Prove dei lettori

Piaggio Mp3 250

Carlo Guerra
(11 settembre 2006)



Ce n’erano già di tricicli in giro: l’Ape, il Sulky, il Ciao dell’operatore ecologico, i modelli Chicco e Peg Perego, e tanti altri ancora.

Ne ho provati molti, finora riuscendo a non farmi sopraffare dall’entusiasmo.

Non potevo perdere Mp3. In Giappone qualche modello a ruote affiancate posteriori esiste da tempo, ad esempio la Honda produce il Gyro 50; potete andare a vederlo sul sito giapponese (www.honda.co.jp/motor-lineup/gyro-x/index.html ) e capirete la scelta dell’importatore italiano di non fargli varcare i nostri confini. Inoltre ci sono sidecar che si inclinano all’interno della curva, moto iper carenate con rotelline retrattili, automobili scoperte inglesi con motore Guzzi e una sola ruota centrale al retrotreno.

Il Piaggio Mp3, per prezzo ed ambizioni, si presenta, diversamente dagli altri tre ruote, come un prodotto di massa, con la velleità di conciliare esigenze diverse di sicurezza, stabilità, agilità e <!-- ADSENSE -->divertimento. Prima di montarci sopra per il test offerto dal concessionario Tosa di Torino avevo già letto tutto il leggibile.

Peccato che non sempre i superlativi dei giornalisti trovano riscontro nei fatti, e quindi una verifica di persona s’impone. La mia curiosità di tecnico era ovviamente legata alle peculiarità di questo mezzo. Il fatto che l'MP3 Piaggio abbia un bel cruscotto, completissimo, una linea piacevole, un normale motore 250, regolare ed esente da vibrazioni, una buona capacità di carico, una interessante cura del dettaglio, non lo fanno tanto diverso dal milione di scooter tradizionali presenti sul mercato.

E’ il cinematismo anteriore a renderlo rivoluzionario. In effetti, lascia attoniti. Nella guida tranquilla, scendendo da un cugino a due ruote, ci si può dimenticare del raddoppio anteriore. Il Piaggio Mp3 si comporta come qualunque scooter, lo si maneggia allo stesso modo in manovra, ai semafori, in curva, scavalcando piccoli gradini. E’ forzando un pochino la mano che la percezione della sicurezza ottenuta con un punto d’appoggio in più si può palpare voluttuosamente. Inchiodiamo senza pietà da media velocità. Impeccabile. Rifacciamolo alcune volte per vedere se ci eravamo sbagliati, e ogni volta si ripropone una frenata perfetta. Volendo, si solleva un po’ la ruota posteriore.

Insomma, la caduta da panic stop sembra scongiurata, è questo non può che essere un bene. Nel centro di Torino, in un quarto d’ora, non è così facile trovare bei curvoni. Allora entro nella trafficata rotonda di piazza Rivoli e faccio la prova dello steering pad. Piego, piego e accelero gradualmente, un giro dopo l’altro. Il cavalletto inizia a fresarsi sull’asfalto quando siamo ancora lontanissimi dal pensare che possa avvicinarsi qualunque limite, innescarsi qualsiasi oscillazione indesiderata.

Mentre scintilla come una stella cometa, provo a prendere dei tombini. Niente, nessuna reazione, come se non ci fossero. Non ho trovato rotonde che girassero in senso orario, quindi a destra non so quando tocca, probabilmente un po’ dopo, visto che il pedale per azionare il cavalletto è a sinistra. I binari del tram, anche quelli non ci preoccupano. Con una ruota nel binario e l’altra fuori, non ci si accorge della loro esistenza. Al semaforo, sul modello che ho provato, si può azionare un tasto che blocca il cinematismo anteriore e quindi stabilizza lo scooter sulle tre ruote, rendendo superfluo l’uso delle gambe come punti d’appoggio. Il blocco si autoesclude alla ripartenza.

Mp3, comunque non si vuole rivolgere a un pubblico di impediti dei movimenti, o, per lo meno, non solo. Anche quelli che vogliono trarre piacere dinamico dalla guida saranno gratificati montando in sella. I limiti a questo piacere sono dettati dagli ingombri: nel traffico più caotico, in certi posti in cui con due ruote passi, con tre ruote non puoi. Un facinoroso impennatore potrebbe sentirsi un po’ frustrato, non c’è verso di sollevare l’avantreno.

Però al semaforo, col blocco inserito, è divertente far oscillare Mp3 intorno all’asse di rollio e cercare di mantenersi in equilibrio su due ruote, per passare il tempo in attesa del verde. Sono sicuro che con la pioggia andrà benissimo, e secondo me, sulla neve, con pneumatici invernali (Pirelli, che aspetti a metterli in produzione?), potrà fare faville.

