Yesterbike - ultimi articoli


Bylot Scottish Trail

Bylot Scottish Trail Arriva per EICMA 2015 la nuova realizzazione artigianale monzese su due ruote: Bylot Scottish Trail. Moto ispirata al grande passato Scottish degli inizi di secolo scorso. Si parla di un sidecar in stile vintage, con particolari "premium" con tanica per il carburante, terza ruota, sellino passeggero in tessuto tartan e non mancano il contenitore porta Whisky e la mazza da golf con porta palline. Il marchio Bylot sembra aver richiami british ma deriva invece dallo stretto legame con Monza; il nome è preso da un termine del dialetto monzese, che significa "sciocco" e pare derivi dal nome del generale francese Billott, comandante ai tempi della dominazione francese, che amava emanare proclami ritenuti spesso frivoli.

 

FMI presenta a Novegro il museo virtuale Motorcycle Heritage

FMI presenta a Novegro il museo virtuale Motorcycle Heritage Il patrimonio del registro Storico della FMI è da sempre riconosciuto come tesoro della cultura, della tecnica e del sapere motociclistico. Per valorizzare in modo ancora più marcato ed esclusivo questa ricchezza la FMI ha istituito, presentandolo oggi alla fiera di Novegro, Motorcycle Heritage FMI, un vero e proprio museo virtuale che sarà a disposizione di chi vorrà dare il massimo del valore alle moto più esclusive della propria collezione.

 

Motomondiale GP Australia, Video: l'epica gara del 1989

Motomondiale GP Australia, Video: l'epica gara del 1989 GP Australia, a fine anno? Ci si gioca il titolo MotoGP 2015 ed è atteso, elettrizzante per qualcuno, vista la lotta a due per il titolo già assegnato alla Yamaha e la vittoria possibile al solito poker di top-factory-riders. Ma rinverdiamo il passato con questo video dell'aprile 1989, quando l'Australia era a inizio campionato, i valori e i titoli da stabilire ancora, ma l'effetto elettrizzante ben maggiore. Vecchi (nel senso vero o solo scherzoso) riscaldatevi le emozioni e giovani osservate la quantità di nomi altisonanti tutti insieme sulle 500 2T, se avete 14 minuti di tempo e l'occhio svelto.

 

Per pochi ma tornano, MMX 500: nuova 2T Suter promossa dai campioni del passato

Per pochi ma tornano, MMX 500: nuova 2T Suter promossa dai campioni del passato Chi ha una certa età non può non essere, o essere stato, affascinato dalla vecchia classe regina delle moto, quella “vera” in tutti i sensi del termine: la 500 del Motomondiale del secolo scorso. L’intuizione giusta di rimettere in sella vecchie glorie per delle gare dimostrative, prima che questi stessi protagonisti invecchino troppo, o almeno quanto basti per perdere elevato appeal internazionale onestamente ci piace. Per protagonisti non intendiamo solo i piloti, ma anche i mezzi.

 

Stelle in parata per il 50° di Suzuka: video

Un video dal Giappone ci mostra schierate delle grandi moto che hanno corso nel Mondiale. La mini parata si è svolta quest'anno in occasione del cinquantesimo anniversario di Suzuka e tra di esse osserviamo modelli mitici come la prima NSR, condotta in quest'occasione non da Freddie Spencer ma da un pilota locale.   Tra gli altri in sella intravediamo però anche i due iridati Wayne Gardner (sempre su una NSR ex-Spencer, ma del 1985) e Kevin Schwantz, la cui Suzuki numero 34 nei colori Pepsi è in attesa che l'americano termini il proprio ruolo di speaker.

 

Alpinestars e Kenny Roberts: come eravamo...

Alpinestars e Kenny Roberts: come eravamo... I più giovani straluneranno alla vista di questa pubblicità - fra il rosa dello sfondo della carta invecchiata e il tacco dello stivale rosso ciliegia penseranno che i motociclisti, una volta, avessero grossi problemi di identità sessuale. Ma gli anni 70 erano appena finiti, e il senso estetico allora era molto diverso, per non parlare della necessità, in assenza del grip offerto dalle suole attuali, di ancorarsi in qualche modo alle pedane di moto su cui si iniziava a sporgersi dalla sella e che.

