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Cambio di rotta per la nuova Suzuki GSXR750
Probabilmente non sarà Milano il salone del debutto della nuova Suzuki GSXR750, che potrebbe
essere presentata ufficialmente solo al Salone di Parigi di quest'autunno.
Il motivo di questo ritardo sembra essere un deciso cambio di rotta nella definizione dello stile
della nuova moto, che inizialmente avrebbe dovuto ereditare molte delle caratteristiche estetiche
della GSXR1300 Hayabusa. Infatti, nonostante la Busa abbia avuto un incredibile successo sui mercati
di tutto il mondo, addirittura superiore alle aspettative dei dirigenti della casa di Hamamatsu, le
sue forme rotondeggianti e morbide sono state ritenute inadatte ad esprimere il carattere della
supersportiva di punta Suzuki.

LA Suzuki GSXR750 che avrebbe duvuto essere presentata a Milano, con
il look simil-Busa
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Il timore principale, quando oramai la nuova moto era praticamente pronta per il debutto, è stato
che la GSXR750 potesse sembrare più pesante e meno agile di quanto non fosse, e per questo
gli stilisti sono stati chiamati ad una brusca correzione di rotta: le linee saranno più
tese ed affilate ad esaltare la dinamicità ed il grosso faro anteriore centrale a "becco"
è stato sostituito da una doppia unità con una grossa presa d'aria centrale per il
sistema RAM, sullo stile della Yamaha R6
Il motore è stato ritoccato ed ha subito modifiche di dettaglio, ma la potenza massima
dichiarata è salita di 5 cavalli, da 135 a 140, mentre il peso complessivo, già
molto buono, è calato da 179kg a 170kg a secco.
Per essere maggiormente competitiva nella Superbike però anche la Suzuki (come del resto
fanno già Ducati, Aprilia, Honda e Yamaha) ha deciso di presentare una versione SP che
praticamente sarà venduta a pochissimi e facoltosi collezionisti che si potranno permettere
il lusso di spendere circa 60 milioni per acquistare una moto che su strada non sarà
complessivamente migliore della versione standard, ma che servirà appunto come base per
il modello che prenderà parte al prossimo mondiale Superbike.
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