Il ritorno della Volpe del Sannio Enzo Gnerre
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Nella vita di un pilota, ci sono date che difficilmente si dimenticano, perché nel bene o nel male, ne segnano la carriera agonistica. Per Enzo Gnerre, conosciuto - nell’ambiente del Motard, vista la furbizia che lo contraddistingue nella gestione della gara - come la volpe del Sannio, il 22 novembre del 2009 è un giorno che gli rimarrà nella mente ben impresso, anche quando avrà deciso di appendere il casco al chiodo. Quel giorno la volpe era all'Autodromo del Levante di Binetto, in provincia di Bari, in occasione dell’evento Superbikers (gara di contorno all'ultima prova del Trofeo Inverno). Dopo poche tornate dal via, era nel gruppo di testa, e nulla lasciava presagire quanto di drammatico stava per succedere: “Inseguivo – ricorda Gnerre – i piloti Francesco Frusciante, Cristian Iarriccio e Emanuele Carlucci. Eravamo un piccolo trenino, quando Frusciante, nella curva Bari 2, rompe il motore, e l’asfalto s’inonda d’olio. Colucci subito scivola, mentre io, nel cercare di cambiare la direzione, sfioro Frusciante, e perdo il controllo della moto. Purtroppo vado a sbattere nella recinzione ad alta velocità. Ho accusato subito un forte dolore all’addome. Non voglio raccontare i particolari delle sofferenze che ho affrontato, e delle operazioni che ho subito. Voglio invece soffermarmi su un altro aspetto, quello della sicurezza delle piste. Negli ultimi anni enormi passi sono stati fatti nella giusta direzione, ma bisogna ancora farne tanti. Nella curva dove sono scivolato se ci fosse stata una via di fuga più ampia, forse me la sarei cavata con meno danni”. Dopo l’impatto, le condizioni di Gnerre, che da poco ha compiuto 49 anni, sono apparse gravi, ed i medici di pista lo hanno trasportato d’urgenza nel vicino Ospedale "Di Venere", dove ha subito due operazioni. Le manifestazioni di affetto e solidarietà che ha ricevuto nei giorni della lunga degenza, testimoniano che la Volpe non solo è un pilota rispettato, ma anche un uomo molto amato da chi ama il motociclismo: “A dire il vero – confessa Enzo – i primi giorni non avevo voglia di vedere nessuno, perché volevo lottare da solo contro il dolore. Però la camera dell’ospedale barese dove ero ricoverato, è stata letteralmente presa d’assalto da amici e colleghi del mondo dei motori. Anche gli avversari contro i quali ho lottato duramente su tutte le piste del meridione, non mi hanno fatto mancare il loro sostegno. Tutto questo mi ha commosso, e li ringrazio tutti”. Altri, alla soglia dei cinquant’anni, dopo una simile botta, non penserebbero più alle competizioni, ma Gnerre prima d’essere un pilota che organizza, e vince le gare, è un grande appassionato di moto, e per lui l’anno del ritiro è sempre...il prossimo: “E’ dal 1984 – dice Gnerre – che mi occupo di gare, sia in veste di pilota, sia in quella di organizzatore. Ho iniziato con il cross e l’Enduro, e da dieci anni mi occupo anche di Motard. Anche se ancora non mi sono ripreso del tutto, la voglia in me di gareggiare è forte. Di sicuro quest’anno sarò impegnato nell’organizzare alcune gare di Cross, Enduro nella mia regione, e di tutte le prove del secondo Trofeo Sud-Italia Motard. Come pilota ho voglia di difendere il titolo della S2, almeno nelle manche che si terranno sulle piste campane”. Insomma la volpe c’è sempre, ed è una risorsa del motociclismo meridionale. |
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Naples
ben tornata volpe
Inserito: 08 gennaio 2010
Naples
50 ANNI E CORRE ANCORA? CHI GLIELO FA FARE?
Inserito: 08 gennaio 2010
Genoa
Evidentemente non 6 un vero motociclista, altrimenti non faresti certe domande !
Prendi ad esempio un certo Alessandro Gritti, ha quasi settantanni eppure continua a volare sulle mulattiere della bergamasca con le sue Puch dando la paga a stuoli di giovani enduristi; ancora : Emilio Ostorero a 56 anni partecipava ai rallye africani, Gualtiero Brissoni a 55 anni è campione italiano veteran ecc. ecc. ecc......ti basta ??
Inserito: 09 gennaio 2010
Rome
Passo della Consuma. Mi fermo per uno spuntino con il mio autotreno. Si fermano due moto. Una Guzzi California ed un CBR 1000 RR.
Si tolgono il casco. Il guzzista sula cinquantina, quello del CBR (spalle delle gomme molto ben consumate) mi lascia di stucco. Con una scusa riguardo alla moto mi avvicino. Piccolo fisicamente, sul metro e sessanta, ma massiccio ed asciutto. Molti ventenni sono come le mozzarelle. Si parla di moto, loro delle sue ed io della mia. Ad un certo punto, quello col CBR, mi fà: ho visto subito che mi hai guardato strano. Ne conosco il motivo e non sei il primo. Io ho 71 anni. Allibisco, guardo ancora le gomme, lo riguardo negli occhi e nella mia testa, immagino che se mai dovessi invecchiare, vorrei farlo così.
Concludo. Il limite di età per la moto è nella tua testa e nel tuo fisico. La moto prima che un mezzo meccanico, è spirito. E poi nessuno si deve permettere di puntare il dito sul prossimo, dicendo cosa e come lo debba fare....
Inserito: 10 gennaio 2010
Rome
Non sono di Roma, ma sono Toscano. Correggete sopra.
Un altro episodio. Nella provincia di Siena, abita un signore sulla sessantina. Portati male. Cammina curvo. E non benissimo. La sua curvatura, pare modellata sulla moto che guida, tanto che una volta sopra, non pare nemmeno sofferente, ma uno dei tanti. L'uomo porta in giro "solo" un Suzuki 1000 K6.
Però oltre che essere appassionato, da sempre, ha tanti amici coi quali esce e va a vedere gare in giro.
Sulla moto devono salircelo. Da solo non ce la fa proprio bene.
Il bello viene dopo. Una volta sopra, non c'è giovanotto che riesca a stare dietro. Lui và. Tutti vanno. Solo che poi, lui debba sempre aspettarli.
Premesso che è sbagliato fare bravate su strada, ma purtroppo capita e questo lo sappiamo tutti, inutile nascondersi dietro ad un dito.
Il dato del discorso, rimane che l'età non conta, anzi, in molti casi è un vantaggio, perchè l'età accompagna l'esperienza.
Tolto l'esempio delle bravate su strada, chi pone limiti di età, non ha mai visto in pista dei vecchietti terribili, in tuta nera d'epoca, farsi beffe di giovanotti boriosi con tute nere super-moderno- colorate-cangurate? Io si. E mi ci sono anche divertito parecchio...
Inserito: 10 gennaio 2010
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