Prove dei lettori

Suzuki GSX-R 600 / 750 K6

Alessandro Balbo
(30 settembre 2007)



GSX-R. Un nome che da anni è sinonimo di moto sportive, sempre ai vertici per prestazioni e per piacere di guida. Con queste due nuove moto, la GSX-R 600 e 750, si chiude il cerchio aperto dalla regina della categoria, la K5 1000, una moto ad ogni sua presentazione ha sempre spostato in avanti i record di categoria precedentemente stabiliti, proponendo un prodotto sempre di generazione successiva alla concorrenza. Le nuove GSX-R hanno nel DNA i geni giusti ..

Racalmuto, 19 Marzo 2006, Demo Ride Suzuki.
Si parte con un gruppo di amici (quelli del Ducati Club Catania) arrivando prestissimo in circuito. Varchiamo la soglia dell’autodromo (è la mia prima volta qui) .. l’aridità del terreno la rendono simile ad una “Laguna Seca” in miniatura, davvero uno spettacolo. Compiliamo le liberatorie per scendere in circuito, sempre in fretta ci si veste e ci si prepara al nostro turno che da li a poco inizierà .. aprono l’ingresso ai box .. è fatta ..

GSX-R 750
Il primo turno è da fare con la settemmezzo. Siamo schierati tutti ai box, con il nostro tagliandino attestante la prenotazione in mano , aspettando che ci sia concessa l’autorizzazione per accendere il motore. Guardiamo la moto .. ha davvero una linea mozzafiato. La moto è molto compatta e dalla linea filante, il serbatoio è piccolo, il codone dalla forma così atipica cattura la mia attenzione. Ma passano pochi istanti e .. starter … il motore si avvia prontamente, suona che è una meraviglia...

E’ pulito, metallico, e sale di giri molto velocemente, lasciando presagire la cattiveria che si cela sotto la nostra sella. Si parte .. breve riscaldamento delle gomme e giù a seguire le traiettorie impostate dal Marshall Suzuki di turno.

La moto impressiona innanzitutto per l’estrema leggerezza, già avvertita ai box a moto ferma e riconfermata tra i cordoli del circuito di Racalmuto. In sella è molto accogliente anche per chi non ha una corporatura esile, consentendo una buona libertà di movimento. Il nuovo circuito siciliano è ricco di tornanti e curve secche e queste condizioni esaltano l’agilità e la precisione direzionale del mezzo; si stacca, si piega e si accelera con estrema semplicità.

La progressione fuori dalle curve è ottima, il motore tira bene ed ha un allungo formidabile, sembra non esaurirsi mai. Le prestazioni del motore di cui è capace questa GSX-R750 è quasi al livello delle 1000 a 4 cilindri di generazione precedente. Spiaccicati sul serbatoio della nostra moto, i box si passano con una certa velocità e ci si trova in brevissimo tempo a staccare per il tornante di fine rettilineo. Il sound a questi regimi è da pelle d’oca. Il terminale basso e corto non meriterebbe nemmeno la sostituzione con prodotti più racing e performanti, ma per un attimo la immagino con uno scarico a trombincino in stile MotoGP… chissà che roba..

L’impianto frenante è degno di lodevole menzione. Pinza e pompa radiale assicurano un mordente che alla prima pinzata fanno capire che occorrono solo 2 dita per staccate davvero forte, senza nessuna incertezza e c’è da aggiungere che l’azione della leva è ottimamente modulabile. Dunque una moto quasi pronta per scendere pista ..

Nel breve tempo concesso per questo “assaggio”, non abbiamo riscontrato nulla di negativo. Resta il dubbio per la forcella leggermente cedevole nelle staccate più decise, sicuramente da assetto standard, che naturalmente non ci è stata concessa di modificare.

GSX-R 600
Arriva il momento di affrontare il secondo turno. Per questa sessione mi è stata concessa la GSX-R600 … la curiosità è tanta e non vedo l’ora di provare la tanto attesa baby sportiva di casa Suzuki.Stesso procedimento per l’ingresso in pista (con replica della lezione da parte dei Marshall Suzuki sulle principali regole da adottare in pista e sulla corretta traiettoria da tenere) .. box, breve riscaldamento gomme e via .. a seguire il nostro apripista.

La ciclistica è quasi identica per le due moto, fatta eccezione per il trattamento superficiale degli steli della 750 (tipo T.I.N.), per la trasmissione e per il rapporto primario e finale. Quindi le impressioni dinamiche sono pressoché simili alla 750. La differenza di cavalli si fa subito notare. Non si avverte quella robustezza di motore, come nella settemmezzo, che caratterizza l’entrata in “coppia”. Qui è un po’ diverso.

Mi sorprende la progressione fuori dai tornanti perché si può aprire a centro curva senza remore ed uscire con una certa grinta sicuri della solidità della ciclistica e della buona trazione. L’allungo del motore sembra non finire mai, ma di contro agli alti regimi sembra non avere molto da spendere in termini di potenza erogata. Ad ogni modo si guida sempre in scioltezza, ed il motore (che sembra quasi “elettrico”) non mette mai in crisi la ciclistica, permettendo di spendere maggior concentrazione sul tracciato e sulle traiettorie da impostare e seguire. Un mezzo facile, sfruttabilissimo ed alla portata di tutti.

Una sola perplessità. Osservando il Marshall davanti a me “sbandierare” col retrotreno in staccata (guidava il K5 1000) ho pensato bene di provare la nuovissima frizione antisaltellamento .. che sorpresa, ha pensato bene di far “intraversare” la mia moto ( tra l’altro nel punto più critico del circuito) non adempiendo appieno al suo compito. Non ho ben capito quale possa essere stata la causa di ciò, ma spero presto di fugare questo mio dubbio, magari in una prova su strada.

Ringraziamenti
Vorrei ringraziare il Ducati Store di Catania nella persona di Giancarlo Suriani per avermi dato la possibilità di partecipare a questo evento, l’amico Claudio (alias Desmo749) per la bella giornata trascorsa insieme e naturalmente il mio fratello spirituale Giancarlo (alias Gianchy) per il costante supporto (umano e fotografico) apportato.

Alex47
Punteggio:
Link: www.suzuki.com
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