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Test moto: Suzuki GSX 1300 R Hayabusa


IMPRESSIONI DI GUIDA

Sulla carta la Hayabusa sembrerebbe costruita essenzialmente per essere guidata su veloci percorsi autostradali, veloci e soprattutto dritti.
Vi anticipiamo subito le nostre conclusioni: questa e' una moto dalla splendida guidabilita', incredibilmente agile e precisa a dispetto della mole e dotata di una incredibile accelerazione, con una progressione che aprendo il gas a velocita' gia' elevatissime mozza il fiato per la prepotenza.

Questo pero' e' quello che si ottiene dalla Suzukona regolando di fino le sospensioni, visto che di serie la taratura e' adattissima al pave' cittadino, ma provoca ad esempio dei repentini fondocorsa della forcella gia' con frenate neppure troppo brusche. Per fortuna pero', come abbiamo gia' detto, le sospensioni sono ampiamente regolabili, e permettono di avere in pratica una moto double-face: una comodissima sport-tourin in grado di farvi da compagna per lunghe sgroppate autostradali, magari in coppia, senza per questo dover passare dal fisioterapista alla fine di ogni viaggio, oppure un'ottima supersportiva dal comportamenti impeccabile, che seppur non velocissima in entrata di curva rispetto a moto piu' leggere vi permette una guida senza compromessi.

Nessuna moto attualmente in commercio e' in grado di darvi l'esplosiva accelerazione che vi proietta all'istante fuori dalle curve dell'Hayabusa assieme alla confidenza ed alla velocita' di percorrenza della curva stessa. Questo e' dovuto al grande equilibrio del telaio, in grado di bilanciare agevolmente il peso della moto e la potenza del motore, ma soprattutto all'incredibile coppia del motore.

Quando si parla di sportive il riferimento e' sempre alla potenza massima, ma spesso i picchi a 13.000 giri sono inutilizzabili su strada, specialmente quando si percorrono strade da 80 all'ora e magari la supersportiva di turno si trova in terza marcia, cosi' che quando si apre il gas prima che il motore salga di giri passa un'eternita'.
Questo e' anche il motivo del successo delle Ducati 996, che ad una potenza inferiore alle 750 giapponesi oppongono una coppia decisamente piu' robusta ai medi regimi, e di conseguenza una facilita' di guida piu' elevata: se anche si entra in una curva cun 2000 giri in meno o con addirittura una marcia in piu' il motore e' in grado ugualmente di trarvi d'impaccio.

Bene, la coppia dell'Hayabusa e' sproporzionata, devastante a qualsiasi regime, tanto veramente da consentirvi di guidare senza utilizzare il campio potendosi cosi' concentrare sulla guida.

Il limite piu' grosso nella guida viene invece da una marcata tendenza all'auto-raddrizzamento quando si interviene sui freni nel mezzo di una curva. In effetti e' una caratteristica piuttosto fastidiosa nella guida veloce, anche se probabilmente potrebbe essere risolta cambiando tipo di pneumatici.

La protezione aerodinamica appare da fermo migliore di quanto non sia in realta'. Evidentemente la carenatura dell'Hayabusa e' stata progettata piu' per ottenere la massima penetrazione aerodinamica che non per proteggere pilota e passeggero dall'aria, e se si vuole provare tutta l'esuberanza di questa moto e' bene acquattarsi bassi sotto il cupolino... non avete idea di quanto forte possa spingere l'aria a 300 all'ora!

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