Prove dei lettori

Yamaha TDM 850

Giancarlo Malino
(26 agosto 2002)


La TDM è innegabilmente una moto che ha saputo conquistare negli anni una sua nicchia di ammiratori soddisfando tutti quelli che negli anni '80 avevano acquistato una moto da enduro per fare turismo.

Beh la TDM è l'evoluzione di quel concetto, posizione di guida da enduro, quindi rilassata e rialzata rispetto al piano stradale, ma ciclistica da moto stradale il che produce una moto totale che soddisfa nei lunghi trasferimenti in coppia e diverte quando si smanetta su e giu' per i tornanti di montagna.

E' una compagna fedele, affidabile, perdona volentieri gli errori di guida che qualche volta si possono commettere, il motore ha un'erogazione esemplare, quasi elettrica con una coppia piatta che ti assiste dai 2000 ai 6500 giri con un tiro continuo.

L'affidabilità è a prova di bomba, mio fratello ha percorso Torino-Messina in autostrada in 12 ore fermandosi solo a far benzina. Non è esente da difetti, per carità, il cambio è un po' ruvido e duretto ma per contro dopo 100.000 km. gli ingranaggi sono ancora come nuovi (fonte Motociclismo), il parabrezza è un po' piccolo (ma esiste quello maggiorato), la forcella ondeggia alle basse e alte velocità (problema risolto al primo cambio gomme montando le Pirelli Dragon al posto delle Michelin Macadam) e dopo 10-12000 Km acquistano gioco i pompanti interni producendo tichettii e giochi (risolto con piattelli sulle molle e olio + denso negli steli).

Nel complesso però il mio giudizio è molto positivo, la TDM è talmente facile e scorrevole da guidare che anche una ragazza (alta almeno m. 1,70) potrebbe farlo; nei viaggi in due è impagabile prendendosi una bella rivincita nei confronti delle supersportive (dove a 140 all'ora il passeggero diventa una bandiera) con mia moglie e bauletto in autostrada tengo agevolmente una media di 160-170 all'ora.

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