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Prova: Suzuki SV650S, compagna di giochi
Martedì 4 luglio 2000 ![]() Linea e finiture Il nuovo colore blu elettrico metallizzato di quest'anno ha notevolmente giovato alla linea della SV650S, rendendola senzaltro piu' elegante. La moto appare subito completa e ben rifinita, sia nella parte superiore, dove le forme sinuose della carrozzeria appagano anche ad un esame piu' accurato, che in quella inferiore, con il bellissimo telaio e le componenti tecniche non certo di aspetto economico. Partiamo dal telaio: erede di quello utilizzato sulla "sorellona" TL1000S, il traliccio della SV650S e' composto da tubi di sezione ovale che si fondono in una bella piastra pressofusa dove si infulcra il forcellone, anch'esso di aspetto professionale e ben rifinito. Le piastre portapedane sono degne di moto di prezzo ben superiore, ed il terminale di scarico in acciaio ha l'unico difetto di essere forse troppo "civile"... Ruote e freni hanno un aspetto molto professionale, e solo l'esile forcella anteriore ci ricorda che questa moto costa parecchi milioncini meno di moto comparabili per tipologia e potenza. La carrozzeria presenta una verniciatura spessa e brillante anche sulle plastiche, e ci e' piaciuto molto il rivestimento delle selle. Gli specchietti retrovisori tremano un po' nei passaggi intermedi, ma sono di una stabilita' impeccabile sull'autostrada. D'aiuto nei lunghi trasferimenti sono anche i classici ganci per fissare un bagaglio alla sella posteriore tramite elastici, peccato solo per la mancanza di un'unghia copricodino. Un piccolo appunto: appena comprata dovrete mettere in conto una mezza giornata armati di phon ed impegnati a tirar via tutti gli adesivi che impiastricciano la moto. Va bene la sicurezza, ma quattro o cinque grossi appiccicotti bianchi e gialli a ricordarci di mettere il casco e tenere le luci accese anche di giorno sono forse un po' troppi, e poi ci pensa sempre Cereghini... Continua...
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