Si puo' usare uno scooter per fare del turismo?
In questo senso il maxiscooter e' la scelta ideale: perfetto nel tragitto giornaliero casa-ufficio,
protettivo quanto e piu' di una supertourer in caso di maltempo, ma come la mettiamo con i
lunghi trasferimenti autostradali? Non e' forse molto meglio una moto in questi casi?
Devo dire che inizialmente ero molto perplesso anch'io, un passato da turista con moto da 300 kg
e piu', ipercarenate, iperveloci, ipercariche e chi piu' ne ha piu' ne metta...
Iniziamo dalla capacita' di carico: il bauletto posteriore da 46 litri e' una scelta obbligata,
anche per le semplici gite fuoriporta, ed e' in grado di trasportare buona parte
dell'abbigliamento necessario a due persone per un viaggio estivo.
LA PARTENZA
Al momento di partire immancabilmente ci si accorge di dover caricare ancora qualcosa, nel nostro caso
la macchina fotografica e le tute antipioggia (piu' ingombranti ma anche piu' funzionali degli
scongiuri...), oltre ai documenti ed altrospicciolame.
Rapida occhiata in garage ed altrettanto rapido recupero di una vecchia borsa da serbatoio
semirigida, all'occorrenza trasformabile in zaino, che si incastra perfettamente sul tunnel
centrale fra le gambe del pilota, senza minimamente disturbare durante la guida.
Anche cosi' carico il Majesty si mantiene molto ben equilibrato, merito anche di una passeggera
pesante una cinquantina di kg, perdendo solo un po' di agilita' a causa della disposizione
molto in alto dei due maggiori carichi, il bauletto posteriore ed il passeggero; la ruota
anteriore comunque segue correttamente la linea impostata anche nei curvoni autostradali e le
scie dei camion disturbano il confort aerodinamico ma mai la guida.
IN AUTOSTRADA
La velocita' di crociera e' sufficiente a superare i grossi TIR che riempiono oramai le nostre
autostrade, e si colloca idealmente intorno ai 110 km/h indicati, visto che a quel regime
il motore trotterella a mezzo gas con un consumo ridicolo e non si e' affatto disturbati da vortici
aerodinamici o dal rumore del motore.
IN SALITA
Le strade di montagna sono il terreno ideale per il Majesty, che permette di pennellare curve e
controcurve con naturalezza anche a pieno carico, con solo una maggiore sensibilita'
dell'avantreno che non desta mai preoccupazioni.
IL RAFFREDDAMENTO
Un punto migliorabile e' proprio il raffreddamento del motore. In inverno, specialmente non
utilizzando lo scooter tutti i giorni, occorrono diversi minuti per arrivare alla temperatura
ideale di funzionamento, costringendo a lunghe attese fuori dal box con il motore al minimo.
IL VIAGGIO
La prima tappa, un lungo trasferimento autostradale, ci porta da Prato a Lignano Sabbiadoro,
tranquillo centro turistico a meta' strada fra Venezia e Trieste.
Attraversato velocemente il breve tratto di Slovenia arriviamo al confine con la Croazia dove ci attende
una lunga fila alla frontiera: ad un gruppo di ragazzi francesi un po' vistosi stavano
addirittura srotolando le tende da campeggio e smontando le plastiche dei fanali dell'automobile...
Ma come, penseranno in tanti, in fondo i mototuristi hanno sempre viaggiato in lungo e largo per
il mondo anche con mezzi ben piu' poveri di un moderno maxiscooter, a partire dai giri del
mondo in Vespa alla traversata dell'Amazzonia di Nuzzo in sella ad una Hondina XL 125...
Tutto vero, ma esiste al mondo anche una categoria di possibili mototuristi ancora indecisi
fra la comodita' dell'auto e lo spirito della moto, magari ex-motociclisti a cui farebbe
comodo lo scooter per spostarsi piu' agevolmente nel traffico sempre piu' caotico delle nostre citta'
e che troverebbero difficile giustificare l'acquisto di una moto da usare magari solo
per qualche fine settimana.
Nel vano sottosella, abbastanza capiente, si puo' sistemare il resto dell'abbigliamento, ottenendo
cosi' una capacita' totale di carico quasi equivalente a due borse laterali da 36 litri. Il
carico sistemato sottosella inoltre influenza pochissimo la manovrabilita' del mezzo,
essendo collocato in pratica in posizione baricentrica.
Rimangono a disposizione i due alloggiamenti dello scudo: in quello posizionato sul tunnel
centrale trovano collocamento ideale una bomboletta gonfia-e-ripara (non si sa mai...) ed un
antifurto, lasciando dello spazio a disposizione per i piccoli oggetti come ad esempio il
biglietto dell'autostrada, fazzolettini di carta, uno straccio per asciugare la sella e cosi' via.
Il vano dello scudo anteriore invece e' l'ideale per il beauty, visto che generalmente fra shampoo,
creme da barba, bagnodoccia ed aggeggi vari si raggiungono pesi notevoli, riequilibrando cosi'
in parte l'assetto dello scooter.
