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Aprilia RSV1000: impressioni di guida di un comune mortale...
di Giovanni

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In occasione del lancio sul mercato del nuovo modello della casa di Noale, un concessionario di Genova ne proponeva a chiunque una breve prova su strada. Ovviamente l'opportunità era troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire, così io ed un mio amico, anch'egli appassionato motociclista, dopo ripetute contrattazioni con "l'incauto" concessionario siamo riusciti ad avere a disposizione "la bestia" per un' intera mattinata, per la precisione dalle ore 9.00 alle ore 15.00: un'autentica pacchia!

Il giorno prestabilito ci siamo presentati puntuali al nostro appuntamento carichi di adrenalina ed euforici. Vennero stabiliti turni di guida di 30' ed il secondo pilota avrebbe seguito la moto in questione con il mezzo di supporto, una Suzuki Bandit 600.
Il percorso si sarebbe articolato su strade particolarmente tecniche e panoramiche, da Genova fino al passo del Bracco in provincia di LaSpezia.

Una volta in sella le prime sensazioni dinamiche sono sconvolgenti: sembra di essere a cavallo di un missile, tanto che basta arrivare a 4000 giri indicati in terza, per ricevere dai neuroni rimasti ancora sobri un comando forte e chiaro:"FRENA!". Il suono del motore è bello e coinvolgente e passando alla guida del Bandit la differenza fra il "4" ed il "2" è forte e fa tornare alla mente la tipica secca affermazione dei sostenitori del bicilindrico: "Il quattro cilindri non ha personalità, va bene solo per le auto".
Certo che sulle strade tormentate che stiamo percorrendo, l'impostazione pistaiola dell'Aprilia non aiuta molto perchè richiede un impegno di guida maggiore per curvare, infatti rispetto alla jap, dotata anche di manubrio largo, bisogna adottare una guida di corpo, questo anche se le due moto hanno un peso simile. Ovviamente queste sono solo impressioni superficiali anche perchè non c'era nè l'incoscienza nè la capacità di provare la moto a fondo, però sicuramente anche un semplice giretto aiuta a capire molto.
Anche i freni sono superbi e il ritmo prudente che sia io che il mio amico siamo riusciti a tenere è comunque decisamente veloce se paragonato a quello che normalmente teniamo con le nostre moto: alla guida dell'RSV la sensazione è di andare piano ma in realtà si sta andando velocissimi...

Le pause per scambiarsi le moto devono essere frequenti perchè gli avambracci non abituati all'impostazione racing sono presto indolenziti. A questo punto vengono alla mente le impressioni di guida delle riviste specializzate che parlano di un comfort decisamente superiore alla media... Sicuramete sarà vero, però a mio giudizio bisogna ricordare che sono valutazioni riferite alla sola categoria delle moto supersportive.

A fine prova la soddisfazione per aver provato un simile gioiello è comunque enorme e sono sicuro che il ricordo rimarrà indelebile, scalfito nella memoria emozionale.
Colgo qui l'occasione per complimentarmi con tutti quelli che hanno lavorato al progetto RSV e grazie ancora al concessionario Aprilia


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