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Laverda Lynx

Sento gia' alcuni dei soliti soloni che filosofeggiano su tutto e su tutti affermare risoluti che una moto italiana con un motore giapponese rappresenta solo un ibrido senza cuore.

Ho seguito con affetto la rinascita industriale della Laverda negli ultimi anni, un po' perchè ho a cuore la sorte di tutti i marchi motociclistici italiani ma anche perchè una 125 della casa veneta ha rappresentato il mio sogno sportivo di diciassettenne: era colore arancio, il bell'arancio Laverda, ed a quei tempi veniva utilizzata per un monomarca di grande successo.

A noi ragazzini assomigliava alla poderosa mille a tre cilindri che i più fortunati avevano sentito rombare sulle strade dei passi appenninici, e guidando quella piccola due tempi ci si poteva sentire parte di una grande famiglia che viaggiava in sella alle nere SF 750 o addirittura alle mitiche SFC, sognando magari il Bol d'Or...

La gamma attuale è interamente basata su un propulsore bicilindrico parallelo frontemarcia che offre buone prestazioni - addirittura ottime in certe versioni - ma non può certamente rappresentare un punto di partenza per lo sviluppo dei modelli futuri. Ecco quindi che a Breganze si lavora sul progetto di un tre cilindri di grossa cilindrata, tipologia di motore su cui la Laverda ha in passato costruito modelli eccezionali e che adesso sembra ridiventare improvvisamente attuale anche per un eventuale impiego agonistico in Superbike.

La progettazione ex-novo di un motore del genere rappresenta però uno sforzo enorme dal punto di vista finanziario ed ingegneristico, ed ancora molte incognite pesano sul futuro di questo propulsore.

Nessun dubbio invece sulla Lynx 650: c'è tanta sostanza dietro queste foto che rivelano una moto accuratamente progettata, curata dal punto di vista tecnico e stilistico. Se poi sotto pulsa un bicilindrico progettato in Giappone non significa nulla: anche le Bimota, apprezzate all'estero come capolavori artigiani, montano motori giapponesi, ma nessuno si è mai lamentato...

In particolare l'unità prescelta è il noto motore che equipaggia la Suzuki SV650, un moderno propulsore bicilindrico a V di 90 gradi particolarmente compatto e performante. La sua cilindrata Ŕ di 650 cc e la distribuzione vanta un doppio albero a cammes in testa e quattro valvole per cilindro, con angolo inclusivo di 26 gradi.
Raffreddamento a liquido e alimentazione con due carburatori Mikuni BDSR da 39 mm sono le altre caratteristiche tecniche peculiari, mentre l'accensione si basa su un evoluto sistema elettronico digitale.
La potenza massima del propulsore della Laverda Lynx è 71,5 cavalli a 9.000 giri al minuto, mentre esprime l'eccellente valore di coppia di 62 Nm a 7.200 giri.

Aldilà dei numeri la piacevolezza del motore può essere ricavata da tutti gli articoli entusiastici che descrivono le prestazioni della cugina marcata Suzuki, ma a parte il motore in comune le similitudini fra le due moto finiscono qui.

Non era facile interpretare il tema della naked di media cilindrata senza cadere nel banale o nel già visto, ma la Laverda Lynx sembra essere riuscita nell'intento: da qualunque parte la si guardi ci si rende conto che le mirifiche svasature della carrozzeria o le intriganti evoluzioni dei tubi del telaio e del forcellone sono state disegnate per formare un unico oggetto di desiderio.
E' bella la Lynx, anzi bellissima, ma soprattutto è originale senza cadere nel volgare. Le linee del telaio ricordano un po' la Bimota Tesi nella parte centrale, e l'integrazione fra piastre in fusione d'alluminio laterali e i tubi d'acciaio ad alta resistenza sembra la nuova tendenza dello stile italiano nella progettazione dei telai.

Il sistema è stato chiamato dalla Laverda TPS (Telaio Perimetrale Scomponibile) ed è stato addirittura brevettato. I vantaggi principali di una struttura del genere sono una rigidità maggiore dei telai perimetrali in alluminio, anche perchè il motore diventa un elemento semi-stressato della ciclistica e ne aumenta la rigidità.
Il telaio è poi scomponibile, facilitando la manutenzione o le eventuali riparazioni, e la possibilità di abbinare tubi verniciati in colori diversi alle piastre in alluminio favorisce le personalizzazioni oramai molto diffuse su questo tipo di moto.
La parte anteriore in tubi del telaio è poi ripresa esteticamente dal forcellone posteriore, anch'esso costruito a traliccio con una vistosa capriata superiore di irrobustimento.

Curata in ogni particolare. Le moto italiane hanno avuto fama di grandi doti ciclistiche, o magari di motori eccezionali, oppure ancora viene citato lo stile esclusivo.
Quante volte ci siamo sentiti dire che quei piccoli difetti non facevano che accrescere il fascino di quel dato modello: la sella impossibile per il passeggero, il fanalino posteriore degno a malapena di uno scooter, lo scarico tipo tubo di stufa... Stavolta non c'è trucco e non c'è inganno, anche se per il giudizio finale dovremo aspettare di sapere il prezzo su strada.
Tanto per citare un particolare per tutti: il faro anteriore, all'apparenza una normalissima parabola comune a molti modelli, è in realtà un evoluto gruppo ottico che racchiude due proiettori poli-focali a semilune sovrapposte!

Alesaggio/corsa: 81x62,6 mm
Cilindrata 645 cm3
Numero di valvole 4
Raffreddamento a liquido
Lubrificazione a carter umido
Rapp. di compress. 11,5:1
Alimentazione 2 carburatori Mikuni BDSR 39
Potenza massima/giri 52,5 Kw (701,5 Cv) a 9000 giri/min
Coppia massima/giri 62 Nm a 7200 giri/min
Frizione a dischi multipli in bagno d'olio con comando meccanico
Trasmissione primaria ad ingranaggi a denti dritti; secondaria a catena
Cambio a 6 rapporti
Telaio soluzione mista, Laverda TPS « con traliccio anteriore in tubi d'acciaio al cromo-molibdeno e piastre centrali fuse in lega di alluminio
Sospensione ant. forcella telescopica con steli da 45 mm
Sospensione post. forcellone tralicciato con mono-ammortizzatore regolabile nel pre-carico molla
Cerchi a 5 razze; anteriore 3,5", posteriore 5,00"
Pneumatici Tubeless radiali anteriori 120/70x17", posteriore 160/60x17"
Freni anteriore a doppio disco semiflottante, diametro 298, mm con pinza a 4 pistoncini
Interasse 1410 mm
Altezza sella 800 mm
Peso a vuoto 170 Kg
 VelocitÓ Max  Km/h 200