Ex Jugoslavia: 3600 chilometri di suggestione

di Filippo Razza

Ex Jugoslavia: 3600 chilometri di suggestione


Da molto tempo non mi prendevo (con la moglie) una vacanza nel senso canonico del termine: sole, spiaggia, mare, puntate in alcuni posti di interesse storico-turistico e tanto, tanto pesce.

La partenza è avvenuta la mattina di lunedì 3 agosto 2009.

In giornata ci siamo portati direttamente a Kobarit. In italiano: Caporetto. D’obbligo la visita al sacrario de caduti durante la prima guerra mondiale, l’attraversamento di tutta la valle del Soce (in italiano: fiume Isonzo) ed infine il lago di Bled, dalla bellezza stupefacente e spesso sede di gare internazionali di canottaggio.

Questo lago è fiabesco. Al centro dello specchio d’acqua c’è un isolotto con una chiesetta proprio in mezzo. Una rupe a strapiombo fa da basamento ad un bel castello ed il tutto ha un’aria molto romantica.   

Tappa a Ljubljana (bello il centro storico tutto pedonale ed il castello che domina la città dall'alto di una collina) ed alle grotte più visitate d'Europa, quelle di Postumia. Vicino c'è il castello di Predjama, arroccato nella roccia. Trasferimento in Istria, lungo la costa affollata di bagnanti facciamo  una sosta di due giorni in campeggio a Rovigno. Stupenda cittadina con l'imponente cattedrale di Sant'Eufemia (munita di un campanile spropositatamente alto). Riprendiamo la moto per andare nelle isole di Krk ed Arbe. Qui ci siamo fermati altri quattro giorni facendo dei bagni in un mare dall’acqua linda e cristallina, mangiando pesce a pranzo e cena. Le isole oltre a un mare splendido meritano di essere viste anche per la bellezza delle loro omonime città-capo. La  Repubblica di Veneziana ha qui dominato (come su quasi tutte le zone adriatiche) per parecchio tempo: lo si vede nell’architettura dei palazzi e dallo stemma del leone di San Marco effigiato in molte strutture.

Riprendiamo la moto dirigendoci verso l'entroterra per una visita d'obbligo al parco di Plivtice.

Esperienza fantastica e spettacolare: laghi, cascate, ruscelli, flora è fauna la fanno da padroni. Giù di nuovo al mare con sosta di altri tre giorni nell'isola di Korcula ed

escursioni giornaliere su altre isole, che raggiungiamo a bordo di piccoli battelli locali, con pranzo (ittico, ovviamente) a bordo.

La cittadina di Korcula viene chiamata “la piccola Dubrovnik” per la sua somiglianza con il porto che in italiano, anni ed annorum fa, veniva chiamato Ragusa. Il centro storico è racchiuso da mura e alti torrioni. La leggenda vuole che qui sia nato l’esploratore Marco Polo. Gli isolani sono molto fieri di questo.

Ripartiamo per trasferirci in Bosnia, direzione la città gioiello di Mostar dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Arrivati a Mostar non possiamo che essere subito ammaliati dal suo vecchio ponte (stari most, appunto, nell’idioma locale). E’ bello vederlo, ma è ancora meglio starci sopra, ammirando il fiume impetuoso che vi passa sotto ed il volo di migliaia di rondini lungo le sue rive.

Terminiamo il viaggio a Dubrovnik, visitando la stessa ed aspettando il traghetto che ci porterà a Bari. Dubrovinik è senza dubbio una splendida città. La parte storica è cinta da possenti mura e alti torrioni con due porte d'ingresso, una dalla terraferma ed una dal mare. Dentro le mura, lungo le sue strade lastricate di marmo, sorgono chiese, monasteri, fontane e palazzi ornati da sculture in pietra finemente lavorate. Tutta questa ricchezza d'arte rievoca una storia antica e ricca di eventi. Purtroppo arriva il momento della partenza. Salpiamo alla volta dell'Italia: dopo nove ore di navigazione sbarchiamo nel porto di Bari. Ci dirigiamo a Dugenta (in provincia di Benevento),  dove trascorriamo sei giorni con suocera e parenti per la felicità di mia moglie Assunta. Questo è tutto. Sono state vere vacanze con soli 3.600 chilometri all'attivo.

Al prossimo tour.

 

NOTE PRATICHE. Un viaggetto consigliabile a tutti specie a chi ama la vita da spiaggia. Il pernottamento non è mai un problema: quasi tutte le famiglie delle località turistiche citate affittano camere attrezzate di tutto a costi molto accessibili. Abbiamo fatto tenda solo per il gusto di farlo. La spesa è di circa il 30% inferiore di quello che si può spendere nelle migliore località balneare italiana. La benzina costa circa un euro al litro; in Bosnia addirittura 80 centesimi. Per la lingua non ho dovuto sfoggiare alcuna parola del mio pessimo vocabolario inglese: tutti parlano (più o meno) perfettamente l'italiano. Le strade sono percorribile ed accettabili. In Croazia, per arrivare a Plivtice, sono riuscito a fare circa 20 chilometri di sterrato, inventandomi una scorciatoia (naturalmente mia moglie ad un certo punto mi ha fatto rientrare). Le valute correnti: Euro in Slovenia, Kuna in Croazia, KM in Bosnia. La nostra moneta - anche sotto forma di carta di credito, ovviamente - è comunque accettata ovunque.

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