Prove dei lettori

Cagiva Aletta Rossa 125 1983

Manuel
(25 agosto 2002)


Sono passati ormai tre anni da quando misi in moto la prima volta la mia Aletta rossa. Mi fu regalata da parenti che la tenevano in cantina da tanti anni, ricordo del loro figlio che ora non c'è più. Ricordo i loro occhi mentre mi guardavano accendere questo enorme 125. E così, ancora oggi, ogni volta che salgo sul mio Cagiva, provo un grande rispetto per questa moto che, oggi, di pregi ne ha ormai pochi.

Sarà forse una recensione strana, particolare, che magari nessuno leggerà. Ma ho voglia di farla, e così... partiamo.

Scordatevi i dettagli tecnici e le misure, non le so e poco mi interessano. Sicuramente il primo impatto è la relativa enormità di questa moto che, per essere un 125 ha le dimensioni di un 600 odierno. Il telaio è nero, così come la maggior parte delle sovrastrutture. Qualche macchia di rosso qua e là. Il manubrio è larghissimo, sormontato da un cruscotto formato da una serie di spie luminose e dai due quadranti del contagiri e del tachimetro.

Il termostato è posizionato in cima al convogliatore d'aria sinistro, che serve unicamente ad un fattore estetico, perchè l'unico radiatore si trova a destra. Il serbatoio è stretto ma altissimo, completamente differente dalle moderne enduro che hanno un piano sella-serbatoio quasi orizzontale. La sella è larga, lunga e comoda, ma anche esageratamente alta da terra. Dietro ad essa un piccolo portabagagli. Gli steli della forcella sono quasi ridicoli, nella loro esilità. Il mono posteriore è di una morbidezza incredibile, e affonda a pacco ad ogni piccola asperità. I cerchi sono dipinti di uno stranissimo colore dorato.

Questa moto usciva dalla fabbrica con 14 cavalli, utilizzabile quindi con la patente B.

Il motore, una volta acceso, ricorda un pentola piena di ghiaia agitata energicamente, non ha bassi regimi, ha una coppia ridicola e fa più fumo delle frecce tricolori. Ma va sempre. Qualsiasi sia la temperatura esterna, il grado di umidità, basta una pedalata e lui comincia a borbottare.

Il freno anteriore (a disco senza fori di raffreddamento) lavora in maniera egregia, visto l'elevato peso del mezzo, ma basta una piccola pinzata per modificare enormemente l'assetto della moto, a causa delle sospensioni anteriori molto soft. Il freno posteriore, a tamburo, blocca immediatamente la ruota. Quindi, se posso dare un consiglio, anche a me stesso, con questa moto andate sempre molto piano.

Fu un mezzo che fece scalpore, all' epoca risultava innovativo, futuristico... e lo era. Io mi ci sono affezionato, mi porta ovunque senza fatica.

Le prestazioni sono quasi da cinquantino, ma se non si hanno troppe pretese, è un giocattolino che non delude mai. Soprattutto, ogni volta che si sale su mezzi del genere, si ricordano quegli anni in cui la Cagiva era ai tempi d'oro, regina del mercato.

Erano gli anni in cui i ragazzini andavano matti per queste moto, gli anni del Lucky Explorer, Gli anni dell' Elefant. Gli anni in cui bastava avere una moto che ti portasse a spasso. Gli anni in cui forse la passione per le moto raggiunse una purezza che ora non abbiamo più. Troppo impegnati nella ricerca dell'ultimo modello, della centralina rimappata, degli scarichi aperti. All'epoca bastava un calcio all'avviamento, un colpo di gas e via, a spasso con il proprio giocattolo, felici anche solo di averlo.

