Il tuo marchio qui Excelsior-Henderson Super X

Agli inizi di febbraqio è iniziata la produzione in Minnesota di una moto di cui nessuno avrà forse sentito parlare fino ad ora, perlomeno fuori dagli Stati Uniti, ma che certamente attirerà l'interesse anche dei motociclisti italiani non appena sarà disponibile nel nostro paese.

Il marchio Excelsior-Henderson (sembra una costante per le moto americane avere un doppio nome!) nacque nel 1917 quando la fabbrica di biciclette Henderson fu acquistata dalla rivale Excelsior. Dalle biciclette alle moto il passo fu breve e nei primi anni del secolo questo nome diventò ben presto rappresentativo di una delle migliori e più grandi fabbriche di motociclette americane. La produzione venne interrotta durante la grande crisi economica del '29, ed i record stabiliti dalle Excelsior-Henderson durarono a lungo: furono le prime moto a raggiungere le cento miglia orarie (oltre 180 chilometri all'ora) ed a fare il giro del mondo dimostrando un'affidabilità sconosciuta alle concorrenti.

Durante quegli anni tutti i produttori americani di motociclette subirono gli effetti della crisi e chiusero gi impianti, compreso il nome forse più famoso di tutti: la Indian motorcycles; solo la Harley Davidson sopravvisse, alternando periodi di grande sviluppo a fasi più tristi ma arrivando comunque ad affermarsi in tutto il mondo.

Arriviamo dunque ai nostri giorni, ben 60 anni dopo la fine della produzione, quando i due fratelli Hanlon rilevano il marchio e decidono di progettare da zero una moto, anzi una cruiser, degna del nome che avrebbe di nuovo rivissuto sul suo serbatoio.

Se volete fare un affronto ai due ingegnosi fratelli ditegli che la nuova Super X è bella come un'Harley! Non andrebbe detto, ma è un fatto che la Harley Davidson abbia portato avanti uno stile imitato anche con grande successo dalle giapponesi: la Excelsior-Henderson fa parte di questo stile di interpretare una moto, portando certi concetti tecnici e stilistici fino ai lori estremi ed adattandoli alla moderna tecnolofia.


Se vogliamo fare un confronto più corretto è alle ultime grosse cruiser giapponesi che questa nuova V-twin americana deve essere paragonata, più che alla cugina di Milwakee. Eccoci così al poderoso motore bicilindrico a V di 50 gradi dotato di iniezione elettronica e doppio albero a camme in testa con quattro valvole per cilindro, che nonostante una cilindrata di 1400 cc sviluppa però solo una settantina di cavalli, ma con una coppia poderosa che permette a questo gigante su due ruote di procedere con maestosa scioltezza.

Abituati ai numeri delle ipersportive dell'ultima generazione sembrano potenze di altri tempi, ma con una coppia del genere qualunque sia la marcia scelta basta ruotare con decisione la manopola del gas per essere proiettati in avanti nonostante la mole della moto, e seduti con il culo a pochi centimetri da terra e senza altra protezione aerodinamica che non il grosso faro vi garantisco che su questa moto vi sembrerà di andare fin troppo forte!

Se non vi fate intimorire dalle dimensioni la guida della Super X può rivelarsi ben più intrigante di quanto non si potrebbe supporre. Nei limiti di un oggettino che pesa 300 chili e che in alcuni paesi deve portare sul parafango posteriore un cartello con scritto "Long vehicle" si può dire che questa moto è una falsa grassa: superata una certa soglia (diciamo sui 30 km/h) sotto la quale bisogna fare un po' di attenzione, la Super X dimostra una certa agilità e sofrattutto un'ottima stabilità, riducendo di molto le oscillazioni sul veloce e la tendenza ad allargare al traiettoria messe in mostra da certe cugine.

Il limite maggiore nella guida è rappresentato dal singolo freno a disco anteriore da 260 mm, che già a vederlo lì da solo fa una certa tristezza pensando al pesante fardello che deve fermare... Pur se non potente la frenata è comunque ben modulabile e progressiva, ma sulle strade italiane un po' più di mordente si farebbe senz'altro apprezzare.

La prima cosa che colpisce della carrozzeria di questa moto è l'incredibile finitura superficiale delle superfici, che possono vantare una verniciatura di un'eccellente consistenza e con un effetto antipolvere veramente efficace. La forcella anteriore è del tipo a bilanciere e vanta delle splendide molle a vista perfettamente cromate che faranno la gioia degli appassionati, cromature che si ritrovano sul corpo del grande faro anteriore, sulle teste dei due enormi cilindri e sulle piastre che sorreggono il parafango posteriore, oltre che sul supporto per la strumentazione piazzato sopra al grosso serbatoio. La capacità di questo splendido pezzo fra l'altro è di ben oltre 20 litri, tale da garantire una buona autonomia.

La trasmissione finale è del tipo a cinghia dentata, capace di rendere ancora più dolce la trasmissione, e lavora su un forcellone in acciaio a due capriate collegato ad un monoammortizzatore in maniera progressiva, probabile artefice dell'ottima tenuta di strada.