L'Africa delle culture Tribali: viaggio in Togo, Benin e Ghana

Turismo - Tour e viaggi organizzati

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pubblicato il 15 gennaio 2007

L''Africa delle culture Tribali: viaggio in Togo, Benin e Ghana


L’AFRICA DELLE CULTURE TRIBALI:
VIAGGIO IN TOGO, BENIN E GHANA
Un itinerario intenso alla scoperta di  etnie, riti e architetture uniche. Un viaggio nell’Africa più profonda e intima, dove la vita è scandita dai ritmi della musica e delle danze delle feste tradizionali: l’Akawasidae degli Ashanti in Ghana e lo spettacolo delle maschere Gelede dei Fon in Benin.

Togo, Benin e Ghana
Itinerario: Italia, Lomé, Lago Togo, Ganvié, Abomey, Natitingou, Kara, Tamale, Kumasi, Anomabu, Accra, Lomé, Italia.
Durata: 12 giorni – 10 notti
Partenza da Milano Malpensa e Roma Fiumicino, a Lomé con volo Royal Air Maroc, via Casablanca,  il martedì, giovedì e sabato
Quote: a partire da 2.420 euro a persona in doppia (minimo 4 partecipanti)
La quota comprende: viaggio aereo su voli Royal Air Maroc dall’Italia a Lomé e ritorno - sistemazione negli alberghi indicati con trattamento di pensione completa – trasporti e visite in minibus con autista – guida parlante italiano con minimo di 4 persone - trasferimenti e assistenza in arrivo e partenza
Partenze previste per assistere alla festa Akwasidae:
3 febbraio, 17 marzo, 13 ottobre 2007
Partenza previste per assistere allo spettacolo delle maschere Gelede:
7 aprile, 4-18 agosto 2007

Vi portiamo attraverso un viaggio nei colori, nei suoni e nei profumi di un’Africa intima, chiusa nelle sue tradizioni, lontana dai luoghi comuni. L’Africa degli Uomini: la loro vita, le loro cerimonie, le loro case, i loro costumi, la loro storia! L’Africa che da sempre
AFRICAN EXPLORER raggiunge e rispetta, con viaggi ben organizzati e attenti a mantenere il giusto e corretto equilibrio tra i locali e i viaggiatori.

L’itinerario si svolge tra costa e foresta, dove lo sguardo è gratificato da differenti scenari naturali, che assicurano splendidi ricordi. Un viaggio lungo l’Atlantico, patria del vudù, e tra le colline, dove si trovano villaggi abitati da popolazioni isolate.
Accompagnati da una guida parlante italiano, si inizia con la visita di Lomé, capitale del Togo, con una sosta al suo mercato principale, ricco di merci d’ogni tipo, “regno delle Nana-Benz”, donne che hanno fatto fortuna importando tessuti dall’Europa, e al mercato dei feticci, dove è possibile trovare tutti gli ingredienti per sacrifici, incantesimi e amuleti...

Si prosegue verso il Lago Togo per un primo incontro con il vudù, attraverso un guaritore che coinvolgerà i partecipanti in una vera e propria celebrazione.
In un piccolo villaggio si assisterà poi allo spettacolo dell’uscita delle maschere Gelide (vedi box), dalle movenze di marionette, che raccontano storie a carattere morale-umoristico per l’educazione e il divertimento del villaggio.
Spostandosi verso l’interno immancabile la tappa al Palazzo Reale d’Abomey, le cui mura sono decorate con i simboli degli antichi re del Dahomey, ora museo che custodisce elaborati troni e bassorilievi che illustrano la storia del regno.
Sulla strada per Natitingou, è prevista una sosta presso un altro importante luogo di culto vudù: qui i fedeli conficcando un bastoncino nel terreno e pregano affinché il dio possa soddisfare i bisogni della vita di tutti i giorni.
Dopo l’incontro con i Somba nel Benin, attraversata la frontiera con il Togo, sarà la volta dell’incontro con i Tamberma: si tratta di due momenti intensi e forti, capaci di lasciare nei partecipanti la consapevolezza della ricchezza e dell’estrema fragilità di queste antiche etnie, insediatesi ai piedi della catena montuosa dell’Atakora per sfuggire ai negrieri, edificando vere e proprie fortezze di argilla. Si parte, quindi, per Bassar e si visitano alcune case di capi tradizionali e i loro altiforni d’argilla un tempo utilizzati per la fusione del ferro.

