Goldbet BMW Motorrad Italia: scommessa vincente

di Edoardo Licciardello

Goldbet BMW Motorrad Italia: scommessa vincente

Alla vigilia della partenza per i test in Australia, BMW Motorrad Italia ha riunito la stampa specializzata nel salotto buono di casa - il circuito di Monza, la pista su cui la compagine Italiana ha battezzato e fatto crescere la sua S1000RR in configurazione Superstock, e dove ha mosso i primi passi la Superbike di Monaco nella sua declinazione tricolore. L'atmosfera è rilassata, la fiducia è quella dei giorni migliori. E c'è da scoprire la livrea  definitiva Goldbet, anticipata lo scorso dicembre al Planet Power Party, con cui le moto del team debutteranno fra pochi giorni a Phillip Island.

PASSIONE ITALIANA E TECNOLOGIA TEDESCA
Il nostro ospite è Roberto Ungaro, che si dimostra abbondantemente a suo agio con il microfono che passa però subito ad Andrea Buzzoni, direttore generale tanto di BMW Motorrad Italia quanto del team, a cui va l’onore di commentare i risultati della stagione scorsa.

“Mi piace pensare che la nostra passione italiana, unita alla tecnologia tedesca, siano il fattore che ci ha portato ad ottenere i grandi successi del 2011” esordisce giustamente orgoglioso Buzzoni. “Successi che, parlando di vendite, confermano la nostra leadership italiana sul mercato, con 5 moto in top ten. Merito di una grande gamma BMW, ma anche di un grande equilibrio della rete vendita”


UN 2011 ECCELLENTE...
Ma siamo qui per parlare di sport, e Andrea passa subito a ripercorrere la stagione conclusa “Dopo l’esordio del 2010, nel 2011 siamo dovuti tornare a fare apprendistato, con un debutto in Superbike che ci ha regalato grandi emozioni e tante soddisfazioni, fra cui il quasi-podio di Misano in un duello sul filo del traguardo con avversari come Haga e la sua Aprilia. Il tutto con un solo pilota, vista la sfortuna che ha colpito James Toseland, e una moto assemblata alla velocità della luce. Ma sono tutte difficoltà che ci hanno aiutato a consolidare la nostra partnership con Daniele Casolari e la sua struttura, la Feel Racing, con cui ora abbiamo un rapporto eccellente”

...E UN 2012 DA CONSOLIDARE
Parliamo però un po’ anche di 2012, anno in cui la compagine italiana è chiamata a confermare quanto di buono ha fatto vedere nel 2011. Partendo molto più preparata, pur con un progetto gestito completamente in autonomia, abbiamo una forte motivazione ed una squadra di grande competenza. “Abbiamo due piloti italiani, Badovini e Fabrizio – un caso, ma che rafforza quell’idea iniziale di una componente umana italiana unita alla tecnologia tedesca” prosegue Buzzoni. Ayrton è atteso alla conferma e a fare quel passettino che gli manca per raggiungere il top, mentre Michel è un pilota, pur giovane, già affermato. Obiettivo dichiarato, per entrambi, l’ingresso in top 5 più spesso possibile.

STOCK FONDAMENTALE
Non è il caso di trascurare anche la Superstock, che giustamente viene considerata importantissima per i suoi risvolti commerciali. Il team GoldBet BMW Motorrad Italia ha confermato Sylvain Barrier ed ingaggiato Lorenzo Baroni, puntando senza mezzi termini a riprendersi il titolo conquistato nel 2010 e sfuggito però un anno dopo. Tocca a Foti, direttore sportivo, spiegare il perché: “Intanto è mancato Ayrton, che nel 2010 è stato semplicemente pazzesco. E poi Petrucci e Giugliano sono stati i piloti giusti per ridare competitività ad una Ducati che fino al 2009, non dimentichiamocelo, aveva dominato. Noi, da parte nostra, abbiamo migliorato in diverse occasioni i tempi del 2010 ma non è bastato, perché il livello si è alzato notevolmente – vi basti vedere quanti piloti sono passati alla SBK dalla STK quest’anno…”

GOLDBET, PARTNER TRIENNALE
Non abbiamo inserito il nome di Goldbet davanti a quello del team a caso. L’azienda austriaca (ha sede ad Innsbruck, è nata nel 2000 e si è affermata definitivamente nel 2009; conta su circa 200 dipendenti di tante nazionalità diverse), qui rappresentata dal responsabile relazioni esterne Vincenzo Mascellaro, crede fortemente nel progetto. Tanto da stringere un’accordo triennale che la vede diventare l’unico title sponsor di quest’anno nel panorama del mondiale Superbike. “Crediamo che la nostra azienda abbia un pubblico molto vicino a quello del mondiale Superbike. Divertimento sicuro, appassionato e responsabile sono le nostre priorità, e crediamo di poter affermare che siano allineate a quelle di chi segue la SBK. Tanto da dire, senza timore di smentita, che il nostro impegno non sia una scommessa!”

