Andare a Capo Nord

di Luca Beduz

Andare a Capo Nord


Andare a Capo Nord o meglio Nord Kapp, oggi giorno non è più un’impresa come poteva esserlo qualche anno fa, nonostante questo resta comunque una meta ambiziosa e costosa da raggiungere, perché si dilapida una piccola fortuna se paragonata a ciò che viene offerto una volta a destinazione, specie nei giorni di tempo inclemente. Infatti per accedere a Magerøya, isola su cui si trova Nord Kapp, bisogna percorrere un tunnel sottomarino a pagamento (circa 30€) al termine del quale si percorrono gli ultimi 30km prima di arrivare alla Nordkapphallen, struttura inguardabile che oscura il famoso mappamondo in metallo.

L’ingresso (circa 45€) consente la permanenza all’interno dell’area per circa due giorni, praticamente insfruttabili visto che molti arrivano scattano le foto di rito e ripartono.
Perché dunque intraprendere questo viaggio?
La risposta è nella strada in quanto l’alone di misticità che circonda tale esperienza non è dovuto a quello che si può ammirare una volta giunti a destinazione ma a ciò che si può “scoprire” on the road.
La Svezia è la prima piacevole scoperta perché lo scorrere del poco traffico veicolare immerso in foreste sconfinate passa in secondo piano come se fosse un debole rumore di fondo destinato a scomparire man mano che si sale verso nord. Le aree di sosta, circondate da uno sconfinato verde e spesso cinte da corsi d’acqua, invitano il viaggiatore a fermarsi, anche solo per immergersi nella tranquillità emanata.
Le città e i paesi che si attraversano sono ricchi di opere moderne che fanno da anello di congiunzione con un paesaggio dal fascino antico e ancora selvaggio sferzato perennemente dall’ aria.
Anche i pericoli ai quali si può andare incontro hanno un loro fascino, su tutti domina l’alce. Questo superbo animale, con una altezza alla spalla di anche 2m ed un peso che può arrivare ai 750kg è possibile, ma lontanamente augurabile, incontrare sulla strada vista la sua propensione per gli attraversamenti stradali.
Nel giungere in Finlandia ci si accorge di come il paesaggio muti, le ampie e immense foreste svedesi lasciano il posto ad una vegetazione sempre più rada composta da alberi sempre più bassi che presto scompariranno per lasciare definitivamente il posto a muschi e licheni nella famosa tundra.
Le ore di luce sono sempre maggiori e nelle giornate di sereno non si smetterebbe mai di viaggiare come inebetiti dal continuo susseguirsi di panorami così simili ma al contempo così diversi.
Conversare con gli indigeni è facile grazie alla loro perfetta conoscenza della lingua inglese e ad una spiccata cordialità e buona educazione.
La sosta a 5km a nord di Rovaniemi è d’obbligo per il piacere di tornare bambino incontrando Babbo Natale o anche solo per spedire una cartolina dall’ufficio postale dove alcuni “elfi” lavorano ordinando le letterine che i bambini di tutto il mondo lì inviano.
Pernottando in albergo non si può e non si deve rinunciare ad usufruire dei benefici derivanti da una vera sauna, spesso praticata in maniera leggermente diversa nei tre stati scandinavi.
Continuando a salire si entra definitivamente in lapponia e qui si scorgono i primi insediamenti sami, spesso solo di interesse turistico ma meritevoli di essere ammirati specie per i souvenir offerti.
L’ingresso in Norvegia è abbastanza evidente e lo si deduce dal mutare del nastro asfaltato che incomincia a ingobbirsi facendo percorrere al viaggiatore un continuo saliscendi dovuto alla catena montuosa che attraversa da nord a sud tutta la Norvegia. Giunti a questo punto il profumo del traguardo e quanto mai vicino ma lo sono anche le renne che con molta nonchalance si cimentano in attraversamenti della carreggiata, costringendo spesso e volentieri ad improvvise frenate votate a “San Brembo”.
Come già anticipato Nord Kapp è una mezza delusione specie per chi si è fatto numerosi voli pindarici su cosa mai avrebbe trovato di entusiasmante. Il Sole a mezzanotte (se si compie il viaggio nel giusto periodo) è comunque osservabile anche più a sud e di certo non perde il suo fascino.
La strada in Norvegia assume un fascino doppiamente interessante, per il piacere di guida dovuto a una serie interminabile di curve e scollinamenti e per degli entusiasmanti scorci sui fiordi che obbligano alla sosta per una contemplazione completa.
Durante il viaggio non si può non assaggiare i numerosi prodotti tipici offerti, spesso il medesimo piatto viene presentato con soluzioni diverse a seconda della regione che si stà attraversando.
Il senso di tranquillità e la serenità che si prova nel visitare questi luoghi non abbandonano il viaggiatore neanche all’approssimarsi dei grossi centri abitativi, piacevoli da visitare anche per una disposizione non dispersiva delle principali attrazioni.
Triste, ma al contempo inevitabile è l’approssimarsi della fine del viaggio con il suo ritorno alla caotica ma irrinunciabile Italia, consapevole che un viaggio come questo lo si ricorda per tutta la vita specialmente se coincide con il viaggio di nozze.

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