Punteggio:
Voti dei lettori: 100%     22.22%
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Cagiva Aletta Rossa 125 1983   
di prontolino del 26 agosto 2002
 Mi sa che, pur lodando il mezzo alla fine, sei andato un po con i piedi di piombo nella tua recensione in quanto devi anche capire che cosa girava all''epoca.
Per la cronaca io avevo una Honda XL 125 Perigi Dakar che con il suo "ridicolo" motore a 4T erogava la folle potenza di 11 cv e in giornata di grazia raggiungeva i 110 km/h
Scusa se forse saro l''unico che metterà il suo commento ma all''epoca io avevo la fatidica età per girare con quella moto ed il periodo era particolarmente fertile di innovazioni tecniche che oggi sembrano ormai cosa normale.
Per la cronaca, la Cagiva fece un grosso passo avanti nella realizazione di quel mezzo in quanto il modello precedente aveva addirittura il raffreddamento ad aria e il mono neanche esisteva.
Il disco davanti era tutto tranne che perfeto e di conseguenza sovente veniva forato in casa per migliorare il proprio compito.
Se per te le prestazioni sono da cinquantino, ricorda che i motorini dell''epoca avevano la bellezza di 1,5 cv e si chiamavano Ciao, Bravo, Si e che pur preparati alla morte arrivavano a fare quanto uno scooter originale di adesso.
Ciao e se vuoi posso farti la recensione della mia Honda se vuoi (38.000 km al prezzo di qualche kilo d''olio e di una catena di trasmissione)


Cagiva Aletta Rossa 125 1983   
di cuoccimix del 26 agosto 2002
 Bella recensione, complimenti. Anch''io ho posseduto per qualche anno una Cagiva Tamanaco 125 Lucky Explorer che mi ha dato parecchie soddisfazioni, erano tempi in cui ancora non era necessario essere dei nababbi per possedere una moto...ora, fra assicurazioni ed altro, sono sopravvissute solo le moto di grossa cilindrata, e le 125 sono finite allo sfascio. Solo un appunto: la Aletta Rossa non ha affatto difetti, è solo un modello nato nei primi Ottanta, e come tale va giudicato. Le prestazioni, poi, per quanto risibili, non saranno mai come un cinquantino. Anzi, molto meglio una Aletta che uno schifoso scooter. Lunga vita all''Elefantino (e speriamo che la razza non scompaia!)

Cagiva Aletta Rossa 125 1983   
di 41 del 27 agosto 2002
 E'' la prima moto che ho guidato. Come farei a dimenticarla.

Complimenti per il tributo ad un mezzo egregio "all''epoca".



Cagiva Aletta Rossa 125 1983   
di HSG del 27 agosto 2002
 La mia prima moto adatta alla circolazione stradale.
Rispetto ai mezzi dell''epoca grandi passi avanti, e
look modaiolo per il momento a Milano....
Lasciamo stare le caratteristiche tecniche, certi
mezzi si dovrebbero ricordare maggiormente con lo
spirito piuttosto che con i dati. Infatti la prova
rispecchia esattamente il tema. Grande economicita`
e utilizzo di cambio e frizione rispetto alle orde
di scooter che popolano le odierne strade, poi
purtroppo me l''hanno rubata e di quel periodo ho
conservato (e utilizzato fino a oggi per recarmi al
lavoro) un Califfone 50 SL (Sella Lunga...) che
difficilmente verra` sostituito da uno scooter...

Cagiva Aletta Rossa 125 1983   
di mana del 27 agosto 2002
 Ehi, piano, avete frainteso. I paragoni che ho fatto sono con le moto odierne, quasi 20 anni dopo. Anni in cui un Cagiva Mito 50 fa quasi la stessa velocità della mia Aletta Rossa. So bene che, invece, in quegli anni la Aletta Rossa fu una vera innovazione. Io amo questa moto, semplicemente mi è piaciuto confrontare la tecnologia 83 con quella del 2002. Pensate, io ho avuto una Honda XL 125 dello stesso periodo ed era un''altro pianeta. Non parlo solo del motore (4 tempi), ma anche e soprattutto dell''insieme.
La mia Cagiva non la cambierei per niente al mondo, è divertente e va davvero SEMPRE! Sinceramente non credevo che pubblicassero questa recensione, sono rimasto sbalordito. Ora la moto è parcheggiata sotto casa, affiancata da vari Zip, Jazz, Phantom, ... e credetemi, non dimostra affatto i suoi 20 anni, anzi, direi che non ha nulla da invidiare ai moderni 2 ruote. Ciao a tutti, a presto.

