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Prova: Honda CBR929RR Fireblade 2000
di Andy Ibbot, BikeNet - traduzione di Edoardo Licciardello

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Giovedì 25 maggio 2000:

Guardando verso l'orizzonte mi accorgo che poco più avanti sulla strada c'è un dosso. Appena passato il cartello di fine limite di velocità spalanco il gas e tiro seconda e terza, rilasciando poi l'acceleratore mentre il dosso si avvicina. Al culmine del dosso rispalanco il gas facendo coincidere la botta di coppia con il cambio di pendenza: la nuova CBR900 si impenna violentemente, e sul tachimetro che mi si para davanti leggo 180 all'ora. In terza. Su una ruota sola.


Finalmente! Di nuovo su una strada asciutta! Il clima inglese è un vecchio burlone, e sembra che faccia apposta a piovere nei momenti peggiori. Evidentemente mi odia, per cui tutte le volte che uscivo con la FireBlade per una sessione fotografica il cielo si apriva e diluviava senza ritegno, per cui non ci restava che rientrare alla base bagnati. Dopo 700 km. e due settimane di tentativi mi sono svegliato una mattina e aprendo la finestra ho visto la strada asciutta e addirittura un pallido sole. Una veloce telefonata al fotografo e via...

E' impressionante la differenza che può fare una strada in buone condizioni: prima che abbiate il tempo di rendervene conto la vostra ruggine sparisce e vi trovate a fare i matti senza accorgervene. Gas spalancato, traiettorie spigolose e ginocchio a terra. Il dossetto si trovava a tre chilometri dalla partenza. Wow. Ecco il problema. Nel medesimo istante in cui inserite la chiave nel blocchetto, guardate il pannello a cristalli liquidi degli strumenti prendere vita e sentite il sibilo la pompa della benzina che parte vi prende la sensazione che sarà una gran bella giornata. Una giornata veloce, di quelle in cui tutto andrà perfettamente.
Sedendosi sulla nuova Fireblade si è portati a scambiarla per la CBR600. Se foste bendati fareste fatica a dire su quale delle due siete seduti, almeno fino a quando non inserite rumorosamente (in fondo è sempre una Honda...) la marcia e partite. Il progettista, Baba-san, ha tentato di ritornare vicino allo spirito iniziale della CBR900 rendendo la nuova Fireblade più cattiva ma mantenendo una certa raffinatezza. Sembra quasi impossibile che la Honda abbia mai scelto di addolcire la CBR900RR, rendendola sempre più noiosa fino al punto in cui veniva quasi considerata (con il modello '98) una sport-tourer se messa a confronto con la R1 e la ZX-9R.

Ovviamente potete ancora fare del turismo con la CBR900, ma non è più dolce e timida come il modello che l'ha preceduta. Il nuovo motore, principalmente grazie all'iniezione elettronica e alla valvola sullo scarico, tira bene fin da 3000 giri. Non appena l'ago del contagiri oltrepassa i 7000 si scatena l'inferno fino agli 11000, 500 giri prima della linea rossa, dove la spinta cala d'intensità. Abbastanza impressionante, e grazie al peso abbastanza ridotto il consumo del pneumatico anteriore si riduce moltissimo. Può essere cattiva o docile a seconda di come usate il polso destro. Il motore ha una risposta prontissima, ma - ed è un grosso ma - dopo una trentina di km. ci si trova facilmente a desiderare qualche cavallo in più. Peccato.


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