SBK Assen 2015: le pagelle del Dicos

di Redazione Italia MotoCorse.com - Alfredo Di Costanzo

JONATHAN REA 10: Il tracciato di Assen è la sua seconda casa e si vede. Maestoso nella prima manche, sopraffino nel secondo round. Dopo il primo spegnimento di semaforo è subito in testa al gruppo e decide il passo di gara; appena alza il ritmo dietro la sua verdona si crea il vuoto. In gara due l’asso di Ballymena illude gli avversari sul fatto che in fondo la seconda piazza gli possa star bene.

Illusione che dura fino a nove tornate dal traguardo, quando decide di allungare sia in pista sia in classifica generale. Dopo quattro prove i successi sono sei, le doppiette due e il distacco sul primo inseguitore è di 50 lunghezze. Rullo compressore!

CHAZ DAVIES 9: Il ducatista è stato costantemente una spina affilata e fastidiosa nel fianco di Rea. In gara uno le prova tutte per bissare il successo di Aragon, ma di fronte ha il binomio più performante del momento. Il modo con il quale aggredisce le curve è bello e riscalda gli animi degli appassionati. Anche lui in gara due si illude che Rea si può battere, ma è costretto ad accontentarsi della seconda piazza d’onore. In crescita e coriaceo!

MICHAEL VD MARK 8,5: Corre sulla pista di casa ma non si lascia prendere dall’emozione, anzi…..tra i cordoli danza in maniera agguerrita. Con una moto ancora non all’altezza delle rivali è autore di due gare gagliarde che mandano in visibilio il numeroso pubblico che ha occupato ogni spazio degli spalti. Specialmente nella seconda manche rischia molto, ma, nonostante i tanti jolly giocati, non vuole proprio sentire di togliere il gas. Per due volte beffa Haslam e ancora una volta fa capire che il futuro appartiene a lui. Bravo!

LEON HASLAM 7: E’ vero che si è corso in casa Rea ma è pur vero che se vuole portare a casa l’iride non doveva far mettere troppi avversari tra se e il biker verde. Mai pericoloso, in gara due è sembrato più a suo agio, grazie a una scelta diversa di mescola. Il risultato, però, non è cambiato ed ora inizia a farsi dura; urge cambio di rotta. Anemico!

TOM SYKES 5: Non ci sono scusanti quando il tuo compagno di squadra domina in lungo e largo. E’ presto per emettere sentenze definitive, ma avere meno della metà dei punti di chi guida la stessa moto fa capire che Tom quest’anno ancora non c’è. Bocciato! 

KAWASAKI: Ancora la migliore

DUCATI: Ancora un pelino indietro alla verdona.

HONDA: Due rondini non fanno primavera.

APRILIA: Sotto tono.

SUZUKI: Insufficiente. 

MV AGUSTA: Il lavoro da fare è ancora molto. 

BMW: Da affinare.

EBR: Non pervenuta.

GARE: Belle, molto belle. Quattro marche nelle prime quattro posizioni, con tre tipologie diverse di motori, sono il successo dello show made in Sbk. 

TELECRONACA: Rangheri, Biaggi e Temporali ti portano nel cuore delle gare con ingredienti quali la competenza, l’imparzialità, la classe, la professionalità, il giusto tono, condito da quel pizzico d’ironia che amalgama il tutto sublimemente. Un trio perfetto che rende ancora più interessante lo spettacolo. Meravigliosi!

 

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