FOTI: NIENTE ORDINI DI SCUDERIA
Una rapida battuta a Foti su come farà a riconoscere i due piloti, che hanno numeri di gara tanto simili (l’82 Badovini e l’84 Fabrizio) – Serafino, da ex pilota, spiega subito che gli stili dei due sono talmente diversi da rendere impossibile confonderli. “E poi c’è il casco, che è completamente diverso”. Qualcuno si fa scappare una battuta sulla forcella, che a prima vista appare diversa nel piedino e nel serbatoietto di compensazione, ma nessuno raccoglie. Le due moto sono da considerarsi uguali a tutti gli effetti, anche se diverse da quelle del team ufficiale di Monaco, con cui – Foti chiarisce subito – non ci sono accordi di scuderia. “Certo che se uno dei nostri piloti fosse in lizza per il mondiale…” accenna con un sorriso Buzzoni, per poi cedere di nuovo la parola a Foti: “Al momento la collaborazione è limitata allo sviluppo e ai dati, che restano condivisi. Vedremo con i nuovi arrivi se resterà così…” Inevitabile cogliere un riferimento a Marco Melandri e al capotecnico Andrea Dosoli…

MOTORE TEDESCO, CICLISTICA ITALIANA
Il team interno ha provato a Valencia la moto 2012, che però – sottolinea orgogliosamente Foti – è fatta dal motore nuovo inserito in una ciclistica praticamente identica a quella ottenuta a fine 2011 dal team Motorrad Italia. Il motore, più ricco di coppia ai medi per eliminare l’unica vera debolezza della S1000RR dell’anno scorso, e l’elettronica BMW sono gli stessi che verranno usati dalla squadra italiana, che però ha già fatto altra strada. La ciclistica della Superbike “made in Italy” può contare su un forcellone ulteriormente evoluto e su diverse piastre di sterzo, che fra pochi giorni verranno messe alla prova a Phillip Island dai piloti.

GOMME: NESSUN FAVORITISMO
E le gomme? L’anno scorso si è parlato di soluzioni favorevoli a Ducati. Foti nega: “Non abbiamo nulla da recriminare, le gomme sono uguali per tutti – per noi come per Carlos e Max, loro e i loro team sono stati più bravi di noi a farle lavorare. Pirelli ci ha supportato tutti, nonostante qualche sciocchezza che si sente in giro.” Tocca a Giorgio Barbier, responsabile attività sportive Pirelli, replicare con una battuta: “Spero che Serafino l’avrebbe detto anche senza la mia presenza fra il pubblico. Con il monogomma certe discussioni sono normali, ma basta pensare a cosa voglia Pirelli da questa soluzione: noi vogliamo creare gomme da portare poi sul mercato, dove serve un prodotto che vada bene per la maggior parte delle moto possibili. Accontentare le case e scontentare i clienti sarebbe molto sciocco. Per venire incontro a tutti, però, abbiamo aumentato i test – tre post-gara e due pre-gara, uno dei quali in Russia – anche in un momento in cui la massima attenzione è per il contenimento dei costi.”

LA PAROLA AI PILOTI
Tocca ai piloti, chiamati a scoprire ognuno la propria moto. La nuova livrea è bella: in versione definitiva conquista anche quella raffinatezza che forse mancava un po’ in quella – dichiaratamente allestita in tempi… da sosta del mondiale endurance, per restare in tema – che avevamo visto a Milano in occasione del Planet Power Party. Baroni, a cui tocca parlare per primo, sa bene cosa lo aspetta. “E’ una grande responsabilità, ma con una squadra del genere il mio lavoro è solo quello di dare del gas. Ayrton, con cui mi sto allenando, mi sta aiutando molto…” La velocità non pare essere un problema di Barrier, soprannominato “paura zero” perché dove cade lui, scherza Ungaro, non vorrebbe mai cadere nessuno. L’anno scorso ha chiuso quarto, ma i primi tre non ci sono più. “E’ difficile fare pronostici, soprattutto in una classe come la WSTK” si schermisce Sylvain, “ma ho un team perfetto. Vedremo…” 

