Per il 1999 la Ducati ha finalmente deciso di rendere disponibile anche a tutti
i motociclisti amanti delle moto di Borgo Panigale ma non ricchi sfondati il motore
che negli ultimi due anni ha trionfato un po' in tutte la gare, dal mondiale
Superbike alle gare Sport Production: il 996.
E' stato fatto in pratica quello che molti appassionati avevano sognato e sperato:
l'innesto del motore della prestigiosa (e cara...) 996SPS nella ciclistica della
ben piu' abbordabile Biposto, anche se con un lieve depotenziamento che lo rende
comunque estremamente piu' godibile del vecchio 916, e con un prezzo d'acquisto non
cosi' sproporzionato rispetto alle maxi giapponesi ed in linea con il vecchio Biposto.
La Ducati dunque reagisce all'attacco portato dall'Aprilia con la RSV Mille,
posizionando la sua nuova 996 Biposto a meta' strada fra la vecchia Biposto e la
race replica 996 SPS.
I 113,5 CV dichiarati rappresentano un notevole incremento rispetto ai 106 della 916,
ed e' importante rimarcare che sono stati ottenuti con silenziatori molto piu'
restrittivi per rispettare le nuove normative antirumore. Il motore, con due
iniettori per cilindro al posto del solo iniettore della 916, ha una coppia molto
piu' piena del vecchio, e su strada si avverte appena la differenza con la sorellona
da corsa SPS, anche per merito dei nuovi freni Brembo al top della gamma.