 Domenica la Yamaha è tornata alla vittoria nella Supersport dopo tredici gare di digiuno. L’ultimo trionfo era datato 2004 e l’aveva conquistato Fabien Foret a Silverstone mentre per l’australiano Kevin Curtain si tratta del terzo successo personale, primo in assoluto con pista asciutta dopo le affermazioni sotto il diluvio nel 2001 sul tracciato amico di Phillip Island e proprio di Lausitz. Quella alle porte di Dresda è, come Silverstone, una pista che ben si adatta alle caratteristiche della R6 e se aggiungiamo che qualche test, qui, la squadra tedesca di Iwata l’aveva già svolto, si fa presto a scoprire il perchè del primo netto successo della coppia Curtain-Parkes sulle avversarie. Ci ha provato Charpentier a tenere la loro scia ma la sua azione è durata solo qualche giro, interrotta in ingresso curva da una banale scivolata. Per fortuna, per lui, che il campionato si era chiuso ad Assen…
Stabili, ben piantate in terra ed a differenza delle CBR mai in crisi di ciclistica sia in staccata sia in uscita di curva, le R6 tedesche hanno meritato nettamente il successo. Forse, però, se non fosse scesa la pioggia il finale sarebbe stato diverso. Perché appena arrivate sotto il podio, a differenza delle avversarie le due Yamaha avevano la gomma anteriore distrutta. Se consideriamo che con quel pneumatico, diverso rispetto a quello scelto Honda e Ducati, hanno corso solo tredici giri di gara (tra una frazione e l’altra le gomme sono state sostituite…), si capisce che quel ritmo, in una gara senza interruzioni da 23 tornate, avrebbero fatto fatica a tenerlo fino alla fine subendo, forse, il ritorno degli inseguitori… In ombra Fujiwara, che dal ritorno dai test per la 8 Ore non ha più corso ai livelli di inizio anno, ha confermato invece l’ottimo stato di forma Fabien Foret, che dopo la vittoria ad Assen, a casa del Team Winston Ten Kate e nel giorno del titolo di Charpentier, ha centrato il quinto podio stagionale con una seconda frazione da manuale del motociclismo: sorpassi decisi, guida pulita e redditizia hanno permesso alla sua moto di essere per la seconda volta la prima CBR a chiudere sul traguardo.
I nostri, questa volta hanno deluso. Se Gianluca Nannelli non ha potuto prendere parte alla gara a causa dei postumi della caduta di Assen (bravo comunque lo stoico toscano a provarci fino all’ultimo, dimostrando la sua voglia di correre oltre i problemi…) al di sotto delle aspettative ha corso soprattutto il romano Michel Fabrizio, che è arrivato si quinto sotto la bandiera a scacchi ma che nel corso del week-end non ha mai dato l’impressione di poter tenere la scia dei migliori tre. Il talento della Honda, supportato dalla FMI, ha detto di non essersi trovato mai a suo agio sulla pista tedesca ma da uno come lui, candidato a predere il posto di Biaggi e Barros nella futura MotoGP, ci attendevamo sinceramente di più. A salvare la faccia della pattuglia azzurra è stato Alessio Corradi, settimo, che ha chiuso la doppia frazione a soli quattro secondi dalle Honda di Fabrizio e Chambon con la Ducati del Team Selmat. Squadra che, a fine gara, il forte pilota parmense ha tenuto a ringraziare: “Sono stati grandi. Hanno cambiato completamente il set-up della moto in dieci minuti e mi hanno permesso di correre un’ottima gara… Spero di averli ricambiati nel migliore dei modi”. Con prestazioni convincenti come questa e come le ultime offerte in campionato, Alessio sta mettendo una seria ipoteca sulla sua riconferma per il 2006…
Il giovanissimo Niccolò Canepa (17 anni) ha sfiorato la zona punti, portando a termine una gara dignitosa al sedicesimo posto in sella alla Kawasaki del Team Lightspeed in sostituzione dell’infortunato Migliorati. Il suo obiettivo per quest’anno, però, non è di certo far bene nella Supersport ma nell’europeo Superstock 600, nel quale ultimamente ha dato prova di poter lottare costantemente per il podio.
Ordine d'arrivo:
1) K. CURTAIN (Yamaha) in 39’39’’394; 2) B. PARKES (Yamaha) a 2.578; 3) F. FORET (Honda) a 12.033; 4) K. FUJIWARA (Honda) a 18.289; 5) M. FABRIZIO (Honda) a 25.996; 6) S. CHAMBON (Honda) a 26.016; 7) A. CORRADI (Ducati) a 29.150; 8) J. STIGEFELT (Honda) a 32.326; 9) T. LAUSLEHTO (Honda) a 34.636; 10) W. DAEMEN (Honda) a 35.957;11) A. TODE (Honda) a 36.379; 12) K. ANDERSEN (Kawasaki) a 39.176; 13) R. HARMS (Honda) a 46.478; 14) J. FORES (Honda) a 53.369;15) J. JANSEN (Suzuki) a 1’10’’252; 16) N. CANEPA (Kawasaki) a 1’16’’094; 17) S. PENNA (Honda) a 1’19’’497; 18) J. GUNTHER (Honda) a 1’19’’648; 19) J. ENJOLRAS (Yamaha) a 1’19’’698; 20) T. SOLBERG (Yamaha) a 1’20’’74921) J. VAN DER MAREL (Suzuki) a 2’03’’334; 22) S. MIZERA (Honda) a 2’23’’521. Campionato:
1) S. CHARPENTIER p. 210; 2) K. CURTAIN p. 147; 3) K. FUJIWARA p. 140; 4) F. FORET p. 126; 5) M. FABRIZIO p. 109…
(nella foto StudioZac, Kevin Curtain in azione)
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