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Test utente: BMW R850 GS
di Andrea Crosato
In una giornata quasi autunnale, nonostante fosse fine giugno, mi sono recato a Cassinetta di Biandronno (VA) a provare finalmente uno dei tanti modelli della gamma "R" della BMW, in occasione di una giornata di prove gentilmente offerta dalla BMW Italia. L’invito, ottenuto grazie ad un amico BMWista da anni, era al sicuro nella tasca della fida Dainese . La curiosità era tanta, perché il "boxer" bavarese è da sempre uno dei motori più amati al mondo. Gli fanno compagnia, nel cuore degli appassionati, altri propulsori che in comune hanno il fatto di essere bicilindrici (in tutte le salse) e non giapponesi: si tratta di Moto Guzzi, Harley Davidson e Ducati. Purtroppo le stesse considerazioni le avevano fatte molti altri motociclisti, per cui si era formata una coda cospicua di gente che attendeva di provare la moto dei suoi sogni… La gamma BMW è molto articolata, e spazia dalla fascinosa custom (R 1200 C) alla sportiva (R 1100 S), passando per una classica roadster (R/R), una enduro (R/GS), una sport-touring (R/RS) ed una turistica (R/RT), proposte nelle due cilindrate 850 e 1100 (tranne la RS, che è disponibile solo in versione 1100). Tutte queste moto hanno in comune il fatto di essere eleganti, predisposte al turismo nonché divertenti da guidare grazie ad una ciclistica innovativa ed azzeccata.
La scelta, per motivi legati alla minor attesa, è caduta sulla R 850 GS: una enduro con spiccate attitudini stradali e granturistiche, dalla linea sgraziata ed affascinante al tempo stesso. Salgo in sella e mi accorgo che, grazie al motore boxer che abbassa il baricentro, il pur rilevante peso (circa 230 kg) non si avverte eccessivamente. Le prime manovre si eseguono quindi con estrema naturalezza: richiedono assuefazione, al contrario, i "soliti" blocchetti elettrici BMW dalla inconsueta disposizione. Stupisce che proprio i tedeschi, famosi per la loro razionalità, abbiano progettato dei comandi del genere… ma è tutta questione di prenderci la mano. Sul capiente serbatoio (capace di ben 26 litri) una cartina della zona impedisce che il pilota di turno, rapito dalle sopraffine qualità della guida, possa smarrirsi nei dintorni del lago di Varese. La ciclistica infatti permette di guidare subito la grossa GS con disinvoltura, ad un passo brillante anche su percorsi tortuosi come quello della prova. Le sospensioni hanno uno schema originale, con il sistema Telelever anteriore (che è una sorta di "via di mezzo" tra una classica forcella telescopica ed un braccio oscillante) che impedisce eccessivi affondamenti in staccata; posteriormente, invece, è impiegato il meno innovativo sistema Paralever con braccio articolato e un solo elemento ammortizzante, disposto lateralmente. L’impressione è quella di guidare un’agile enduro monocilindrica, con la differenza che si può contare su un appoggio e una tenuta da stradale pura, anche ad inclinazioni notevoli. Si ha sempre una notevole sensazione di sicurezza, con l’avantreno che segue fedelmente la traiettoria impostata dal pilota: notevole anche la "neutralità" della moto, a testimonianza di una ciclistica pienamente azzeccata. La frenata, inoltre, è sicura e abbastanza potente. La posizione di guida, infine, è molto comoda e grazie al manubrio ampio si ha sempre un buon controllo del mezzo. Sulla protettività del cupolino non posso dirvi molto, non avendo raggiunto velocità particolarmente elevate nel corso della prova. Una moto perfetta, dunque? Assolutamente no: purtroppo il quadro idilliaco finora tracciato è inficiato da alcuni gravi difetti. Il principale è costituito dal cambio, che è eccessivamente ruvido e rumoroso: io guido una Yamaha TDM che è famosa proprio per avere un cambio mediocre, ma vi assicuro che quello della GS mi è sembrato ben peggiore. Se non fosse che questo difetto è stato rilevato da molte riviste specializzate, avrei addirittura pensato ad un esemplare difettoso… A parziale consolazione, la precisione – pur non eccelsa – è perlomeno tollerabile. L’allestimento, tenendo presente anche che la R 850 GS è venduta al prezzo non molto concorrenziale di 20.700.000, sembra un po’ spartano: leve, manopole e comandi a pedale hanno un aspetto abbastanza "economico" e danno l’impressione di trovarsi a bordo di una fuoristrada di tutt’altre pretese. Un fattore molto importante nel giudizio di una moto è poi il motore: il "piccolo" boxer mi è sembrato molto poco emozionante. Intendiamoci, le prestazioni sono interessanti, l’erogazione è fluida ed omogenea, ma manca quel feeling che altre unità sono capaci di instaurare: il confronto con il già citato bicilindrico parallelo Yamaha di pari cilindrata, molto più grintoso, o con una versione qualsiasi del desmodromico Ducati di 900 cm3, esplosivo e coinvolgente, lo vede nettamente svantaggiato. Il propulsore tedesco sembra "frullare" un po’ troppo… Questa è comunque una valutazione puramente soggettiva e assai poco razionale, che prescinde dalle prestazioni pure, quindi se volete acquistare la GS non fatevi condizionare! Senza contare che, stando a quanto si legge sulle riviste del settore, la versione di 1100 cm3 dovrebbe essere un mostro di coppia: quindi chi desiderasse una R/GS dotata di un carattere più deciso può optare su quest’ultima. Tirando le somme, la GS è una moto che vanta sorprendenti qualità dinamiche, una buona versatilità e permette di accedere al blasonato marchio BMW ad una cifra ragionevole (anche se decisamente più elevata rispetto alle dirette concorrenti italiane, inglesi e giapponesi). Chi decidesse di acquistarla dovrà però fare i conti con un cambio non adeguato alla classe della macchina e con un motore un po’ privo di personalità. Tutto sommato sembra un buon affare!! A conclusione di questa breve prova ricordo che, come tutte le BMW, anche la R 850 GS può facilmente essere equipaggiata di borse laterali e altri optional BMW volti a favorire la pratica turistica. Le prestazioni rilevate dal mensile SuperWHEELS (n.33) parlano di una velocità massima appena inferiore ai 190 km/h, un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 4"7, una potenza di 64 CV alla ruota a 7100 giri/min e una corposa coppia di 7,5 kgm a 5500 giri/min. |