Accadde a Brno

In Yesterbike

di Gabriel Pirini, 15 agosto 2009
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Accadde a Brno


Il 16 agosto si corre il GP della Repubblica Ceca, valido per il Motomondiale. Poiché la tradizione viene, da alcuni anni a questa parte, seppellita dalla modernità - e soprattutto dall’uniformità - non ci è dato sapere, consultando i testi messi a disposizione da chi questo Mondiale organizza ora, a quale edizione siamo arrivati. “Round Czech Republic” è già sufficiente, abbinato al nome dello sponsor di turno. La storia del GP dell’allora Cecoslovacchia (la confederazione che scaturì dopo l’uscita di Moravia, Boemia e Slovacchia dall’impero austro-ungarico, dopo la prima guerra mondiale) inizia nel 1927. La prima parte finisce nel 1929. La seconda parte inizia nel 1950 (il Motomondiale nacque l’anno prima) e dura tuttoggi, pur con svariate pause. Sino al 1982 il Mondiale si corse a Brno sul tracciato stradale detto Masaryk Ring. Il campionato europeo vi fece tappa dal 1983 al 1986, sostituendo la gara iridata che sarebbe tornata solo nel 1987, ad autodromo permanente già costruito. Abbiamo detto Europeo? Sì: all’inizio degli anni Ottanta i big del Motomondiale sullo stradale di Brno non ci volevano più correre e l’autodromo permanente veniva sempre promesso ma mai costruito. La Fim quindi decise una “compensazione”: il GP di Cecoslovacchia sarebbe rimasto ma sarebbe stato valido solo per il campionato europeo (stessa sorte per la pista finlandese di Imatra). Quindi nel 1983 nell’agreste paddock di Brno arrivarono i protagonisti del torneo continentale. Nella classe 80 (che avrebbe sostituito la 50 nel Mondiale l’anno successivo)  lo squadrone Zundapp formato dal tedesco Hubert Abold e dall’ italiano (nato a Lugo di Romagna) Massimo Fargeri dominò la gara con nettissima superiorità. Lo svizzero Hans Muller (Mba) vinse nella 125. Nella 250 si presenta al via una moto dotata di motore Rotax e progettata dall’ing. Antonio Cobas. Le realizzazioni del compianto tecnico spagnolo avevano sempre 1000 nomi: Kobas, SiroKo, JJ-Cobas. Ma alle verifiche c’è un problema. Il bravo ingegnere iberico non ha la licenza di concorrente e gli steward cecoslovacchi sono inflessibili. La quarto di litro che vincerà la gara con Carlos Cardus viene quindi iscritta solo come Rotax. Il tedesco Reiner (Suzuki) vince la gara della 500. Ci sono anche i sidecar: La coppia austriaca Stropek-Demlig (LCR-Yamaha) regola Bailey-Nixon (Yamaha) ed i fratelli Egloff (LCR). Nel 1984, l’assenza dal cartellone della 125 è compensata da una gara del neonato campionato mondiale Formula TT2. Vince Brian Reid, che come tutti gli irlandesi è uno specialista delle gare su strada. Dietro a lui il tedesco Hoffmann (Walter, non Marcus) e l’inglese Phil Mellor. Tutti e tre guidano una Yamaha. Per stuzzicare la Ducati, in lotta per il titolo che poi vincerà con Tony Rutter, la casa del diapason prepara una serie di manifesti “1.2.3” che poi distribuisce ai concessionarii di tutta Europa. Nella 500 vince il romano Massimo Messere (Suzuki, Team Italia), davanti al finnico Eero Hyvarinen ed al britannico Simon Buckmaster. Quest’ultimo, per aggirare le norme-catenaccio sulle grading list per il Mondiale, deciderà poi di tesserarsi con la federmoto di Hong Kong. Svetta la bandiera austriaca nella 80 e nella 250 Minch vince nella quarto di litro. La classe minore va a Gerd Kafka, con la neonata Sachs. Lo seguono l’inglese con licenza tedesca Richard Bay (Rupp) e Reiner Kunz (Ziegler). Quest’ultimo vincerà con la medesima moto l’ anno successivo. Nell’edizione1985, Massimo Matteoni (Honda) si impone nella 250 seguito da Hutter e Minch. Paijc vince nella 500, seguito da Fischer e Gentile. Nella 125 si fa notare un giovane bolognese, Pierfrancesco Chili, terzo. Il primo gradino del podio è per transalpino Paul Bordes. Wrathall-Chapman vincono nei sidecar con il solito strascico del controllo licenze: il passeggero è neozelandese. Fortunatamente il presidente della Giuria Internazionale è membro della commissione velocità della Fim e precisa che solo il pilota deve possedere una licenza continentale. La cosa si ripeterà l’anno dopo con il nipponico Kumagaya, vincitore della gara coi tre ruote assieme al connazionale Makuci. Ha la licenza francese e vive da anni vicino alla LCR, locale fabbrica di telai per sidecar. Un fax di Monsieur Kervella, presidente della FFM, pone fine alla questione. Il cervese Bruno Casanova vince gara e titolo nella classe 80. Il team è tutto del suo paese, Cervia: i fratelli Cicognani, Carlo Colomba ed Amedeo Fiuzzi (quest’ultimo poi diventerà un’apprezzato tecnico all’Aprilia Racing). Fischer vince nella 500, Lindner nella 250 e Feutz nella 125. Intanto, poco distante, è stato finalmente completato l’autodromo permanente. Nel 1987 in Cecoslovacchia tornerà il Motomondiale. Il GP locale sparirà dal calendario anche nel 1992, primo anno di gestione Dorna. Non venne raggiunto l’accordo economico e in quegli anni non c’era più un campionato europeo che potesse fare da “paracadute” in circostanze del genere. Dal 2005 fa parte in pianta stabile del calendario di Brno anche la Superbike iridata, dopo le esperienze saltuarie del 1993 e del 1996.





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