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Prova: Kawasaki ZX-12R 2000
Martedì 30 maggio 2000:
Non appena il tachimetro oltrepassa (rapidamente) i 240 all'ora un leggero serpeggiamento si fa strada fino ai semimanubri. Quando raggiunge (e supera) i 310 il serpeggiamento si fa intessissimo e l'adrenalina comincia a scorrermi dentro a fiumi. Così non va - devo chiudere il gas, o rischio di ammazzarmi. Ah, le gioie di una foratura ad alta velocità.Ovviamente, essendo io un incosciente, provo un secondo e un terzo lancio tanto per essere sicuro che lo sbacchettamento non sia causato da un leggero vento laterale o, nel caso dei primi due lanci, dalla telecamera fissata sul serbatoio. Solo dopo aver fatto un paio di foto impegnati in un burn-out il forte rumore d'aria che esce dal pneumatico e il luccichio di un chiodo piantato nel mastodontico pneumatico posteriore chiariscono il mistero.
Fortunatamente siamo a Bruntingthorpe, un campo d'aviazione in disuso con un rettilineo da sei chilometri a nostra disposizione. Se la gomma fosse esplosa o uscita dal cerchio, almeno i 200 kg. della moto lanciati a 300 all'ora non avrebbero fatto danni a nessuno fatta eccezione forse per il pilota. Per strada sarebbe stato molto diverso. Viene spontaneo chidersi che senso abbiano moto come la Kawasaki ZX-12R o la sua degna compare Hayabusa. Qual'è l'utilità di una moto capace di tali velocità? Personalmente, i 270 e passa delle varie R1, FireBlade, ZX-9R e GSXR750 sono più che sufficienti, e oltretutto le moto menzionate sono molto più leggere, maneggevoli e di conseguenza divertenti.Tuttavia, non va sottovalutato l'appeal dei 315 all'ora da noi verificati per la ZX-12R, e se anche sono risultati di poco inferiori ai 318 della Suzuki Hayabusa, la differenza è visibile solo sulla carta. Tre chilometri all'ora sono meno della velocità raggiunta camminando da una persona: credete veramente che per strada possano fare la differenza? "La cilindrata è tutto", si usava dire negli anni settanta e all'inizio degli anni ottanta, ma è un adagio che ormai non ha più significato...
Ma se volete cavalli, ne avrete a volontà sulla nuova Kawasaki. Con 165 cavalli a disposizione (tenendo conto dell'effetto dell'airbox pressurizzato) le preoccupazioni principali riguardano la durata del pneumatico posteriore. Siamo riusciti a massacrarlo per circa novecento chilometri prima della foratura, e una stima plausibile della durata normale si aggira attorno ai 2500. "E chi se ne frega?", ci sembra di sentirvi urlare. Avete ragione. Che senso ha comprare la moto più potente che ci sia in circolazione per poi preoccuparsi della durata delle gomme? No, probabilmente la maltratterete come abbiamo fatto noi nelle foto...
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