 

Gsx-R: una sigla che scalda il cuore dei centauri

Gsx-R: una sigla che scalda il cuore dei centauri Dal 1985 la sigla Gsx R è per i centauri sinonimo di velocità, prestazioni elevate, alto contenuto tecnologico. Con questa serie la Suzuki ha rivoluzionato il concetto di moto stradale, perché per la prima volta il design, la potenza e la maneggevolezza sono al servizio prima della pista, poi dell’utilizzo quotidiano. Avere nel proprio garage una Gsx R significa poter ammirare un pezzo di storia non solo della casa di Hamamatsu, ma anche di quelle moto che hanno vinto tra i cordoli, ed emozionato tra i passi di montagna.

 

Álex Crivillé: unico spagnolo campione del mondo della 500

Álex Crivillé: unico spagnolo campione del mondo della 500 Álex Crivillé Tapias è nato a Seva (Barcellona) il 4 marzo del 1970. La sua prima moto è stata una Montesa Cota 49cc. Ci è salito sopra alla tenera età di 6 anni. Il suo debutto in gara è datato 1985, ma Alex si fa conoscere a livello nazionale solo nel 1986, quando corre il “Criterium” organizzato dalla rivista spagnola “Solo Moto”, con una Honda 75cc bianca e azzurra. Sono gli anni nei quali il motociclismo spagnolo è in pieno fermento.

 

Il Motogiro, quella impetuosa, gigantesca ed audacissima cavalcata [4a parte]

Il Motogiro, quella impetuosa, gigantesca ed audacissima cavalcata [4a parte] Concludiamo con l’ultima parte la lettura della lettera che il giornalista di Stadio e promotore dei Motogiri degli anni Cinquanta, De Deo Ceccarelli, scrisse nel 1985 al presidente del Moto Club Ravenna Alvaro Baldini. Nella chiusa, promette un altro scritto con la sintesi dei 5 motogiri che infiammarono l’Italia a motore degli anni Cinquanta. Di tale scritto, per il momento, non abbiamo trovato traccia nell’archivio del sodalizio ravennate, messoci gentilmente a disposizione.

 

Cagiva 500 GP: storia di una Rossa (2a parte)

Cagiva 500 GP: storia di una Rossa (2a parte) Il 1988 partì sotto i migliori auspici. La casa dell’elefantino ingaggiò il vice campione del mondo Randy Mamola. Al suo fianco, il confermato Roche. L’argentano Massimo Broccoli ha il compito di collaudatore e viene schierato in alcune selezionate gare. Batta e De Radigues se ne vanno. Anche lo sponsor Bastos lascia la Cagiva per tornare all’automobilismo. La moto però rimane lo stesso rossa e basta. Al momento, l’accostamento della 500 varesina non è più col passato della gloriosa Mv, ma con la Ferrari Engineering con la quale vengono stretti accordi di collaborazione tecnica.

 

Cagiva 500 GP: storia di una Rossa (1a parte)

Cagiva 500 GP: storia di una Rossa (1a parte) Mettete in fila (in ordine sparso..) nomi come: Pernat, Haslam (Ron), Lucchinelli, Kenny Roberts, Agostini, Massimo Tamburini, Lawson, Chili, Mamola, Kocinski e avrete una storia di passione e di sogni, insomma una storia di moto, la storia della Cagiva 500 G.P. Ca.Gi.Va ossia Castiglioni Giovanni Varese. Dalla fine degli anni Settanta è una azienda che lavora sulle moto, concentrandosi oltre che sulla produzione, sulle moto da corsa. Sia per il prodotto che per le competizioni il partner di Cagiva - che ha rilevato tutte le attività a due ruote ex Aermacchi - è l’Harley Davidson, ma di soddisfazioni agonistiche neanche l’ombra, o quasi.

 

Un folletto di nome Pionava

Un folletto di nome Pionava Ci occupiamo oggi di una stirpe motociclistica bolognese, quella dei Pionava. Roberto Pionava fu, negli anni Cinquanta, un valentissimo pilota e partecipò più volte al Motogiro, del quale il 24 maggio parte la Rievocazione Storica Fmi. Per anni quel folletto (esuberante quanto basso di statura) di nome Pionava legò le sue sorti a quelle della Benelli. A scrivere l’articolo è la nipote Giorgia. Il servizio, oltre che commemorare il nonno e la sua esemplare carriera sportiva, ci rende partecipi del restauro di una Benelli Leoncino 125.

 

Il Motogiro, quella impetuosa, gigantesca ed audacissima cavalcata [3a parte]

Il Motogiro, quella impetuosa, gigantesca ed audacissima cavalcata [3a parte] Continuiamo con la terza parte della lettera, custodita negli archvi del Moto Club Ravenna, di De Deo Ceccarelli sul tema del Giro Motociclistico d’Italia. De Deo fu incaricato dal quotidiano Stadio di fare rivivere il Motogiro a partire dal 1953. Qui Ceccarelli (che ai tempi fu uno dei più noti giornalisti italiani del settore) ci parla soprattutto di Aldo Bolognini, dirigente motociclistico bolognese e “patron” del Motogiro anni Cinquanta. Ingranate la… retromarcia.