BADOVINI: OBIETTIVO CONSOLIDAMENTO
Badovini esordisce con la solita concretezza. “Tanto per cominciare, sono contento di avere una sella, vista la difficoltà del periodo. Quest’anno si tratta di raccogliere quanto seminato l’anno passato, siamo convinti e determinati”. Ayrton è forse fin troppo serio e posato, lo punzecchia Ungaro. E’ quel ragazzo che tutte vorrebbero portare a casa per presentarlo alla mamma. Ma è anche molto attento alla comunicazione, pur odiando i social network: quest’anno partirà un progetto, gestito dalla sua ragazza, che attraverso foto pubblicate sul suo sito internet ci farà vedere tutto il weekend vissuto dal pilota di Biella, backstage compreso, nelle prove italiane.

FABRIZIO: ADESSO SONO PRONTO
Ma se il team BMW Motorrad Italia è “la squadra di Badovini”, lo è altrettanto di Fabrizio, che qui ritrova praticamente tutti i tecnici che lo avevano assistito nel 2009 con la Ducati, quando aveva raccolto tre vittorie e 16 podi. “Mi sento quasi vecchio, ho due figli, ho fatto in tempo a correre con Bayliss, Haga, Corser…” scherza Michel. “Ma resto un po’ scapestrato, diciamo che nel mio caso mia moglie ha ancora paura a presentarmi alla mamma…” Il romano ha cambiato praticamente tutto. E’ forte di un nuovo manager, quell’Alberto Vergani che già gestisce due piloti del calibro di Checa e Melandri, ha risolto i problemi all’avambraccio che lo avevano tormentato nella passata stagione e sta lavorando molto sul fisico con un nuovo preparatore atletico, Vincenzo Tota. “La palestra non mi piaceva, lui me l’ha tolta. Adesso mi alleno ballando i latino-americani…” Non è uno scherzo. Ma non commettete l’errore di sottovalutarlo, Fabrizio è maturato anche profondamente. “Ho fatto tanti sbagli, se no forse la mia carriera sarebbe stata diversa. Poi però anche i piloti ogni tanto ragionano, e mi sono reso conto che negli anni passati mi ero perso tanti pezzi di quel puzzle che compone un titolo mondiale”. Giù il cappello. 

QUELLA SERA, CON CHECA...
E pensare che Fabrizio ha rischiato di non essere un pilota BMW, quando a Portimao, in quella notte prima dell’ultima gara, Foti e Buzzoni hanno fatto irruzione nel motorhome di Checa per fargli una proposta indecente. Nessuno dei due vuole ripetere la frase che, leggenda vuole, per un attimo ha convinto il campione del mondo a salire su una BMW. “E’ stata un’azione nata da lucida follia” spiega con grande intelligenza e maturità Buzzoni. “Foti è un ex pilota, che sa bene quali leve muovere per convincere un… suo pari. Ma al di là di quella frase, era evidente come la vicenda fosse in mano ad altri: è stato un tentativo lucido ed audace, eravamo al posto giusto nel momento giusto, ma alla fine è andata come era naturale che andasse.”

INFRONT: NOI ANDIAMO AVANTI
Viene il momento di concludere. La parola passa a Julian Thomas, in rappresentanza di Infront, che sottolinea la crescita del mondiale Superbike e il prossimo sbarco in Russia. E non si risparmia una punzecchiatura ai rivali. “E’ un momento strano per il motociclismo; la MotoGP non gode della salute che vorrebbe avere, ma i tentativi messi in atto non ci spaventano. Andremo avanti per la nostra strada, anche se nulla osta, in futuro, a sederci tutti attorno ad un tavolo per accordarci nel bene del motociclismo.”

SCOMMESSA VINCENTE
Questa è la Superbike che ci piace. Una Superbike che crea, che gioca e che – passateci il collegamento con il title sponsor – scommette in maniera responsabile sul proprio futuro. Il team BMW Motorrad Italia, la scommessa del 2010 l’ha già vinta partendo così nel 2012. Adesso si tratta di vincere quella più grossa, di scommesse…

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