Un’incognita è data dall’affidabilità nel tempo di un cinematismo relativamente complesso, ma confidiamo che la nuova gestione Piaggio abbia testato Mp3 meglio di come la vecchia aveva testato il mio Gilera RC 600 (che letteralmente perdeva i pezzi per strada) quindici anni fa. Muoversi su due ruote è pericoloso, poco da fare. Una persona per cui provo tanto affetto, avrei paura di mandarla in giro ad affrontare il traffico su uno scooter. Su Mp3, forse, un po’ meno.

Sono sicuro che Piaggio, dopo aver sondato le reazioni del mercato, che mi auguro saranno positive, penserà ad ampliare il ventaglio di cilindrate disponibili, per venire incontro ad un pubblico più ampio. Se esistesse un Mp3 50, lo considererei una scelta obbligata per un teen ager alle prime armi.

Sarei curiosissimo di vedere un’applicazione del genere su una grossa GT. Fantasticando, l’utilizzo di giroscopi, sullo stile del Seagway, potrebbe forse garantire quell’equilibrio statico che per ora è ottenuto tramite la levetta di blocco sul manubrio...

Comunque sia, Piaggio è stata audace, intraprendente, e probabilmente ha avuto l’occhio lungo. Onore al merito e presentat-arm.
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Piaggio Mp3 250   
di dria del 25 settembre 2006
 Ho provato pure io l''MP3 in versione 250 cc a mio parere il più appetibile e,come ho scritto sulla scheda che mi è stata fatta compilare dopo la prova,questi sono i miei commenti.
L''idea dello scooter a 3 ruote ma "piegabile" è veramente l''uovo di Colombo:la maneggevolezza resta quella di un qualsiasi scooterone ma la sicurezza ed il comfort di marcia sono decisamente superiori:durante la breve prova ho volutamente cercato tutti i tombini e buchi(e a Genova vi assicuro che ce ne sono tanti...)e l''MP3 li digerisce tranquillamente;grazie agli ottimi ammortizzatori e alla sella bene imbottita sembra quasi che le imperfezioni dell''asfalto non ci siano e questo agevola particolarmente il passeggero che normalmente le subisce maggiormente.Dopo i meritati complimenti passo alle critiche:trovo che tale progetto sia migliorabile con poca fatica;ho sempre pensato(già ai tempi dei commercialmente sfortunati Benelli Adiva e BMW C1)che il futuro della mobilità urbana(di cui mi occupo per mestiere)sia nei "2" ruote dotati di abitacolo,trovo quindi che l''abitacolo è quello che manca all''MP3,visto che dispone pure del blocco del cinematismo anteriore(col quale però bisogna prendere dimestichezza).Inoltre proprio tale dispositivo mi solleva un TIMOROSO dubbio:dato che tale blocco si può attivare SOLO al di sotto degli 8 Km/h e si disattiva automaticamente appena si ruota il gas,SE DOVESSE GUASTARSI IL CONTACHILOMETRI O IL SENSORE SUL GAS,CHI MI ASSICURA CHE NON SI INSERISCA ANCHE A VELOCITA'' SUPERIORI E MENTRE STO PER PIEGARE???Al di là di tale timore,per ora e spero per sempre non dimostrabile,la tenuta di strada,in particolare su fondi viscidi su cui non ho avuto modo di provarlo,dovrebbe essere superiore,fosse solo per la maggiore superficie di contatto con l''asfalto;sarei però curioso di vedere cosa succede se dovesse "scappare" l''anteriore visto che il mezzo durante la marcia tende comunque ad abbattersi come un qualsiasi 2 ruote tradizionale.Un altro suggerimento che mi sono permesso di dare è quello di diminuire l''ingombro laterale:basterebbe dotare le ruote anteriori di parafanghi più avvolgenti ed eliminare o rendere più aderenti gli attualmente ingombranti passaruota.Riguardo il prezzo trovo che non sia particolarmente esoso in virtù dell''innovazione del progetto.

Andrea(andreacaste@hotmail.com)


Piaggio Mp3 250   
di xilit del 09 novembre 2006
 L''Mp3 è un ottimo prodotto ma non capisco perchè l''imporatore honda non ha mai voluto inserire all''interno del mercato l''honda gyro. É un mezzo utilissimo per le aziende che devono effettuare piccoli trasporti in città, o magari per le pizzerie con consegna a domicilio, o per i postini. L''importatore forse non ha considerato che l''honda gyro 50 cc può avere un mercato di grosse dimensioni. Non sono daccordo con la sua scelta evidentemente poco ponderata