Prove dei lettori

Suzuki GSF 600 S Bandit 2003

pierangelo giannuzzi
(16 gennaio 2007)



Ciao a tutti, mi chiamo Piero e approfitto di questo spazio per illustrare pregi e difetti della mia moto, una Suzuki Bandit 600 S di colore blu, anno 2003, acquistata usata con appena 7.000 km, cioè appena rodata.

Prima dell’acquisto mi sono documentato il più possibile e devo dire che alla fine non ho sbagliato nella scelta. Premetto che cercavo una moto il più possibile polivalente, robusta, affidabile, comoda e protettiva. Tutte queste caratteristiche si incarnano nella B600S. Vediamo di approfondire i vari aspetti.

Esteticamente innanzitutto mi ha attratto il bel propulsore in bella vista di uno splendido colore grigio opaco ma brillante con la fitta alettatura che già da solo sembra una scultura. E’ raffreddato ad aria ed olio con un brevetto della casa semplice ma terribilmente efficace. L’anteriore è sormontato da un cupolino a testa d’insetto con linee arrotondate che di sicuro è meglio dei profili affilati che si usano oggi .

Tra l’altro lo stesso cupolino è fissato al telaio e non al manubrio e ciò garantisce stabilità e assenza di vibrazioni dovute alla velocità. Al cruscotto composto da due botticelle cromate e varie spie e indicatore benzina, si unisce un bel serbatoio con linee mosse. La posizione in sella è comodissima per pilota e passeggero: il primo ha sempre il pieno controllo del mezzo mentre il secondo gode di spazio più che discreto e in posizione non troppo elevata.

Per esigenze di carico ho montato la piastra e il bauletto da 48 litri che uso quando prevedo il trasporto di oggetti o viaggi. Poi la parcheggio con il cavalletto centrale di serie e custodisco nel baule caschi e guanti. Le ruote poi sono in lega di un bel colore nero che si abbina nell’insieme al blu elettrico della moto.

Lo scarico è di tipo tradizionale in acciaio ed offre una tonalità coinvolgente: infatti al sibilo iniziale tira fuori un bel rombo rabbioso oltre i 7000 giri. E’ proprio a questo regime che il motore cambia pelle e da tranquillo e pacato diventa a mio parere grintoso ed eccitante. Il tutto è supportato da un cambio morbido e preciso nel puro stile Suzuki. Prendere confidenza col mezzo è facilissimo, grazie anche a freni, ciclistica e gomme adeguate alla potenza. Circa 70 cv effettivi alla ruota bastano e spingono la “bandit” fino a 200 km/h.

Di certo in giro si trovano moto di pari cilindrata o 750 più potenti e performanti, ma troppo spinte in una sola direzione, cioè più sportive, più scomode, meno versatili. La B600, anche in versione naked con faro tondo anche se meno sport-touring, è una moto completa che sa fare tante cose e le sa fare bene. Ci puoi andare in città senza spezzarti i polsi, in gita fuori porta, in viaggio, puoi farti una bella tirata anche in pista, puoi portarti la passeggera senza che la stessa ti rimproveri nulla, ecc.

E poi necessita solo della manutenzione ordinaria.

Vi sembra poco? Io ve la consiglio anche se in Italia non ha sfondato come modello: da noi si seguono le mode in maniera ossessiva e ci si ritrova con una moto non più all’ultimo grido in due anni e svalutata di molto. In Francia e Germania invece, che badano al sodo, la bandit ha fatto grandi numeri.

Se cercate la moto versatile andate tranquilli: anche usata si tira via con poco. Meditate bene...
Punteggio:
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