Prove dei lettori

Ducati 848

Alessandro Pili
(06 luglio 2008)



Dopo 250 km con la Ducati 848 in prova, fatti esclusivamente su strade extraurbane ricche di curve tra le colline torinesi e astigiane, eccovi la recensione!!!

Estetica:
Nulla da dire, come si sa è una questione di gusti personali.
Per me il voto è 8, cerchi, telaio, forcellone, scarichi, fari, cruscotto, ecc... semplicemente fantastici, peccato per il parafango e i fianchetti in plasticaccia cinese da 4 eurini cacati che afflosciano decisamente l'eccitamento oculare...

Ciclistica:
Da abituarcisi. La moto fatica a scendere in piega, va spinta di forza, ma una volta in piega non si muove più, traccia la traiettoria impostata come un compasso, fino a che non la si forza a raddrizzarsi.

Motore:
In due parole... un trattore. Accelerare non serve a nulla, basta mettere le marce in successione e mollare la frizione, lei tira come un diesel senza spegnersi, il rumore è una soave melodia metal, e al suo cospetto tutti si girano a guardare ed ascoltare questo fantastico assolo. Il limitatore sembra non arrivare mai, e su 4 led per il cambio marcia, basta cambiare al primo per ripartire in apnea con un'altra progressione da urlo. Non cambiare in quell'istante serve solo per vedere di che colore sono gli altri led e a che giri si attacca il limitatore, comunque dolce e per nulla fastidioso. Giusto... a che giri entra il limitatore? E' impossibile saperlo perchè...

In sella:
...perchè le vibrazioni su tutto il gruppo supportato dal telaietto anteriore rendono impossibile ogni lettura dei minuscoli numerini che indicano gli rpm.
A gas spalancato (anche solo un filo...) le vibrazioni fanno ballare le estremità del cupolino e gli specchietti con un range di 8-10 mm, e a leggere il cruscotto sembra di aver perso improvvisamente 7 gradi di vista. Al rilascio del gas di colpo si recuperano i 10 decimi e il cruscotto diventa nitidissimo.
Nonostante la netta visibilità di queste vibrazioni, si fermano li, non si avvertono assolutamente su semimanubri e pedane, ad eccezione di quelle causate dal manto stradale. Tornando agli specchi, non servono a null'altro che da supporti per le frecce.
Se si viaggia in gruppo non si capisce se dietro c'è un'auto o un'amico in moto, a meno che la moto non sia di un colore particolare, dato che si riesce a vedere solo una macchia colorata. Inoltre per vedere gli specchi io (184cm) devo allargare le braccia e guardare sotto le ascelle. La situazione si complica con il passeggero, il quale occupa interamente gli specchi con le sue interessantissime ginocchia, anch'esse sfocate.
La posizione in sella permette un controllo ottimale, e nonostante la posizione estrema, le braccia non si affaticano particolarmente.
La temperatura del motore è sempre costante sui 65° in movimento, ma basta una sosta di 3 minuti a un semaforo per raggiungere gli 80°, comunque le esalazioni termiche non sono fastidiose con un paio di jeans, ma non stento a credere che nel traffico di città congestionate comincino a risultare fastidiose.

Prestazioni:
Mozzafiato, fa impressione come ad ogni manata di gas il motore cominci a frullare e a spingere davvero forte, si alza da sola anche in seconda superati gli 8000 giri, ho raggiunto in meno di 600 metri i 250kmh (per tutelarmi dirò che la strada era chiusa al traffico... voi dite di si). Il problema è l'impossibilità di scendere sotto i 3000 giri, con la conseguenza che sotto gli 80kmh la sesta non la metterete mai. Da libretto di uso e manutenzione sono venuto a conoscenza del fatto che per un rodaggio ottimale Ducati consiglia per i primi 1000 km di non superare i 6000 giri e fino a 2500km di non superare i 7000. Ehm, a 6000 giri fa 170kmh!!!

Osservazioni:
Ma non sono tutte rose e fiori, il motore è un po fiacco sotto i 6000 giri e il vano sottosella non riesce a contenere una utililissima tuta antipioggia, cosa che obbliga a munirsi di una piccola borsa da serbatoio, peccato sia in alluminio e le calamite non attacchino. Ho personalmente optato per un marsupio pinzato tra la sella passeggero e il codone. I consumi si attestano sui 120 km ogni 10 euro di benzina (circa 7,30 litri).

Conclusioni:
Bella, da vedere e da guidare, un sacrificio sia economico che "utilitario" (passatemi il termine). Comunque per me non è stato amore al primo giro, i primi 5 km sono stati un mix di ansia, sudore, fiatone e paura, e stavo iniziando a preoccuparmi dell'acquisto avventato, ma passati i 50km è diventato sempre più amore, i difetti sono diventati "pregi".

Un aggettivo:
IGNORANTE!!!

Per le foto:
http://sempreinpiega.altervista.org/848.html
Punteggio:
Link: Sito ufficiale
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