di guida in questo genere di moto è assai limitata però ero convinto di trovare un motore più scorbuto ai bassi regimi di utilizzo.

Questa caratteristica fa sottovalutare inizialmente le capacità e la potenzialità di questo mezzo ma la posizione di guida corsaiola ti porta velocemente a cercare un ritmo sostenuto, soprattutto se usata in pista, ed è qui che si scoprono tutte le qualità che hanno fatto grande la Ducati, maneggevolezza e tenuta sono entusiasmanti, grazie anche alle performanti sospensioni adottate di serie. Attenzione anche al motore, tanto sa essere docile utilizzato per andare a spasso, tanto sa farsi sentire nel momento che spalanchi il gas e sfrutti a fondo tutti i giri a disposizione. Più volte mi sono ritrovato con l'imbarazzante necessità di tenere a bada la ruota anteriore che si sollevava da terra.

Continua...



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