Cagiva Aletta Rossa 125 1983   
di mana del 27 agosto 2002
 Ragazzi, perchè tutti i commenti sono positivi e i voti invece no? Inserite il voto prima di inviare la vostra mail.
CIAOOOOOOOOOOOOOOOOO

Cagiva Aletta Rossa 125 1983   
di biancolone del 28 agosto 2002
 Eh beh..capisco bene come vivi la tua moto visto che io giro tutt''ora con la sorellina maggiore,l''Ala Rossa 350. Comprata a poche lire da un tipo che la stava facendo "morire" in un deposito per trattori.. e da li pure il soprannome.. Il mio "trattore" è dell''84 e ci sono affezionato..ho riverniciato le plastiche e pulito pezzi fermi da tempo.. oltre a portarmi in giro con gusto mi ha fatto da cavia paziente nei miei primi contatti con la meccanica.. ma non so come dire..tra la sua pedalina,il peso distribuito male,le vibrazioni da formicolio alle mani..la sento una moto viva e vera che porta con se lo spirito del motociclista piu come sentimento e voglia di libertà che come desiderio sportivo della ricerca dell''ultimo cavallo..e cosa si puo desiderare di piu da un affare impolverato,malridotto e destinato ad un deposito di rottami?

Cagiva Aletta Rossa 125 1983   
di nickthenight del 28 agosto 2002
 Fantastico!!!!!!!!
C''e'' qualcuno che usa ancora la mia prima moto, il mio primo amore, che come tale mi ha fatto anche dannare con 4 o 5 grippate, ma quando c''e'' l''amore c''e'' tutto.

Ti invidio un po''

Cagiva Aletta Rossa 125 1983   
di bassans del 28 agosto 2002
 io ho grippato due volte con la mia aletta rossa del 1983, ma ne sono innamorato, quanto vorrei poterci fare ancora un giro! allora nel nostro gruppo c''erano honda xl 125, gilera arizona, malanca e benelli bicilindrici, ma alla mia aletta teneva testa solo il gilera. mi sono venuti i brividi quando ho letto la tua recensione. beato te

Cagiva Aletta Rossa 125 1983   
di nemo del 29 agosto 2002
 Complimenti per l''idea della recensione: che nostalgia!!! Come dimenticare lo spernacchiante rumaro dell''Aletta Rossa, la moto che tanto invidiai al mio migliore amico prima di prendermi il Gilera Rx 125: 19 cv!!! e, sdraiati, anche più di 120 kmh!!! Che tempi quei tempi, tutti i 16-18 avevano la moto, altro che i ridicoli scooters attuali. Allora si imparava davvero a guidare, non come oggi: dal Booster all''R1 senza passare dal via. Una sfanalata a tutti!

Cagiva Aletta Rossa 125 1983   
di zx9r del 29 agosto 2002
 wow...Aletta Rossa...ne ho avute 3 o 4...ehehehehe.
Grandissima moto...anche di motore con un kit Polini ed un''espansione,a parte le grippate,viaggiava come i Gilera KK/KZ...mica male.
Qualche problema all''accensione e ai freni...sospensioni un po'' morbidine...eheheh.
Cmq davvero"Mitica".

Cagiva Aletta Rossa 125 1983   
di marmes del 30 agosto 2002
 Bravo, hai descritto bene come può comportarsi oggi questa moto.
Anch''io ho questa moto tutt''ora. E voglio andarci in giro ancora, solo che incontro un sacco di problemucci!!! Finora li ho risolti tutti facendo addirittura delle migliorie a scpito dell''originalità della moto.
Mi si "grippò" il motore, cambiai cilindro, testata, pistone e biella, ma li cambiai con un Polini 165 cc:Una volta riparata era una bomba! Una ripresa incredibile e una potenza eccellente aveva acquisito la mia Aletta. Era una goduria guidarla.
Hai descritto il mono ammortizzatore post., mia sa che è ormai scarico. Anche a me e successa la stssa cosa. Ho cercato di trovare qualcosa per cambiarlo, ma nuovo e originale neanche a pensarci, allora usato, ma erano tutti scarichi come quello mio! L''unica soluzione era uno non originale da competizione pagato circa 400 euro! ( la moto la comprò mio padre usata per 900.000 lire nel 1990).
Poi ho cambiato anche la batteria e ce ne ho messa una a secco che costa tanto ma non gli devi fare nessuna manutenzione.
Poi adesso ho incontrato un ostacolo per cambiare le guarnizioni della pinza del freno a disco anteriore che ho dovuto smontare perchè mi si erano bloccati i pistoncini: non le trovo nuove dalle parti mie, che per caso sai un posto (dovunque sia) in cui posso trovarli?
E'' una moto che mi piace, ma proprio esteticamente! Secondo me ha una linea bellissima e non a paragonarla a nessuna moto attuale. Forse la Kawasaki KLE gli assomiglia un pò, facci caso!
Ci@o

