Prove dei lettori
Ducati Multistrada 1000 DS
(08 settembre 2008)
Esiste comunque un luogo comune diffuso in tutto il mondo, secondo cui gli italiani, in parecchi campi, tra cui quello industriale, eccellono per fantasia e intraprendenza. In ambito motociclistico talvolta è vero. Purtroppo spesso queste doti non si accompagnano alle giuste capacità manageriali, e quindi modelli di indubbio impatto e originalità non ottengono il successo che si meriterebbero, perché non vengono realizzati con cura (Nordwest, peccato!) o non vengono realizzati per niente (Brutale, quando?).
Le vicende della Ducati sono note. Americani o no, a me piace considerarla una marca italiana, un fiore all’occhiello della nostra industria. Il suo marketing sembra funzionare molto bene, basta andare in un concessionario per vedere code di appassionati pronti a fare mutui per rendere unico il proprio gioiello ad elle.
Fino ad adesso, il mio interesse per la casa era accademico. Devo conoscere il mercato, quindi devo sapere che cosa vogliono dire i numeri 999 e 749, 998 e 748, le sigle SS, ST2 e ST4. Monster me lo sono tenuto mezzo pomeriggio, quel tanto che basta per tornare sulla mia moto con sollievo. Mi perdoni lo sconfinato universo degli amici monsteristi.
Da oggi però c’è Multistrada. Considerazioni estetiche non so farne. Questa moto è troppo di rottura, troppo diversa da tutte le altre per essere liquidata con un superficiale “orrenda”, “immonda” o qualunque altro aggettivo buono o cattivo. Forse va digerita lentamente. Di sicuro va provata.
Me la aggiudico per una mattina.
Leggendo da tanti anni le prove delle moto dei giornalisti specializzati, mi sono fatto l’idea che alcuni di loro guardino le cartelle stampa, e, sulla base della loro esperienza, sappiano capire come si comporterà un modello senza bisogno di inforcarlo.
Anche per Multistrada si potrebbe fare lo stesso. Il relax nella guida cittadina disimpegnata è scritto nel suo assetto di guida a busto eretto, così come l’eccellente controllo nel misto stretto. L’erogazione piena e possente è scritta nella cilindrata, nel frazionamento e nella distribuzione. I due bei disconi anteriori suggeriscono una frenata esuberante. La grossa upside-down ci fa pensare che sarà rigorosa di avantreno. La linea snella nella parte centrale permetterà probabilmente rapidi cambi di inclinazione, anche se le coperture da 17”, di misure standard 180/55 e 120/70, potrebbero forse perdere 10 o 20 millimetri di larghezza senza effetti collaterali negativi, anzi. Ma in questo periodo le leggi del mercato le impongono così.
La particolarissima carenatura garantirà una discreta protezione aerodinamica e un buon raggio di sterzo. La sella poco imbottita non sarà morbida, e probabilmente anche il bel monobraccio non sarà accoppiato a una molla da materasso, ma ad una sportiva sospensione progressiva, regolabile nel precarico tramite un manopolone che sporge da un fianco.
Queste e altre considerazioni è possibile farle a freddo, davanti a una foto e ad una tabellina.
E poi, sul campo, si verificano. Effettivamente abbiamo sbagliato poco. Il rigore direzionale, che va a braccetto con una maneggevolezza da supermotard, sono testati in un misto stretto noto (la Sassi-Superga, già teatro di corse in salita dell’antico campionato italiano) e su un curvone a 270° molto famoso qui a Torino, percorso avanti e indietro più volte (approfittando della momentanea assenza di forze dell’ordine) dove Multistrada concede una sicurezza che non ho provato con altre moto. Un tombino in rilievo a moto inclinatissima non mi provoca scariche di adrenalina, tutto è sotto controllo, la moto sa già che cosa deve fare.
Ma non c’è cartella stampa che possa far capire come una prova su strada quanto ci si diverte su questa Ducati anomala. Ogni uscita di curva è un’impennata. Prima, seconda e terza, un gioco da giardino d’infanzia. Motore strapieno da subito. Strada visibile anche con la ruota davanti in cielo, cambi di direzione volanti. I nuovi Pirelli Scorpion Sync, nati apposta per Multistrada, fanno certo la loro parte per creare con il mezzo un feeling che ti fa cantare sotto il casco e ti fa passare la voglia di tornare in box. In autostrada i duecento si vedono subito, ma non è quello il posto dove ce la si gode di più.
Vibrazioni? Se ci sono, non ci faccio caso, devo guidare! Difetti? Niente che non sia consono alla natura della moto, tranne forse gli specchietti con indicatori di direzione incorporati, attraverso i quali, con tutta la buona volontà, vedo poco.
