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Anteprima Bimota 500 V-due
Alla vigilia del nuovo millennio, per sottolineare la netta impennata che il
progetto Bimota 500-Vdue ha conosciuto nel corso del 1999, è venuto naturale ribattezzarne la
sua radicale mutazione stradale col nome di 500-Vdue evoluzione. Una moto così radicalmente
ripensata e depurata degli errori della precedente edizione da potersi legittimamente chiamare: nuova. Ma è solo il primo stadio di quello che si annuncia come il programma pieno
sviluppo, che proietterà il progetto verso i traguardi futuri che la ritrovata eccellenza
ingegneristica gli schiude. Per Bimota Motor è la più impegnativa sfida hi-tech, alla
quale la Casa intende devolvere una rilevante aliquota delle proprie energie. Il motore Lo sviluppo della nuova Bimota 500-Vdue evoluzione prende, necessariamente, le mosse dal progetto del propulsore originale, di cui mantiene i parametri fondamentali. Il 500 Bimota è un bicilindrico a due tempi a V longitudinale-orizzontale di 90°, con induzione nel carter motore controllata da valvole a lamelle. Al fine di ottenere un perfetto equilibramento delle forze e delle masse alterne, i cilindri sono allineati sullo stesso piano verticale e dotati di camere di travaso individuali al cui interno operano alberi motore di tipo composito, controrotanti e interconnessi per mezzo di una coppia di ingranaggi. Lo sviluppo della attuale versione ha visto la sostituzione dell'impianto di
iniezione elettronica con due carburatori Dell'Orto a ghigliottina piatta, tipo VHSB 39, ad alta
efficienza. L'accensione rimane del tipo a scarica induttiva, ma capace di livelli di energia molto
più elevati e con una nuova centralina dedicata, che è incorporata nel gruppo degli
strumenti elettronici, per garantirle collocazione adeguatamente protetta dagli agenti atmosferici,
dagli urti e dalle vibrazioni. Ne è scaturito un propulsore che, anche grazie al peso globale della moto contenuto in 160 kg, è in grado di assicurare prestazioni ai livelli altissimi, sia per punta velocistica massima che doti di accelerazione e ripresa, ma anche perfettamente gestibile nel normale uso stradale, in quanto depurato di quelle spigolosità tipiche dei motori nati, in primo luogo, per le competizioni. Una ricerca specifica è stata dedicata al contenimento delle emissioni
inquinanti allo scarico, per consentire l'omologazione della nuova Bimota 500-Vdue evoluzione anche
in quei paesi, soprattutto europei e nord americani, in cui più stringenti sono le norme in
materia di rispetto dell'ambiente. A questo scopo è stato sviluppato un nuovo impianto di
scarico nel quale sono state inserite speciali unità per il post-trattamento catalitico,
ossidante-ossidante dei gas di scarico per ridurre drasticamente il CO e gli HC in essi contenuti. La raffinatezza dei carburatori impiegati, da parte sua, ha contribuito a questo risultato consentendo una perfetta calibratura della alimentazione ai valori ottimali. La ciclistica Secondo tradizione Bimota, la 500-Vdue evoluzione vanta un progetto telaistico
di grande eleganza, ma soprattutto di assoluta competenza, che le assicura doti di guida ineguagliate
per agilità e precisione di comportamento dinamico anche nella guida agonistica. La struttura
del telaio è realizzata in tubi ovali in lega di alluminio saldabile e autotemprante integrati
da piastre di materiale analogo che, chiudendo le raffinate triangolazioni della struttura, le
conferiscono ulteriore rigidità, imbrigliando solidamente il propulsore che così assume
funzione semi-portante. Per la geometria dell'avantreno è stato scelto un angolo di caster di soli 23°, che consente di sfruttare al meglio, nel senso della massima agilità e prontezza di inserimento in traiettoria, le doti dei moderni pneumatici radiali a profilo ribassato, nel caso specifico da 120/70-17. L'angolo di caster, combinato con i 35 mm di disassamento delle piastre di forcella e con il diametro standard del pneumatico radiale adottato, produce un valore di avancorsa di 89 mm. La sospensione posteriore è realizzata da un braccio oscillante a struttura
composta, scatolato, che comanda l'ammortizzatore Ohlins multiregolabile per mezzo di un rinvio a
biella e bilanciere che assicura l'ottimale progressione di risposta di questa unità. Al
retrotreno è impiegato un pneumatico radiale da 180/55-17 che consente di trasferire
completamente a terra, senza rischio di perdite di aderenza, l'elevatissima potenza e coppia erogate
dal propulsore. Il peso, grazie al ricorso a materiali hi-tech nella costruzione di molti particolari, sia strutturali che di carrozzeria, è stato contenuto in soli 160 kg, in ordine di marcia. Questo fattore, unito ad una perfettamente bilanciata distribuzione dei pesi fra i due assi, è garanzia di quelle doti di sportività di guida e di prestazionalità estrema che sono i fondamenti del progetto 500-Vdue evoluzione. |