 

Il Motogiro, quella impetuosa, gigantesca ed audacissima cavalcata [2a parte]

Il Motogiro, quella impetuosa, gigantesca ed audacissima cavalcata [2a parte] Continuiamo il nostro viaggio nel tempo con la seconda parte della lettera che il giornalista De Deo Ceccarelli scrisse, parlando del Motogiro d’Italia, nel 1985 al presidente del Moto Club Ravenna Alvaro Baldini. Ceccarelli viene incaricato dal giornale “Stadio” di mettersi all’opera per imbastire l’organizzazione del Motogiro 1953… (nella Foto: un gruppo di cinque Laverda 75 alla partenza di una tappa del Giro 1953- Archivio Cor Dees)     .

 

Il Motogiro, quella impetuosa, gigantesca ed audacissima cavalcata [1a parte]

Il Motogiro, quella impetuosa, gigantesca ed audacissima cavalcata [1a parte] Quest’anno gli appassionati delle rievocazioni storiche vedranno, dopo una querelle giudiziaria che non si è ancora conclusa, due Motogiri d’Italia. Uno, organizzato dal Moto Club “Libero Liberati” di Terni sotto l’egida della Federazione Motociclistica Italiana parte il 24 maggio per concludersi il 28 maggio. L’altro, organizzato dalla Dream Engine2, è iscritto a calendario internazionale quale manifestazione sportivamente sanzionata dal Moto Club Monaco (parte infatti da Montecarlo) e si svolge dal 31 maggio al 5 giugno.

 

František Štastný, il cecoslovacco gigante

František Štastný, il cecoslovacco gigante František Štastný (Foto1, a sinistra, assieme a Giacomo Agostini), per tutti - soprattutto per chi non aveva dimestichezza con la lingua ceca - Franta, nacque a Kochánky il 12 novembre 1927. Alta statura, fisico massiccio, iniziò la sua carriera di sportivo più o meno professionista nel ciclismo. Troviamo infatti il suo nome nelle classifiche della Corsa per la Pace del 1948. Era un evento che intendeva celebrare la fine della guerra e che toccava Cecoslovacchia, Germania e Polonia.

 

Guido Mandracci: correre con la sorte avversa

Guido Mandracci: correre con la sorte avversa Il Moto Club Valle Argentina di Arma di Taggia ha recentemente organizzato una mostra (si può visitare sino all'8 maggio; gli orari, qui) sul campione locale Guido Mandracci, scomparso nel 2000 ma la cui memoria è ancora vivida nei cuori degli appassionati liguri e non. Cogliamo l’occasione per pubblicare uno scritto di Alessandro Pastore, presidente del sodalizio. Guido Mandracci, nato a Sanremo il 22 ottobre 1942, fin dalla prima giovinezza dimostra un viscerale amore per le moto.

 

C'era una volta il Motogiro...

C'era una volta il Motogiro... Il Motogiro d’Italia si svolse - con continuità e regolarmente sanzionato dalla Federazione Motociclistica Italiana (con regolamento particolare Fmi e con la presenza dei commissari federali) - dal 1953 al 1957. Come per le altre corse su strada, una su tutte: la Mille Miglia, gli fu fatale la tragedia di Guidizzolo. Nelle campagne mantovane la Ferrari 335S guidata da Alfonso Cabeza de Vaca (marchese di Portago) uscì di strada durante la Mille Miglia del 1957 investendo mortalmente 10 spettatori.

 

Giuseppe Lattanzi, il "missile delle Marche"

Giuseppe Lattanzi, il Ricorre quest’anno il 55esimo anniversario della morte di Giuseppe Lattanzi, forte pilota anconetano morto durante la Milano-Taranto del 1955 ed alla cui memoria il consiglio direttivo ha voluto, anni fa, dedicare il Moto Club Ancona; che ora si chiama ufficialmente Moto Club “Giuseppe Lattanzi” Ancona. In questa occasione, tenendo conto anche che tra pochi giorni il sodalizio presieduto da Alberto Antonucci organizzerà il tradizionale Motoincontro del Monte Catria, pubblichiamo uno scritto di Marcello Mosconi in memoria dello sfortunato pilota marchigiano.

 

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