Inconvenienti? No. Unico appunto: dopo un brusco atterraggio della ruota anteriore, mi sono ritrovato in grembo la cornice della strumentazione, l’ho incastrata nella sua sede e da lì non si è più mossa. E’ facile per un hondista attaccarsi a una minuzia come questa e dire che sulla sua moto non poteva capitare, ma io non lo faccio, non è corretto. Comunque, da consumatore di moto, devo ammettere che se dovessi fare il giro del mondo, senza scalo meccanico, non sarei ancora del tutto privo di riserve mentali nei confronti del bel pompone. Ciò non toglie che una moto come Ducati Multistrada dal Giappone non è ancora arrivata, anche se da quelle parti, da bravi copioni, presto o tardi ci proveranno.
Ecco, se io fossi l’agente segreto Johnny English in missione a Cesana Torinese, dovessi raggiungere Sestriere nel minor tempo possibile (n.d.a.: Cesana-Sestriere = altra famosa gara in salita) per salvare il mondo dalla catastrofe finale, e avessi a disposizione qualunque mezzo, volante o no, compreso il teletrasporto, sceglierei comunque Multistrada. Forse il mondo non riuscirei a salvarlo, ma avrei trascorso, prima dell’Armageddon, alcuni minuti tra i più divertenti della mia carriera di motociclista.
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| Ducati Multistrada 1000 DS | |
| La tua recensione e'' veramente molto piacevole e trasmette delle piacevoli sensazioni sul concetto moto Multistrada..che diventera'' un mito come la monster a mio avviso, bisogna solo aspettare, del resto anche l''uscita della M900 desto stupore e perplessita''. ciao Stefano. | |
| Ducati Multistrada 1000 DS | |
| il problema dei pomponi non è la bontà della ciclistica, ma tutti quei piccoli problemucci dati da un motore nato vent''anni fà (uno x tutti la perdita periodica del paraolio della frizione idraulica) e onestamente con quel che costano non credo che sia ammissibile ciò a meno che non si ragioni come gli harleysti che dicono che se la moto non perde olio non è un''harley. | |
| Ducati Multistrada 1000 DS | |
| ottimo lavoro! | |
| Ducati Multistrada 1000 DS | |
| Caspita ma che fai il giornalista?? Sono sbalordito è la migliore recensione che abbia mai letto!! | |
| Ducati Multistrada 1000 DS | |
| Many Compliments ! E'' proprio uno sballo da guidare questa Multistrada, forse cambierò la mia Hornet con questa.... Curiosità: che Honda possiedi? Giacomo | |
| Ducati Multistrada 1000 DS | |
| Non c''è che dire,l''ho già detto altre volte, sei un grande!! | |
| Ducati Multistrada 1000 DS | |
| Fai venir voglia di prendere la multistrada!! Ducati ti dovrebbe pagare!! Saluti! | |
| Ducati Multistrada 1000 DS | |
| ragazzi io ho il multistrada e devo dire che le emozioni non mancano ma.............la forcella a mio avviso è un carretto e la frenata lascia a desiderare.......se qualcuno ha imbroccato qualche miracolosa regolazione si faccia vivo ma credo che si debba mettere mano al portafogli per cambiare olio e pompanti. Difatti il mod.05 ha la fercella modificata.........ammissione di colpa? | |
| Ducati Multistrada 1000 DS | |
| Bravo, sicuramente hai delle ottime capacità di scrittura. Nutro invece forti dubbi sulle tue qualità di tester. Pur di raccontare di un inconveniete hai detto una bugia, la Multistrada non ha nessuna cornice sulla strumentazione, il cruscotto e composto di due gusci (uno superiore e l''altro inferiore) che non possono essere aperti in nessun modo se non rompendoli. Quindi il racconto della cornice strumentazione staccata è una "balla" che scredita tutto il tuo racconto. ciao Mario | |
| Ducati Multistrada 1000 DS | |
| Caro amico, mi ha sempre dato fastidio sentirmi dare del ballista, considerato che: 1) Non ho l''abitudine di raccontare balle; 2) Rileggo sempre quello che scrivo per essere sicuro che nessun piffero abbia da ridire. La prova del Multistrada l''ho scritta due anni fa, e mi ricordo alla perfezione come, dopo un atterraggio brusco in seguito a un''impennata, mi è piovuta tra le gambe la cornice della strumentazione, che era fissata unicamente da linguette di plastica, e una volta rimessa in sede non ha più dato problemi. Può darsi che Ducati oggi assembli diversamente i cruscotti, non ne ho più guardati con attenzione; comunque mi hai messo la pulce nell''orecchio, ci farò caso in concessionario. Vacci piano con gli insulti gratuiti e ingiustificati. Saluti motociclistici. Carlo Guerra | |




