Sykes, affondato ieri, oggi torna prepotentemente alla ribalta con un tempone ad effetto che lo catapulta in vetta alla classifica della seconda – ed ultima – giornata di test ufficiali per la Superbike prima dell’inizio del weekend di gara. Ma di questo si tratta: di un tempone ad effetto, frutto di una cartuccia sparata in condizioni ideali che probabilmente non si riproporranno in gara. Buon per la Kawasaki, che dimostra il buon lavoro svolto dal team Motocard in termini di velocità assoluta, ma non restate con il fiato sospeso in attesa di rivederla tanto avanti in gara, quantomeno fino agli ultimi giri.
Più probabile che invece a giocarsi la vittoria siano Checa e Biaggi. I due sono risultati dei veri martelli pneumatici, capaci di girare stabilmente sul piede dell’1’32” che, allo stato attuale, risulta un passo di gara irraggiungibile da tutti gli altri. Importante che il campione del mondo sia riuscito ad adattare la propria 1098R al “gommone” largo, la vera novità di Pirelli: giusto ieri, i responsabili della casa milanese avevano indicato nella maggior durata sulla distanza il principale vantaggio della posteriore oversize, ora evoluta fino a proporre un profilo molto simile a quello della versione stretta, e dunque priva di quei compromessi in termini di agilità poco graditi ai piloti nella scorsa stagione.
Dopo Sykes e Checa (Biaggi è solo quinto come tempo assoluto, ma come lui stesso ha giustamente considerato, non serviva certo sparare i botti oggi…) troviamo il gradito ritorno di “Kuba” Smrz nelle prime posizioni con la
Ducati del team Liberty davanti ad un Jonathan Rea protagonista di una caduta in sella ad una Fireblade apparsa meno incisiva di quella di fine 2011. La moto, forse, è più nuova di quanto non si possa vedere da fuori, e qualche difetto di gioventù magari va ancora curato.
Sesto Marco Melandri, staccato comunque di sei decimi e non particolarmente convincente come passo. L’impressione è che il ravennate stia ancora imparando a conoscere la BMW, e che l’impresa sia resa più difficile dalla mancanza in pista del compagno di squadra Haslam, ancora in attesa di sapere se riuscirà a correre questo weekend. Non va meglio alla squadra italiana, con Fabrizio relegato in dodicesima piazza e Badovini, forse ancora scosso dalla brutta caduta rimediata nei test privati, ancora più indietro. Ottima invece la settima posizione di Giugliano, in sella all’altra
Ducati Althea, e non male anche l’ingresso in top ten di Leon Camier. Tutto sommato positiva anche la tredicesima posizione assoluta di Niccolò Canepa, al rientro sulla Ducati, così come buono il proseguimento dell’apprendistato di Zanetti, diciassettesimo. Venerdì si parte…