Gina Bovaird: una donna fra Lucchinelli e Uncini
Marco Galante, 16 maggio 2002

Gina Bovaird fu una donna molto speciale perchè è risaputo che il motociclismo è una disciplina strettamente maschile, la presenza feminile si vive nel paddock con le molte miss o mogli dei piloti, e le poche centaure che si impegnano a livello agonistico di solito non varcano la soglia nazionale, ma Gina Bovaird riuscì a correre a livello mondiale nella classe 500, la classe regina del motociclismo; intandiamoci, non fu un fulmine di guerra, anzi, a detta di Lucchinelli era una "fermona", ma comunque riuscì in una impresa storica, che molte donne dovrebbere prendere ad esempio...

Gina naque a Boston il 29 Maggio 1949, e iniziò a correre nel 1970 con una Morini 125. Sui campi di gara Gina conoscerà anche il suo futuro marito, un certo Tom che rimase talmente colpito da decidere di abbandonare la sua carriera motociclistica per seguire le sorti nel motomondiale di Gina, che corse la sua prima gara a livello mondiale nel 1979 quando si iscrisse alla 200 Miglia di Imola con una Suzuki 500, moto che non abbandonerà più.

Dopo questa fugace apparizione Gina decise di fare sul serio, e per poter approdare in Europa vendette tutto quello che aveva al punto da assere costretta a vivere in una ruolotte nel giardino di un amico!!!

Si diceva che a parlar di moto con lei era come parlare con Roberts o Mamola, ma purtroppo il cronometro inesosorabile segnava svariati secondi al giro di differenza con i campioni della 500.
Il suo mito non è un pilota americano come sarebbe facile credere, ma bensì Franco Uncini, che riteneva il migliore; le stava invece antipatico Lucchinelli, che una volta disse di essersi attardato nell'inseguimento al primo per esserserla trovata a passeggiare in mezzo a una curva.

Se non altro la famiglia Bovaird portò una nota di colore nel paddock della 500, ma alla fine del 1982 di Gina si persero le tracce, svanendo così il sogno di una 500 non solo maschile.



Articolo tratto da MotoCorse.com
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