Non rimane che caricare il passeggero, che sul Majesty gode di un trattamento assai diverso a
seconda dell'altezza: fino ad poco meno di un metro e settanta infatti gli e' riservata una
sistemazione decisamente comoda, rialzato sul pilota cosi' da avere una buona visuale ma sempre
con una buona protezione aerodinamica, le gambe giustamente distese e su comodi poggiapiedi in
gomma morbida che eliminano anche l'ultimo residuo di vibrazioni (avvertibili invece sul manubrio,
ma solo alla massima velocita'), poggiapiedi che sulle ultime versioni sono invece stati eliminati,
riducendo forse i costi ma anche il confort.I passeggeri piu' alti invece si trovano in una
posizione decisamente squilibrata, esposti all'aria e con le ginocchia che interferiscono
con i gomiti del pilota.
Il vero punto debole della ciclistica a mio parere e' invece la sospensione posteriore, brusca
sulle asperita' e non in grado di garantire un corretto confort soprattutto al passeggero, anche a
causa di uno spessore del rivestimento della sella ridotto al minimo. Certo che le ruote da 13 pollici
aiuterebbero a migliorare la situazione anche in frenata, non eccezionale a pieno carico...
Per ottenere quei 10 km/h in piu', a volte utili nei sorpassi, si deve sfruttare tutto il gas rimanente,
e soffrire maggiormente sia il rumore del motore che il vento, inoltre il consumo peggiora
drasticamente (ehm, per modo di dire, visto che si fanno abbondantemente piu' di 20 km con un litro...).
Una certa attenzione va invece prestata alla temperatura del liquido di raffreddamento, che in certe
condizioni, specialmente rimanendo nella scia bollente di qualche TIR o pullman, tende a salire.
Quando le salite si fanno impegnative la mancanza del cambio si fa sentire, ma la curva di coppia
del motore permette di affrontare virtualmente tutte le situazioni. Il banco di prova piu'
impegnativo di tutto il viaggio e' stato infatti il Wurzenpass, al confine fra Slovenia e
Austria, che proveniendo dall'Austria presenta due lunghe pettate con pendenza media del 18 percento
per un totale di circa 2 kilometri senza un attimo di respiro per i motori.
Devo ammetterlo: per un attimo ho pensato che il Majesty non riuscisse ad arrivare in cima, invece,
pur procedendo a passo d'uomo con i gas aperto per tre quarti e nonostante il peso aggiuntivo
di carico e passeggero, fra gli sguardi delle rare automobili o moto che incontravamo, siamo
finalmente arrivati alla sommita', anche se con la temperatura del liquido di raffreddamento
decisamente alzata nonostante le temperature non proprio estive...
In estate invece la situazione e' sempre sotto controllo, anche utilizzando benzina verde
di scarsa qualita', con una tendenza a riscaldare fastidiosa solamente in casi particolari come
i passi autostradali, con lunghe salite affrontate dietro la scia dei mezzi pesanti, oppure
rimanendo a lungo in fila nel traffico cittadino.
L'elettroventola comunque fa bene il suo dovere, senza neppure convogliare aria calda verso le
gambe del pilota come accade nella maggior parte delle moto.
Il viaggio e' tranquillo, con velocita' di crociera praticamente costante sui 110 km/h
tranne che nel tratto appenninico. Il Majesty si trova decisamente a suo agio nei larghi viali
di questo elegante centro turistico, ed il bauletto (rigorosamente in tinta con lo scooter) non
sfigura nelle hall degli alberghi.
Il pomeriggio lo dedichiamo all'ozio in piscina, in attesa della piu' impegnativa tappa del
giorno successivo che ci portera' fino a Plitvic.
La mattina dopo decidiamo di fare la statale fino a Trieste, dove la strada diventa una splendida panoramica
che costeggia il mare con curve e controcurve a picco sugli scogli. Sbrigate velocemente le formalita'
all'ingresso in Slovenia, ci fermiamo subito dopo il confine in una modernissima stazione di servizio,
dove il gestore, decisamente incuriosito, ci chiede informazioni dettagliatissime sul
nostro scooter.
Sara' questo il motivo dominante di quasi tutto il viaggio: il Majesty ha attirato tantissimo
l'attenzione un po' ovunque, con la gente che ci fermava per chiedere notizie, le auto che
ci affiancavano in autostrada per lunghi minuti e qualche curioso ad ogni sosta. Nel dubbio che possa
piacere troppo ci siamo portati dietro una catena Weissenfals da qualche kilo ed un lucchetto per
il disco anteriore extra-robusto...
Per fortuna ci fanno passare con un cenno e finalmente ci possiamo rilassare sul bellissimo
tratto di strada, immerso nelle foreste, che attraversa l'Istria dall'interno portandoci verso
Rijeka, sede dell'omonimo circuito, un tempo sede di un GP di validita' mondiale.
Da li' inizia la strada costiera che fiancheggia tutta la costa della Croazia fino a Dobrovnik,
bella ma snervante per il traffico intenso anche di mezzi pesanti e per i continui
attraversamenti di lungomare di paesini con (se possibile) ancora piu' traffico.
Decidiamo di fermarci a mangiare in un paesino un po' piu' isolato, in un localino
con dei tavolini proprio sul porticciolo, ed ordiniamo il primo di una lunga serie di meravigliosi
piatti di grigliate miste di carne, piatto tipico croato e sloveno, composto da qualunque taglio
di carne si possa mettere su una bella brace ed accompagnato da una salsina fredda di peperoni
irresistibile, cipolle bianche affettate sottilissime ed insalata. Fra la carne si apprezzano
particolarmente gli spiedini di agnello ed i cevapcici, specie di hamburger speziati e con cipolla
tritata mischiata insieme alla carne.