Andare a Capo Nord

In Turismo - Tour e viaggi organizzati

di Luca Beduz, 13 luglio 2009
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Andare a Capo Nord



Andare a Capo Nord o meglio Nord Kapp, oggi giorno non è più un’impresa come poteva esserlo qualche anno fa, nonostante questo resta comunque una meta ambiziosa e costosa da raggiungere, perché si dilapida una piccola fortuna se paragonata a ciò che viene offerto una volta a destinazione, specie nei giorni di tempo inclemente. Infatti per accedere a Magerøya, isola su cui si trova Nord Kapp, bisogna percorrere un tunnel sottomarino a pagamento (circa 30€) al termine del quale si percorrono gli ultimi 30km prima di arrivare alla Nordkapphallen, struttura inguardabile che oscura il famoso mappamondo in metallo. L’ingresso (circa 45€) consente la permanenza all’interno dell’area per circa due giorni, praticamente insfruttabili visto che molti arrivano scattano le foto di rito e ripartono.
Perché dunque intraprendere questo viaggio?
La risposta è nella strada in quanto l’alone di misticità che circonda tale esperienza non è dovuto a quello che si può ammirare una volta giunti a destinazione ma a ciò che si può “scoprire” on the road.
La Svezia è la prima piacevole scoperta perché lo scorrere del poco traffico veicolare immerso in foreste sconfinate passa in secondo piano come se fosse un debole rumore di fondo destinato a scomparire man mano che si sale verso nord. Le aree di sosta, circondate da uno sconfinato verde e spesso cinte da corsi d’acqua, invitano il viaggiatore a fermarsi, anche solo per immergersi nella tranquillità emanata.
Le città e i paesi che si attraversano sono ricchi di opere moderne che fanno da anello di congiunzione con un paesaggio dal fascino antico e ancora selvaggio sferzato perennemente dall’ aria.
Anche i pericoli ai quali si può andare incontro hanno un loro fascino, su tutti domina l’alce. Questo superbo animale, con una altezza alla spalla di anche 2m ed un peso che può arrivare ai 750kg è possibile, ma lontanamente augurabile, incontrare sulla strada vista la sua propensione per gli attraversamenti stradali.
Nel giungere in Finlandia ci si accorge di come il paesaggio muti, le ampie e immense foreste svedesi lasciano il posto ad una vegetazione sempre più rada composta da alberi sempre più bassi che presto scompariranno per lasciare definitivamente il posto a muschi e licheni nella famosa tundra.
Le ore di luce sono sempre maggiori e nelle giornate di sereno non si smetterebbe mai di viaggiare come inebetiti dal continuo susseguirsi di panorami così simili ma al contempo così diversi.
Conversare con gli indigeni è facile grazie alla loro perfetta conoscenza della lingua inglese e ad una spiccata cordialità e buona educazione.


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