Giuseppe Lattanzi, il "missile delle Marche"

di Marcello Mosconi (archivio Moto Club «Lattanzi» Ancona)

Giuseppe Lattanzi, il

Ricorre quest’anno il 55esimo anniversario della morte di Giuseppe Lattanzi, forte pilota anconetano morto durante la Milano-Taranto del 1955 ed alla cui memoria il consiglio direttivo ha voluto, anni fa, dedicare il Moto Club Ancona; che ora si chiama ufficialmente Moto Club “Giuseppe Lattanzi” Ancona.

In questa occasione, tenendo conto anche che tra pochi giorni il sodalizio presieduto da Alberto Antonucci organizzerà il tradizionale Motoincontro del Monte Catria, pubblichiamo uno scritto di Marcello Mosconi in memoria dello sfortunato pilota marchigiano.  

 

Giuseppe Lattanzi (1924-1955) nostro concittadino, mirabile campione motociclista degli Anni 50, in sella alla mitica Mondial 12. Trionfatore di memorabili gare sia stradali che in circuiti.

Per suo merito, tutto avvenne come in un felicissimo sogno, la città di Ancona, passò nelle prime pagine di tutti i maggiori giornali sportivi.

Il motociclismo italiano aveva un nuovo Campione, la città dorica il suo meraviglioso alfiere. E’ sufficiente guardare le sue foto, per rimanere folgorati dal suo sguardo sicuro e determinato, per avvertire il suo naturale coraggio e l’ardimento del fuoriclasse. E come un vero fuoriclasse volò verso tante vittorie, che fece inorgoglire tutta la città. Tutti conoscevano Lattanzi, tutti finalmente conobbero Ancona. Il cronista d’allora ricorda che nella camera ardente allestita nel negozio “Mondial” di corso Carlo Alberto (oggi Ottica Mancini), concessionari i mitici fratelli Baldini, giunse per primo il Sindaco Francesco Angelini, non menzionando due grandi personaggi dello Sport, quali Louison Bobet e Fausto Coppi ed una infinita folla di sportivi anconetani e marchigiani.

Nel dopoguerra in Ancona ci furono due funerali oceanici. Prima quello dei nostri valorosi partigiani morti nello sfondamento della linea Gotica nella Valle del Senio, che ritornarono nel 1948 dal cimitero partigiano di Zattaglia nell’appennino emiliano romagnolo, poi, nel 1955 quello di Giuseppe Lattanzi.

Come gli eroi mitici Giuseppe conobbe soltanto la stagione più bella, quella della giovinezza, schizzò via dalla vita, dai suoi affetti, dalla sua città, a soli 31 anni, nella indimenticabile Milano-Taranto dell’anno 1955, in sella alla nuova Mondial 175, primo assoluto sino alla curva di Tobia, nella Valle della Baraccola Sud di Ancona.

Ora in occasione dei 50 anni passati nel completo oblio, la città di Ancona, ha l’obbligo di onorarlo e farlo ritornare vivo, nel rispetto anche dei tanti amici e tifosi che l’amarono e per far conoscere alla presente generazione questo mirabile Campione.

Della famiglia originaria l’ultimo a lasciarci è stato il fratello Serafino che ha sempre sofferto per questa mancata memoria.

Ci sono i nipoti che dovrebbero vivere nel quartiere di Posatora, dove Giuseppe nacque e visse. Nel quartiere Grazie invece possiamo trovare Armando Baldini, uno dei fratelli della Concessionaria Mondial. Fu il suo ispiratore e sostenitore perché anche lui fu un asso del motociclismo. Partecipò alla Targa Florio deve conobbe il nobile siciliano Florio che ospitava, nella magnifica villa, tutti i partecipanti corridori.

Un’epoca lontana, magnifica da ricordare le Mille Miglia, la Milano Taranto, la Targa Florio, i nostri sogni di ragazzi, il sottoscritto nel ‘55 aveva quindici anni, lasciavamo alle spalle una vita difficile ma popolata di personaggi meravigliosi, che contribuirono a cancellare dai nostri cuori la tragedia della guerra e le enormi difficoltà del dopo guerra.

Con stima ed affetto profondo per la mia città…

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Altri commenti

Beef

A riprova della grandezza di Giuseppe Lattanzi, basti pensare che poco meno di un mese prima Lattanzi si era classificato 3° nella Classe 125cc - in sella alla Mondial - al Tourist Trophy dell'Isola di Man.

La sua morte avvenuta - per uno strano scherzo del destino - nella citta' dove era nato 31 anni prima, mi e' stata raccontata da un suo vecchio amico d'infanzia conosciuto per caso.

Durante la "Milano-Taranto" del 1955, Lattanzi giunge ad Ancona primo di categoria, sta percorrendo la S.S. 16 e giunge al bivio dell'Aspio: sulla strada molti suoi sostenitori sono li' per incitarlo, concittadini, amici, simpatizzanti.

Lattanzi li vede e - allo scopo di salutare il suo pubblico - fa derapare la ruota posteriore della sua Mondial lanciata a piena velocita' su quella strada conosciuta a menadito...e' un attimo, la moto sbanda, pilota e macchina scivolanno e il povero Lattanzi finisce contro un albero a bordo strada.

L'urto e' secco e letale, arriva un'autoambulanza, lo portano all'ospedale ma - a quanto mi racconta l'amico di infanzia - la corsa verso il nosocomio e' inutile.

A 55 anni da quell'incidente, quello che rimane e' il cippo posto dove allora c'era l'albero - che fu fatale al pilota - ad un centinaio di metri dall'ingresso "Ancona Sud" della A-14...peccato che spesso i cippo sia coperto dalle erbacce e lasciato incustodito...

Andrea aka "Beef".

Inserito: 13 aprile 2011
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