Prove dei lettori

Yamaha XJ-6

Federico Natoli
(16 febbraio 2009)



Ero andato a vederla qualche giorno fa: era appena arrivata e mi avevano proposto di tornare a provarla...
E chi sono io per rifiutare la proposta di un giretto in moto?

Allora, prima le considerazioni statiche.
A colpo d\'occhio la moto fa una dicreta figura, ben proporzionata, ben caratterizzata dal fanale, davanti, dal movimento slanciato del fianchetto e del codino, dal lato, e dal fanale piccolo e rastremato, dietro...
Poi però cominci a notare i particolari...
Qualche vite di troppo sul blocco faro-strumenti, una ORRENDA (oddiomama ragazzi, non si possono lasciare gli ingegneri da soli per così tanto tempo: seguiteli!) piastra di irrigidimento tra i tubi telaio proprio al fianco del cannotto di sterzo, telaio in tubi con geometria a doppio trave superiore e solo due piastre che tengono il forcellone, che tra l\'altro è un osceno scatolato rettangolare che sembra uscito da una confezione del meccano...
Infine la sella, con un rivestimento che sembra tutt\'altro che pregiato, anzi, viene il dubbio che al rovescio ci sia ancora la scritta \"marangoni\"...
Sotto la sella, unica e lunga, lo spazio è decente: la trousse attrezzi è legata alla sella, e sulla moto si accede alla batteria, alcuni fusibili ed uno spazio vuoto rettangolare sufficiente per arrotolarci una piccola catena, subito dietro al faro posteriore.
La parte che resta \"in vista\" una volta in sella non è però terribile, ed il serbatoio ben profilato, basso e largo come d\'abitudine yamaha, confina con un manubrio con blocchetti di onesta fattura ed una strumentazione ben studiata: contagiri analogico sulla destra, forse con indici un po\' vicini, e tachimetro digitale nel display multifunzione a sinistra, completo di indicazione carburante, ora, temperatura e parziali vari, utile e ben leggibile.
Il blocchetto chiave, subito sotto è però senza immobilizer...
Vabbè, da qualche parte avran pur dovuto risparmiare, e l\'effetto generale non è comunque terribile, anche se la realizzazione del telaio lasciano più di una perplessità sulla rigidità generale: riuscirà a restar dritta od alla prima curva si piegherà come un autoarticolato?...

Arrivo al conce rimuginando considerazioni sul bicilindrico e sui difetti che mi aspetto da questo quattro, soprattutto da una casa che è conosciuta per precise caratteristiche dei suoi motori...
Sbrigo le pratiche e mi dan la chiave.
L\'avviamento non è immediato, forse perchè la moto è fredda e nuova di trinca, e devo insistere qualche istante sul pulsante.
Il propulsore parte con un rumore rauco e costante, un bel sound dalla marmitta completamente sotto al motore spudoratamente copiata dalla Kawasaki er6, ma con piena ragione, visto quanto è funzionale e comoda...
Mentre mi infilo i guanti il display mi supplica pietà con la scritta \"low temp\": inforco, cerco una stampella inusualmente lunga ed avanzata, innesto la prima e parto.
La prima impressione è che fino ai 4500 giri il motore non ci sia, tanto che arrivando alla strada mi balena in testa uno sconsolato \"andiamo benone\"...
Infilo qualche marcia, mentre il motore si scalda.
Il rumore è assolutamente piacevole, la posizione di guida da city-tourer, quindi appena più seduta di come piace a me, ma nulla che non si possa risolvere con un bel piega bassa.
Il bilanciamento dei pesi è assai favorevole e la moto dimostra un bel temperamento dinamico, cosa che senz\'altro tornerà utile tra le code ai semafori.
Gli specchietti sul manubrio non sono di dimensioni generose ma ben posizionati risultando decisamente utili.
Il motore pur freddo rotola liscio e non ci sono le vibrazioni tra pedane, manubrio e base del serbatoio tipiche di alcune bicilindriche: molto confortevole, lo ammetto...
Appena il display mi indica un timido 50 gradi, provo a chiedere qualcosa in più al quattro, ed ho la prima sorpresa: l\'inconsistenza sotto i 4500 è sparita, e, pur restando meno vigoroso di motori meno frazionati devo ammettere che la situazione non è così drammatica.
Anzi, devo proprio dire che questa morbidezza risulta comoda nelle partenze, in cui si può mollare la frizione senza giocarci, tranquilli che il motore salirà di lì ad un attimo senza tiri scalpitanti.
Ruotando la manopola sopra i 2500 giri si ha una spinta progressiva e dolce fino ai 3500-4000 dove diventa molto più decisa proiettandosi fino a 10-11.000 a ridosso del campo rosso del contagiri.
On-off ridotto, e dolce ai comandi della manetta...
Devo proprio dirlo: CASPITA CHE BEL MOTORE!
Per essere un piccolo 600 plurifrazionato non ha il tiro possente come i bi, ma resta godibile, sfruttabile e dolce senza vibrare nè avere ingombri seccanti...
Sono piuttosto certo che chi, a differenza di me, la provasse scendendo da altri 600 quattro cilindri ne rimarrebbe senz\'altro impressionato.
Peccato solo per un cambio tutt\'altro che preciso ed affidabile, che più di una volta mi ha rifiutato la marcia: spero che fosse un problema derivante dal km-0, e che, come spesso accade, la situazione migliori con qualche migliaio di chilometri...
Ultima considerazione riguardo la ciclistica: memore della regola \"chi rompe paga\" e della cera che proteggeva con abbondanza le Bridgestone bt-021 di primo equipaggiamento (belle gomme, tra l\'altro) non ho cercato l\'asfalto con la pedana e quindi non posso escludere che il telaio risulti un po\' troppo morbido nella guida allegra, visto che anche nella guida da diporto da me adottata ha mostrato con evidenza una certa flessibilità.
Di certo posso dire che il reparto sospensioni, pur non essendo affascinante, è più leale di quello di altre concorrenti, la forcella a steli dritti non regolabile fa il suo lavoro con onestà, ed il mono posteriore, non progressivo ma regolabile nel precarico, trasmette una certa sicurezza. Questo almeno con idrauliche fresche, rimando a prove di maggior durata per avere impressioni in differenti condizioni.

In conclusione, che dire: un bel ferro, considerato il target e la categoria di moto.
Di certo metterà molti dubbi a chi volesse comprare l\'ER-6 di Kawasaki e la SV (o la neonata Gladius) di Suzuki da oggi in poi...
Il primo obiettivo è senz\'altro centrato da Yamaha, vedremo se i risultati di vendita confermeranno così buone premesse.
Punteggio:
Link: La XJ-6 sul sito Yamaha
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