Il Motogiro, quella impetuosa, gigantesca ed audacissima cavalcata [1a parte]

di De Deo Ceccarelli (archivio Moto Club Ravenna)

Il Motogiro, quella impetuosa, gigantesca ed audacissima cavalcata [1a parte]

Quest’anno gli appassionati delle rievocazioni storiche vedranno, dopo una querelle giudiziaria che non si è ancora conclusa, due Motogiri d’Italia. Uno, organizzato dal Moto Club “Libero Liberati” di Terni sotto l’egida della Federazione Motociclistica Italiana parte il 24 maggio per concludersi il 28 maggio. L’altro, organizzato dalla Dream Engine2, è iscritto a calendario internazionale quale manifestazione sportivamente sanzionata dal Moto Club Monaco (parte infatti da Montecarlo) e si svolge dal 31 maggio al 5 giugno.

Tra i due organizzatori è in corso una querelle giudiziaria, attivata dal club ternano e nella quale si è inserita anche la Federmoto italiana. Il Tribunale di Bologna, però deciderà in via definitiva solo nel luglio prossimo.Ma cosa fu il Motogiro d’Italia? Nell’archivio del Moto Club Ravenna, da noi consultato grazie alla disponibilità del presidente, Maria Giulia Padovani, abbiamo scovato una lettera scritta sull’argomento nel 1985 dal giornalista De Deo Ceccarelli ad Alvaro Baldini, per anni ed annorum presidente del sodalizio giallorosso e prematuramente scomparso nel 1993. Essendo chilometrica, la pubblichiamo a puntate. Buon viaggio… nel passato (Foto: una Ducati Marianna al Motogiro del 1956).

 

 

Carissimo Presidente, anzi Presidentissimo, del Moto Club Ravenna Alvaro Baldini. E’ agli annali il risultato della squadra formata da Antonio Turchetti (figlio del mio ex padrone di casa Romeo), da Casabianca, da Merendi, da Montanari e da Torricelli. Vinse la Coppa d’Oro “Bruno Dragoni”, bellissima espressione d'arte dorata, per conto dell' Unione Provinciale di Ravenna, gareggiando nel Giro Motociclistico d'Italia, organizzato dal Giornale sportivo quotidiano Stadio. Il Giro d'Italia Motociclistico, il Motogiro.

Non sono facile preda delle commozioni, ma pensando a quella manifestazione motociclistica sulle strade d'Italia, che rivaleggiava per l'interesse suscitato (dal 1953 al 1957) con la Mille Miglia Automobilistica e col Giro d’Italia Ciclistico, mi si inumidiscono le ciglia. Perché di quella impetuosa, gigantesca ed audacissima cavalcata dei Tartarini, Provini, Mendogni, Tassinari e Venturi attraverso la penisola io fui l’artefice. E me ne vanterò sempre, benché abbia vinto un campionato di modestia.

Ti racconto, se hai un po’ di tempo da dedicarmi, come andò. Ma veniamo alle origini del Giro Motociclistico: la prima edizione si svolse ne1 1914, per conto dell’ U.S. Milanese e de “La Gazzetta dello Sport”. Strade polverose, o fangose, sassi-buche-polvere: 4 tappe-Km. 2.400, vinse Oreste Malvisti (Ariel), 56 i partenti, 18 i superstiti le cui macchine furono esposte alla I Mostra Motociclistica di Milano. Poi scoppiò la prima guerra mondiale e il Giro Motociclistico Venne ripreso dopo nove anni, nel 1923 - sempre con partenza e arrivo a Milano - con la vittoria finale di Guido Mentasti (Guzzi). Nel 1925 s'impose Attilio Cavalleri (Rudge 500) e la Romagna si fece largo con la vittoria di classe di (Gigion) Luigi Arcangeli (Indian 350). Poi la edizione del Giro del 1926 con il trionfo di Amedeo Ruggeri (Guzzi), un altro squillo vittorioso della nostra Romagna nella 350 cc, con Arcangeli (Bianchi) e il successo di Alfredo Panella nella classe 250 (Galloni). In quel lontano 1926 si concluse il ciclo pionieristico della popolarissima manifestazione. Che doveva riprendere nel 1953. E ti racconto il perché e il percome della sua risurrezione…

Da due anni curavo lo sport motociclistico (e talvolta pugilistico) del quotidiano sportivo “Stadio”  allorché, una nebbiosa sera del novembre 1952, fui chiamato al telefono dal direttore del giornale Luigi Chierici.

Mi trovavo a Milano, in via De Amicis, nella sede della FMI (Federazione per la quale dirigevo l'Ufficio Stampa, la pubblicazione di Motitalia, le P.R.); salutai Chierici che entrando subito in argomento mi invitò a Bologna, nella sede del giornale, per un incontro con l’amisitratore di “Stadio” e de “Il Resto del Carlino”, dott. Pelloni. Confermai con una successiva telefonata, la mia andata (a quel tempo) in via Gramsci, 5 e all'indomani mi misi in viaggio. Mi misi in viaggio, in treno, chiedendomi cosa mai volesse da me il dott. Pelloni; non mi passava certamente per la “capa” che il famoso e non troppo amato amministratore mi volesse annunciare un aumento di stipendio.

Però - mi dissi - non si sa mai. E mi presentai nella sede di “Stadio”, mi feci ricevere da Chierici che mi introdusse subito dal dott. Pelloni. Ma qui - caro Presidentissimo - debbo fare un altro tuffo nel passato. Tu sai certamente che un'altra classicissima del nostro sport era stato…                  [1-continua]

 

comments powered by Disqus

Altri commenti

Username
Password
Non sei registrato?
Registrati, Ŕ gratis!

Commento


Articoli precedenti su MotoCorse.com

Tucano Urbano: giacche Steve e Queen

Tucano Urbano: giacche Steve e Queen
in Abbigliamento moto

Phantom F12 R 50 Ducati Special Edition Australian GP

Phantom F12 R 50 Ducati Special Edition Australian GP
in Moto e mercato