Cagiva Aletta Rossa 125 1983   
di mana del 30 agosto 2002
 Ragazzi, è bellissimo leggere i vostri commenti. Non credevo di suscitare tanti consensi su una moto che tra pochi mesi compirà 20 anni. Grazie a tutti.

Cagiva Aletta Rossa 125 1983   
di Furia750r del 01 settembre 2002
 Aletta rossa e quante sverniciate ho avuto ,all''epoca avevo una px 125
portata a 175 ma non c''era niente da fare mi passava come un missile

Cagiva Aletta Rossa 125 1983   
di dannygas del 02 settembre 2002
 Io ho avuto il 350...... Prima moto e prima botta, prima litigata per ricominciare dopo un incidente... ehheehehheheheeh
INESAURIBILEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Dannygas del Gruppoleoni

Cagiva Aletta Rossa 125 1983   
di dannygas del 02 settembre 2002
 Io ho avuto il 350...... Prima moto e prima botta, prima litigata per ricominciare dopo un incidente... ehheehehheheheeh
INESAURIBILEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Dannygas del Gruppoleoni

Cagiva Aletta Rossa 125 1983   
di lorenzoban del 08 settembre 2002
 Se ti stupisci dell''effetto che ha suscitato la tua recenzione, forse dimentichi che allora avevamo tutti la moto a 16 anni, una moto vera,
io poi avevo la Cagiva SXT 125, il modello precedente al tuo, e per me l''Aletta Rossa suscitava un''invidia che ricordo ancora molto bene!
Con quel 125 ho fatto cose incredibili, e come tanti coetanei ho imparato ad amare le moto, quelle vere, con le ruote alte!
...a proposito, se vuoi venderla, fammelo sapere!

Cagiva Aletta Rossa 125 1983   
di confusoamilano del 12 settembre 2002
 Un tuffo nel passato... grazie di cuore per la recensione...

Cagiva Aletta Rossa 125 1983   
di Don_Ciccio del 26 ottobre 2002
 Io con la SXT 125 ho superato montagne, guadato fiumi, fatto migliaia di kilometri (Milano-Viareggio molte volte!!)senza che questa battesse ciglio! poi uno str... me l''ha demolita a martellate!!! come la rimpiango =0((((

Cagiva Aletta Rossa 125 1983   
di BIGEFFE del 08 novembre 2002
 E'' incredibile:
cercavo notizie sulla mia vecchia Aletta Rossa, scrivo sul motore di ricerca Cagiva Aletta Rossa, e trovo una pagina di motocorse.
Perchè non ci ho pensato prima?
Comunque giudizi solo che positivi, anche sulla grippata.
Come era bello quando frustavo i primi scuterini che si vedevano in giro.


Cagiva Aletta Rossa 125 1983   
di rookiemotard del 09 novembre 2002
 Accidenti qunti ricordi mi sono tornati in mente....io ho avuto l''antesignana dell''Aletta Rossa la Cagiva SXT 125 non so se la ricordate..era il 1982 e non avevo ancora 16 anni!Guardavo con invidia i miei amici con l''Aletta Rossa..loro avevano quel bel mono post e io quelle due mollacce..Ricordo che facevo i cocktail con l''olio di ricino nel serbatoio dell''olio..madonna che puzza e che fumo sembrava l''Italsider di Bagnoli..
Poi sono arrivate altre moto..anche perche'' ovviamente ho grippato!Ma il primo amore....
Un lampeggio a tutti/e!

