MotoCorse.com Indice MotoCorse.com

Indice novità moto
Archivio novità 1999
Scriveteci!

Test utente: Yamaha TDM

di Andrea Crosato

La Yamaha TDM 850, lanciata sul mercato nell’ormai lontano 1990, è una motocicletta molto versatile, adatta al turismo come alla guida brillante sul misto. La versione attualmente in commercio è stata presentata nel 1996 ed è caratterizzata principalmente dal design coinvolgente e personale, nonché dalla fasatura a 270° delle manovelle del suo grosso propulsore bicilindrico a 10 valvole.


La Yamaha TDM modello 1998

Per il 1999 la Yamaha ha introdotto alcune modifiche di dettaglio, per rendere sempre più appetibile la TDM. Oltre a nuove grafiche e nuovi colori, in verità molto simili ai precedenti, le novità riguardano principalmente la strumentazione, che ora può vantare un pratico display a cristalli liquidi.
Le funzioni previste sono contachilometri totale più due "trip" parziali, e un comodo orologio (visualizzabili una alla volta); per passare da una funzione all’altra è necessario agire su piccoli pulsanti, operazione che può risultare più difficile del previsto se si indossano guanti pesanti e si è in marcia.
È inoltre presente un utile indicatore del livello carburante, che purtroppo va a prendere il posto dell’altrettanto importante termometro del refrigerante, sostituito da una semplice spia indicante un eventuale surriscaldamento. Ancora assente, purtroppo, una spia che indichi la necessità di rabboccare l’olio: tale carenza è aggravata dalla scomoda collocazione dell’oblò che permette di controllare il livello del lubrificante (non c’è neppure la classica astina), operazione che di fatto richiede due persone a meno di montare il cavalletto centrale (optional dal costo superiore alle 150.000 lire). All’atto pratico questo fatto, pur non così grave, si rivela uno dei principali difetti della TDM.

Altre modifiche sono la presenza dell’interruttore per il lampeggio simultaneo d’emergenza degli indicatori di direzione (noto come "blinker"), la nuova forma degli specchietti retrovisori, l’adozione di nuovi carburatori da 38 mm e migliorie al reparto trasmissione.
Proprio queste ultime, purtroppo, non hanno risolto il problema principale della TDM: il cambio è rumoroso e, soprattutto in scalata, non troppo preciso. Bisogna quindi mettere in conto qualche impuntamento e – fatto assai più grave – la possibilità di trovarsi in folle dopo una scalata dalla 2° alla 1° marcia, magari all’ingresso di un tornante. Questo problema, ampiamente rilevato anche dalle varie riviste di settore, è ormai ben noto a tutti gli appassionati.

Le modifiche non hanno invece interessato la linea della TDM, che resta attuale e piacevole soprattutto nella zona anteriore: cupolino e gruppo ottico hanno un design aggressivo e originale, che rende la moto inconfondibile. Degne di nota anche le finiture, con l’unica caduta di tono rappresentata dalla mancanza di uno strato di trasparente posto a protezione delle decal su serbatoio e codone.