
Disegno di John Keogh
La classe 600 ha raggiunto oramai il fascino da race-replica che fino a poco tempo fa era riservato alle piu' esclusive (e costose) setteemezzo, grazie alle proposte delle case giapponesi che offrono prodotti decisamente appaganti sia dal punto di vista dell'estetica che della funzionalita' e fruibilita' di guida.
Anzi, le ultime proposte si distinguono per un equilibrio dinamico decisamente superiore alle sorelle maggiori, tant'e' che anche in pista nei vari trofei o campionati riescono a spuntare tempi di percorrenza sul giro pari o inferiori, grazie soprattutto a pesi ridotti e a motori potenti ma non troppo impegnativi ed in ogni caso piu' semplici da portare al limite.
Da quest'anno pero' le varie R6, CBR, ZXR e GSXR avranno un avversario in piu', avversario che al contrario della Ducati ha scelto di confrontarsi con le giapponesi sul terreno a loro piu' congeniale: il motore a quattro cilindri.
La moto dovrebbe essere presentata ufficialmente dopo l'estate, e solo pochi particolari
rimangono da definire.
Innanzitutto l'impostazione e' cambiata durante la gestazione, passando da un genere
piu' eclettico come la Honda CBR 600 versione 1998 ad una moto senza compromessi come
la Yamaha R6.
Questo significa grande potenza del motore, ottenuta anche per merito di due enormi
prese d'aria per il sistema di alimentazione dinamico, ed un peso che dovrebbe
essere pari a quello della nuova CBR 600, intorno quindi ai 170kg a secco.
Il motore e' stato provato sia con la tradizionale alimentazione a carburatori che con
un'evoluta iniezione elettronica, ottenendo miglioramenti solo per quanto
riguarda l'erogazione ai medi regimi e non nella potenza massima che dovrebbe essere
di ben 104 cavalli alla ruota, circa 2 in piu' della Yamaha R6!!
La scelta del sistema di alimentazione verra' fatta all'ultimo momento in base alle tendenze
del mercato ed anche alle scelte degli altri costruttori (in particolare la Honda sembra
voglia adottarla per la CBR600 versione 2000).