Il Motogiro, quella impetuosa, gigantesca ed audacissima cavalcata [3a parte]

di De Deo Ceccarelli (archivio Moto Club Ravenna)

Il Motogiro, quella impetuosa, gigantesca ed audacissima cavalcata [3a parte]

Continuiamo con la terza parte della lettera, custodita negli archvi del Moto Club Ravenna, di De Deo Ceccarelli sul tema del Giro Motociclistico d’Italia. De Deo fu incaricato dal quotidiano Stadio di fare rivivere il Motogiro a partire dal 1953. Qui Ceccarelli (che ai tempi fu uno dei più noti giornalisti italiani del settore) ci parla soprattutto di Aldo Bolognini, dirigente motociclistico bolognese e “patron” del Motogiro anni Cinquanta.

Ingranate la… retromarcia. (Nella Foto, la punzonatura del Giro 1956: al centro si riconosce Gianni Degli Antoni, su Ducati)

 

Ci abbracciammo, io e Bolognini. Il lavoro del Bolognini cominciò il giorno dopo, del resto come il rnio per il battage su “Stadio” per facilitare i contatti del direttore di gara con le Case, le Prefetture, i Comuni, i Moto Club, ecc. ecc. Ogni giorno scrivevo un articolo, e anche due. I rnesi che ci separavano dalla prima edizione della gara videro un crescendo di entusiarni in tutta la Penisola: s'intrecciayano pareri, fioccavano le scommesse. Finché nella più bella privnavera sportiva della rnia vita il Giro d'Italia Motociclistico ebbe inizio con la tappa Bologna-Roma (periferia). Il direttore di “Stadio”, Luigi Chierici , stava per mettersi a tavola in un ristorante allorché fu avvisato che stavano arrivando i prirni concorrenti. Pensò ad uno scherzo: secondo i suoi calcoli i corridori avrebbero dovuto arrivare a Roma almeno un’ora dopo. Bisognava perdonarlo: Chierici era un esperto...di ciclismo!!

Rubandoti ancora qualche... ora, per leggere queste note sbiadite dal tempo, ti voglio fare il ritratto di quest'Aldo Bolognini, chiamato il Patron del Motogiro, con licenza dei Desgranges, Levitan, Cougnet, Torriani (manipolatori del Tour francese e del Giro Ciclistico del nostro bel Paese). Eccoti il ritratto: Era un grande guidatore di auto, aveva fatto una (o più, non ricordo) Mille Miglia pilotando la macchina con al fianco una brava antomobilista (di cui mi sfugge il nome).

Il Duce Bolognini - già noto negli ambienti motociclistici bolognesi - non rnangiava mai, non beveva mai, fumava una sigaretta dietro all'altra e guidando cantava lino all'ossessione una celebre romanza napoletana: Catarì, Catarì, Catarì… e cosi per chilometri e chilometri; specialmente quando ci spostavamo in quegli anni, dopo il Motogiro, a Stoccarda per il circuito della Solitudle, in Cecoslovacchia per la Sei Giorni di regolarità, in Olanda ad Assen per il TT Olandese, a Francorchamps per il G.P. del Belgio, ecc, ecc. Cantava... cantava continuamente Bolognini mentre guidava - notte e giorno - al punto che mi aveva esasperato e indotto a informarmi per sapere chi era l'autore di quella romanza per trucidarlo...Sopratutto un mistero della vita di Bolognini (grande amico, anche, di Francesco Lama), mi colpiva. E ti dirò: era sempre ben vestito, ben pettinato, profumato di lavanda e non riuscivo a capire come facesse a mantenersi così fresco... Non riuscivo a capire, quel mistero, anche perché un bel mattino di settembre, essendomi venuto a prelevare all’Hotel Bologna, dayanti alla stazione petroniana tutto giulivo e sorridente, mi annuncia che partivamo per la “Sei giorni” cecoslovacca ml chiese le valigie per introdurle nel portabagagli che - notai - era vuoto... vuoto. Gli dissi: “I tuoi bagagli dove sono? Devi ancora passare da casa tua per caricarli?”. Il Nostro mi guardò tutto allegro, chiuse il portabagagli, ed estraendo dal taschino del vestito uno spazzolino da denti mi strizzò l'oechio. Il suo portabagagli era tutto lì. Dovevamo stare via due settimane, a Spindleruw Mlyn, al confine Cecoslovacchia-Polonia, nella zona dei Monti Giganti. E il commendatore Bolognini, Patron del Motogiro, noto Urbi et Orbi del motociclismo ce la faceva con uno spazzolino da denti. Ma forse non aveva mai comprato la pasta dentifricia che so: Kaly Klor (“a dir le mie virtù basta un sorriso”) oppure Defend Plus o anche Ultrabrait o che so io. Ma, questo commendator Aldo Bolognini avresti proprio dovuto conoscerlo, carissimo Presidente. Un caso da antologia.

Durante il Motogiro me ne capitarono parecchie. Te ne racconterò qualcuna. In una tappa da Padova a Cortina l' automobile che oltre a me portava Grassi della “Gazzetta dello Sport”, Martinelli del “Resto del Carlino”, Sironi della Rai (guidava Brizzolari, del M.C. Codogno) passando sopra una lastra di ghiaccio si rovesciò a ruote per aria, sull'orlo di un burrone, col rnotore che ruggiva a uno spropositato numero di giri. In mezzo al frastuono, in posizione incredibile,rnentre con lo sguardo seguivo la mano di Brizzolari allungata verso la chiavetta dell’accensione per spegnere il motore ebbi come un moto di ribellione. E detti una terribile gomitata nel parabrise, che si staccò di netto… [3-continua] Per la prima puntata, clicca qui. Per la seconda, qui.

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