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Prova: Triumph Sprint RS
di Andy Ibbot, BikeNet - traduzione di Edoardo Licciardello

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Venerdì 16 Giugno 2000:

Per tutte le case costruttrici viene prima o poi il momento in cui sono costrette a trasformare un modello di successo in qualcosa di completamente diverso per far felici gli uomini del marketing. L'ha fatto Honda con la CBR1100XX creando la X11, l'ha fatto Ducati con la 900SS dando vita alla ST2. Tutti sono in grado di prendere una sportiva di successo e trasformarla in una sport-tourer, naked o muscle-bike. Ma non necessariamente da tutto ciò ne esce una moto migliore del modello da cui deriva.

Dove si colloca allora la Sprint RS in questo discorso? Il motore deriva da quel 955 che si trova su molti modelli Triumph, cosa che non stupisce considerando che la casa inglese ha puntato molto sulla modularità dei propulsori. E non c'è niente di sbagliato in tutto questo: è perfettamente sensato partire da un unico motore diversamente messo a punto variando telaio e linea per creare diversi modelli. Ma la cosa perde di significato quando si fanno nuovi modelli per il solo gusto di farli. E questo è il caso della Triumph RS.

La Triumph dispone già di un'ottima sportiva con la Daytona 955. Ha una delle migliori sport-tourer in circolazione con la Sprint ST. I segmenti delle grosse enduro e delle naked sono già perfettamente coperti, dunque che collocazione può avere una moto tuttofare semicarenata, con il manubrio largo e i rapporti corti? Da nessuna parte. Si tratta di una moto in grado di adattarsi a molti usi senza eccellere in alcuno di essi.

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