Il Motogiro, quella impetuosa, gigantesca ed audacissima cavalcata [2a parte]

di De Deo Ceccarelli (archivio Moto Club Ravenna)

Il Motogiro, quella impetuosa, gigantesca ed audacissima cavalcata [2a parte]

Continuiamo il nostro viaggio nel tempo con la seconda parte della lettera che il giornalista De Deo Ceccarelli scrisse, parlando del Motogiro d’Italia, nel 1985 al presidente del Moto Club Ravenna Alvaro Baldini. Ceccarelli viene incaricato dal giornale “Stadio” di mettersi all’opera per imbastire l’organizzazione del Motogiro 1953… (nella Foto: un gruppo di cinque Laverda 75 alla partenza di una tappa del Giro 1953- Archivio Cor Dees)

 

 

...il Raid Nord-Sud che dal 1919 (vincitore Girardi su Garelli 350 a Kmh.

38,296) al 1936 (vincitore Tenni su Guzzi 500 a Kmh. 107,350) partiva da Milano fino a Napoli, regina del Mediterraneo... Ma nel 1937 il percorso venne allungato fino a Taranto (Km. 1283). Vinse il bolognese Guglielmo Sandri (Guzzi 500 bicilindrica a Kmh. 104,013). Un anno dopo Giordano Aldirighetti - portato alla ribalta da Enzo Ferrari quando dirigeva la “Scuderia” omonima - trionfò su Gilera 500 quattro cilindri alla media record di Kmh. 117,8059 (media mai più battuta) e siamo al 1956 (vincitore Carissoni su Gilera 500 monocilindrica), anno  in cui la grande corsa si chiuse in seguito alla tragedia di Guidizzolo, durante la Mille Miglia Automobilistica E si chiuse perché le autorità non dettero più il permesso per le gare motoristiche su strada.

Dunque l'irripetibile Presidente della Federazione Motociclistica, Ernanuele Bianchi dopo aver ripristinato il “Raid Nord Sud”, spalleggiato dal valoroso tecnico bolognese ing. Cavara, avrebbe voluto richiamare in vita anche il Giro Motociclistico d’Italia. Il progetto si era sempre arenato per l la mancanza di fondi. Cavara giudicava che bastassero 10 o 12 milioni, al massimo 14, ma i soldi non si trovavano. E per la FMI questa era l’unica amarezza, in un momento in cui le cose andavano bene (aumento dei soci, delle organizzazioni, dei Moto Club, ecc.).

E adesso veniamo al mio colloquio di Bologna, con Chierici e il dott. Pelloni. Entrando subito in argomento quest’ ultimo mi chiese un parere in merito ad un'eventuale manifestazione rnotociclistica di richiamo popolare, per propagandare il giornalr che arrivava appena ai confini che l’ Emilia-Romagna aveva con le altre regioni. Ad esempio “Che ne pensavo - chiese il dott. Pelloni - di un Rally Bologna-Trieste”? Erano i tempi nei quali tutte le rnanifestazioni sportive confluivano a Trieste: ma poi gli animi si erano raffreddati perché al termine di una tappa del Giro Ciclistico contro i pedalatori erano stati lanciati sassi, stracci, parole di scherno dai soliti ignoti che comunque noi tutti sapevamo bene chi fossero. Ed improvvisamente la folgorazione!!

“Dottore - dissi raccgliendo tutto il mio coraggio, ben sapendo con chi stavo colloquiando -se lei vuole organizzare veramente una manifestazione che vada fino in fondo nella massa sportiva, specialmente in Emilia Romagna, ebbene lei deve organizzare il Giro d’Italia Motociclistico, che ha delle tradiizioni bellissirne anche per Bologna (feci il nome di Ruggeri e Arcangeli), che può lanciare il giornale fino a Milano, Torino, Padova, Ancona, Roma, Napoli, Bari...”. Mi fermai: ero spaventato, col fiatone, per quel che avevo detto. E con me era spaventato anche Luigi Chierici (che per non compromettersi l’onorabilità taceva). Il dott. Pelloni mi guardò pensieroso, poi fissò il soffitto, poi mi tiro il fendente - che però mi aspettavo - guardando sempre pensieroso il aoffitto: “Cosi, a titolo informativo quanto verrà a costare un lavoro del genere”? E mentre aspettava la ma risposta, continuuva a guardare il sffitto, mentre Chierici continuava a guardare la moquette...

“Beh (dissi io) cosi ad occhio e croce credo the ci vorranno una decina di milioni, meglio dodici, meglio ancora quindici...”.

Chierici tossì due volte. Forse aveva la raucedine, il dott. Pelloni invece smise di guardare il soffitto e mi disse: - Beh Ceccarelli... ci penseremo... le faremo sapere qualche cosa. Grazie intanto di essere venuto a Bologna… Con un salto raggiunsi la stazione: era lì a due passi da via Gramsci. Un treno stava per partire diretto a Milano. Mi infilai in una vettura e mi dissi che non sarei certamente ritornato a Bologna, per parlare del Motogiro. Per altri motivi, invece sì.        

Trascorse una settimana, o poco più; non pensavo al colloquio allorché un bel giorno, verso mezzogiorno, il mio telefono squillò. II telefonista mi disse: - Chiama da Bologna il dott. Pelloni -. prego prenda la linea…Presi la linea... “Pronto?” – rispose Pelloni – “Pronto, Ceccarelli? Come sta? lo bene.. Senta: Possiamo vederci domani all'ora solita al giornale Mi occorre una sua relazione cormpleta: sportiva, finanziaria, organizzativa. Lei può fare il direttore di corsa?”

“No - risposi - Ma ho l'uorno adatto”. “Bene – concluse il dott. Pelloni – Non le prometto niente ma forse qualche cosa si farà. E qualche cosa si fece. Indicai in Aldo Bolognini, petroniano, che conoscevo personalmente, il Direttore e l'organizzatore n.1 del Motogiro, la cui popolarità diventò immensa durante i cinque anni della corsa a tappe. Chiesi un gettone giornaliero per tutti i corridori classificati (oltre ai premi); ottenni anche di poter seguire in automobile i centauri per annotare fatti di cronaca, chiedere le classifiche dei passaggi ai controlli, ecc. Ti dirò che alla fine di ogni tappa il capo dei cronometristi, un meraviglioso ornetto di nome Berti (se ben ricordo) riusciva a comunicarci in tempo brevissimo i vincitori di tappa e di classe, e la classifica generale: assoluta e per cilindrata, meravigliando tutti i giornalisti del seguito, non abituati a bravure del genere. Nebbia, sempre nebbia, nelle strade della dotta Bologna, allorché mi recai d'impulso al Bar ArIecchino, di via lndipendenza, autentico “clan” dei patiti di motociclismo (a quel tempo), dove aspettava Bolognini impaziente di conoscere l’esito del colloquio col dott. Pelloni e il direttore di Stadio Chierici. Sapeva, anche, che avrei chiesto per lui, Bolognini, la direzione e l'organizzazione generale del Motogiro.  [2-continua] . Per leggere la prima puntata, clicca qui.

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