Cagiva Aletta Rossa 125 1983   
di maloxi del 05 novembre 2003
 Intanto mi presento: ho 36 anni, una moglie, due figli, abito a Pistoia da sempre in compagnia di una Aletta Rossa 125 da quando avevo 16 anni e due ore (il tempo della messa su strada dal Concessionario). Mi sento un po’ diverso dagli altri Commentatori che ho letto possedere un’Aletta Rossa perché regalata per non buttarla via, oppure la possedevano "da giovane" ed adesso hanno cambiato per moto superiori (ma ne esiste superiori a quella?); io ho sempre avuto solo e soltanto quella, ed era già stato un discreto sforzo per mio padre alla fine del 1983 (Lit. 2.549.000, oggi non ci compri neanche una bicicletta!).
Adesso ha circa 65.000 Km, beve quel putrescente liquido che chiamano benzina verde, ha superato brillantemente la revisione, fra due mesi compie 20 anni e mi sto informando per non pagare più la tassa di circolazione, fra quattro mesi deve ripassare la revisione, parte al primo colpo, sempre, comunque, in ogni caso, senza aria tirata (choke) se il motore è caldo, con l’aria se è freddo (da togliere quasi subito). Normalmente, data la compressione, dò una pedata alla pedivella prima di salire e Lei mi aspetta lì sul cavalletto al minimo che mi finisca di chiudere il giubbotto; il primo chilometro fa un fumo che le auto che seguono accendono gli antinebbia, forse è olio, forse è condensa, non so (dorme quasi sempre fuori, specie d’estate). Appena partito raggiungo la superstrada che mi separa dall’ufficio e percorro 11 Km al massimo della velocità (da 100 al 120 Km/h, asseconda dell’umore del motore), poi lo spengo in Ditta e la sera lo stesso viceversa.
La difficoltà più grande con la mia Aletta Rossa accade se mi trovo all’incrocio con la Statale per Montecatini-Lucca, la moto punta da sola verso il mare e verso l’Isola d''Elba; c’è stata almeno una decina di volte, con me od in prestito con un cugino. I 150 Km che portano all''imbarco di Piombino sono stati percorsi in tempi da non raccontare, visto che i figli piccoli quando diventeranno grandi chiederanno il motorino e dovremo fare le solite raccomandazioni (non era ancora stata costruita tutta la Variante Aurelia, e l’Autostrada è vietata ai 125), si sorpassavano Suzuki Katana, BMW, Yahama 750, qualsiasi mezzo con la scritta "Piaggio" e qualsiasi tipo di vettura, la nostra "corsia preferenziale" era costituita dalla linea di mezzeria della Statale. Una volta giunti sull’isola erano pochissime (e tutte sportive di grossa cilindrata) le moto che riuscivano a tenere il passo lungo le tortuose strade isolane; per permanenze oltre i 7 giorni il passeggero doveva sicuramente ricomprare le ciabatte da spiaggia causa eccessiva usura sull’asfalto durante le curve (vedi commenti sul monoammortizzatore posteriore molto morbido).
In forza di questa esperienza, non ancora terminata, mi sento abbastanza documentato per approfondire alcuni punti presenti nei Vostri Commenti:
1) Il telaio di colore nero: non tutte lo avevano, le moto uscivano di tre colori: rosse (con telaio e sella nero), bianche (telaio e sella rosso), nera come la mia (telaio e sella rosso) salvo il vero. Il mio telaio dopo svariati salti di scalinate di fronte al Palazzetto dello Sport si è spezzato proprio vicino allo sdoppiamento della culla circa 15 anni orsono (non lo sapevate, l’Aletta Rossa del 1983 ha la doppia culla in tubi d’acciaio come le moto da cross!); uno dei migliori saldatori di Pistoia lo saldò a filo e va sempre bene.
2) La strumentazione: se mi trovate una moto di qualsiasi età e qualsiasi cilindrata con la stessa strumentazione sono disposto a pensionare l’Aletta Rossa: Contachilometri totale e parziale (con i 100 metri), Tachimetro in Km e miglia, Contagiri non elettronico (con il cavetto d’acciaio), Termometro in Gradi Celsius e Farenheit, Spia del folle, Spia riserva olio, Spia luci, Spia abbaglianti, Spia frecce, Spia riserva benzina; due Cavalletti (centrale e laterale) (all’imbarco del traghetto ti domandano che cavalletto hai per il posizionamento sulla nave, l’Aletta Rossa va sempre bene); le pedanine per il passeggero non sono sul forcellone come in alcune vecchie Honda, bensì in un prolungamento del telaio, per un maggiore comfort.
