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Prova in pista: Ducati 996SPS
Alla chiusura del terzo giro comincio ad osare un po' di più: ripasso mentalmente i riferimenti che uso sulla mia 888 e dopo aver scaricato seconda (maledetta variante nuova...), terza e quarta sul rettilineo dei box, schizzo fuori dalla carenatura in corrispondenza del cartello dei 100 metri e mi attacco ai freni. Una considerazione mi attraversa rapidissima la mente: sono arrivato al riferimento ben più forte che con la mia 888. Un'altra la segue a ruota: non ho le slick che uso di solito, ma un treno di Dragon Evo Corsa. Mentre davanti agli occhi mi balenano immagini della via di fuga della Misano-1 e di una delle peggiori figure della mia vita strizzo sempre di più la leva del freno, scalo una marcia e... mi ritrovo lento in entrata. I nuovi dischi da 5 millimetri hanno una potenza e una progressività che credevo riservata agli impianti da gara. La SPS è una di quelle moto che fanno sentire sempre più sicuri man mano che si aumenta il ritmo, che invitano ad aumentare giro dopo giro la velocità di ingresso in curva e a ritardare sempre più la staccata: incredibile la compostezza anche quando si richiama il gas a moto fortemente inclinata. Ho dei ricordi bellissimi della raccordatura fra le Misano 1 e 2 con il ginocchio che si solleva dall'asfalto solo per pochi metri e il motore che ruggisce portando in un battibaleno alla staccata del Carro, senza che la SPS sembri minimamente in difficoltà. La confidenza aumenta metro dopo metro e non vorrei più rientrare ai box, ma gettando l'occhio agli strumenti una bella spia arancione mi informa che la benzina scarseggia, per cui - non sapendo da quanto la spia sia accesa, sto guidando molto ad orecchio lanciando solo un colpo d'occhio al contagiri quando ho tempo - mi metto ad andare ad andatura contenuta e rientro ai box per un rifornimento. Formalità espletata in un attimo, e di nuovo via. La moto è ben calda, per cui voglio togliermi la soddisfazione di sentire cosa è in grado di fare questa SPS in prima: parto tranquillo e spalanco il gas, e come mi immaginavo la ruota anteriore sale rapidamente ma senza violenza. Chi è veramente capace di impennare potrebbe divertirsi davvero, grazie anche al cambio ravvicinato. Sono bello caldo, per cui comincio da subito a spingere (entro i miei limiti) e il divertimento continua, facendomi - cosa più importante - sentire sicurissimo anche a ritmi per me piuttosto elevati. La progressione del motore è impressionante: all'uscita del Tramonto, dove le SBK si impennano leggermente sullo scollinamento, la SPS spinge come una dannata con una sonora sbacchettata di manubrio, a stento contenuta dall'ammortizzatore di sterzo. La tonalità di scarico sembra quasi restare costante fra un cambio marcia e l'altro: il cambio ravvicinato fa davvero un ottimo lavoro. Continua...
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