Si raggiunge il Ghana, con i suoi splendidi villaggi tradizionali dalle caratteristiche case rotonde (Dagomba) per proseguire verso sud, lasciando la savana, e raggiungere la foresta. Avvicinandosi sempre più alla costa, ecco Kumasi, moderna città sede di uno dei mercati più estesi e vivaci dell’intera Africa occidentale e capitale dell’importante regno Ashanti.
Se il periodo è quello previsto dal calendario tradizionale, si potrà partecipare alla spettacolare festa dell’Akwasidae, apoteosi di colori, costumi e monili d’oro.
Sulla costa atlantica, non può mancare una tappa a Cape Coast dove nel 1482 Cristoforo Colombo e Bartolomeo Diaz arrivarono con una dozzina di caravelle per costruire un castello sotto l’autorità portoghese.
Rientrando in Togo e raggiunta nuovamente Lomé, lungo la strada si sosterà in una deliziosa casa privata per gustare una favolosa grigliata di pesce, prima di dedicare un po’ di tempo all’acquisto di artigianato tribale e antiquariato da portare con sé in Italia.

AKWASIDAE, LA FESTA DEGLI ASHANTI IN GHANA
Nella tradizione degli Ashanti alcune giornate sono chiamate “Akwasidae” e sono momenti cerimoniali presso la corte. Sotto un ombrello colorato siede il Re, vestito di preziosi tessuti e adornato d’antichi gioielli d’oro massiccio. Davanti al monarca, uno stretto corridoio formato dai dignitari con diverse funzioni: portatori di spade rituali, guardiani armati di fucili, portatori di coltelli, portatori di ventagli di piume di struzzo. Di fianco al re sono seduti gli anziani e i consiglieri, sotto l’autorità del porta-parola regale, che reca in mano i simboli del potere ricoperti in oro. Durante le cerimonie i cortigiani offrono i loro regali, i griots recitano la storia della monarchia Ashanti, i suonatori dei tamburi e delle trombe d’avorio scandiscono il ritmo della celebrazione. Le danzatrici, avvolte in tessuti rosso splendente, eseguono passi tradizionali caratterizzati da un’alternanza di movimenti delicati e di spostamenti rapidi.
La regina madre si unisce alla festa, accompagnata dalla sua corte di donne….

MASCHERE GELEDE, LA FESTA DEI FON DEL BENIN
L’uscita di queste maschere è prevista di giorno, al crepuscolo, o in piena notte. È una tradizione propria della popolazione Yoruba della Nigeria e Fon del Benin. Le maschere, che hanno volti di donna e colori vivacissimi, celebrano i poteri di polo femminile, posseduti da spiriti chiamati “madri”. Sono portate da uomini, travestiti da donne. Colori, movimenti, tam-tam e folla si fondono in una sola vivace coreografia. Queste maschere, dalle movenze di marionette, raccontano storie a carattere etico-umoristico per l’educazione e il divertimento del villaggio. Ai non iniziati è subito evidente l’aspetto del divertimento dovuto al lato burlone delle pantomime messe in scena dalle maschere. Solo gli iniziati ne conoscono l’aspetto nascosto. Le maschere Gélédé sono una rappresentazione di teatro sacro che celebra e propizia la madre-terra, le stagioni e i riti agrari, capaci di rendere fertili i campi e le genti, unica e vera condizione alla gioia e al divertimento.

info: www.openmindconsulting.it

 

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