3) Portabagagli: è vero che è piccolo ma ha trasportato parti di una tenda canadese ed il bagaglio per due persone per due settimane costituendo anche poggiaschiena per il passeggero; con una tavoletta di legno ha trasportato materiale in rilegatura a Firenze un giorno che il furgoncino era guasto (lavoro in una Tipografia), comunque molti ragazzi montavano un portapacchi a tubi quadri assai più grande.
4) Cerchi dorati: hai la fortuna di avere avuto in dono un modello recente, la mia li ha di ferro cromato (era cromato...) e dopo aver trovato una moto uguale alla mia vicino ad un cassonetto della spazzatura, ed averla presa per i pezzi di ricambio, ho potuto sostituire il cerchione anteriore con uno di alluminio e le forcelle a steli rovesciati e più grandi delle mie originali che purtroppo sono andate perdute in un incidente stradale contro una Fiat Punto che mi tagliava la strada. Dopo l''urto la Punto aveva il parafango piegato, la ruota non girava, il parabrezza era stato sfondato dalla mia spalla; il Cagiva invece aveva la ruota anteriore che raschiava nella marmitta, dopo essermi rotolato sul cofano la ho rialzata e rimessa in moto (al primo colpo, logicamente), e poi, con lo sterzo piegato e la ruota forata si è mossa con le sue forze fino ad un vicino piazzale.
5) Velocità: bisogna andare piano sempre, questo è dettato dalla prudenza in generale, ma vi assicuro che il freno a disco anteriore è sempre pronto a togliervi le castagne dal fuoco anche se il muso della moto si abbassa rasente al terreno. Se avete poi delle gomme da Enduro, la tenuta di strada credo sia simile alle moto sportive (non ne ho mai provata una), fino allo spigolo vivo che c’è tra il battistrada ed il fianco del pneumatico si può piegare in curva ed anche frenare abbastanza bruscamente (con il disco anteriore, chiaramente) e l’Aletta Rossa si rialza e rallenta senza scomporsi.
6) Grippate: certo anche la mia una volta è rimasta senza olio nel miscelatore e la ruota si è bloccata, ho aspettato due minuti, ho riavviato e sono andato piano piano dal benzinaio a mettere miscela, poi ho riempito di nuovo il serbatoio; adesso va un pochino più piano, vibra molto, ha una ripresa meno scattante, ma continua a far girare il contachilometri oltre il numero 65.000 tutti i giorni (pioggia esclusa!).
Concludo dicendo che la mia Aletta non è mai stata "truccata", ha avuto le riparazioni che si sono rese necessarie negli anni e suppongo che la lunga vita del motore sia dovuta alla sua semplicità (mio proverbio: motori semplici, guasti semplici, quindi pochi guasti.) ed in buona parte alla cromatura del cilindro... Come!! Non sapevate che l’Aletta Rossa ha il cilindro cromato da Gilardoni come le moto da cross del tempo! Beh, allora vuol dire che Vi manca ancora qualche piccola nozione.
Se guidando per Pistoia mi incontrate, non esitate a fermarmi, vi deluciderò a voce. Mi riconoscerete facilmente: una vecchia Aletta Rossa 125 nera malridotta, sporca, con la sella completamente ridotta a colabrodo a causa di due gatti in calore che sorpresi una notte d’estate all’Elba a litigarci sopra, ed in garage i pezzi di un’altra per farla continuare a viaggiare il più possibile.
Un ultimo aiutino per chi ha difficoltà a ricordare la precedente Enduro Cagiva SXT 125 raffreddata ad aria: scendete giù in strada ed andate alla più vicina Videobank a noleggiare "Don Camillo" interpretato da Terence Hill, la moto vi apparirà sul Vostro teleschermo.
niccolaitipo@virgilio.it