Carlos Checa: una carriera mondiale maggiorenne!

di Edoardo Licciardello

Carlos Checa: una carriera mondiale maggiorenne!

Carlos Checa è nato (e lo ricorda orgogliosamente ogni volta che può) a San Fruitòs de Bages il 15 Ottobre 1972. Ha esordito sui palcoscenico mondiale come wild card diciotto anni fa - nel lontano 1993 - con una Honda 125, per poi passare quasi subito alla 250, su cui ha corso gli ultimi sei GP della stagione. La sua prima stagione completa è stata quella del 1994, nel team Givi, sempre con la Honda.

L'anno dopo passa al team di Sito Pons, sponsorizzato Fortuna (un marchio che ritornerà diverse volte nella carriera dello spagnolo) e, con una vera carriera lampo, a metà stagione passa in 500 per sostituire Alberto Puig, vittima di un infortunio che gli chiuderà la carriera.

L'anno successivo viene quindi confermato nella massima categoria, arrivando anche a conquistare la sua prima vittoria nel GP di Catalunya, dando vita ad una delle battute più azzeccate di tutti i tempi ("Oggi, la Fortuna è Checa"), che faceva riferimento al suo sponsor con il famoso proverbio.


Resta nello stesso team per due anni, con cui vince un altra gara (a Jarama) ma subisce uno degli infortuni più gravi della sua carriera: a seguito di una brutta caduta, rischia la vita per complicazioni post-operatorie, resta vittima di un ictus da cui però si riprende con grande forza e coraggio. L'anno successivo corre nel team Marlboro Yamaha, con la moto ufficiale e Max Biaggi come compagno:  bei piazzamenti, ma niente vittorie; nel 2000, arriva addirittura a condurre la classifica mondiale e finisce, come poi farà fino al 2002, al sesto posto finale.

Nel 2003 torna sotto l'ala dello sponsor Fortuna, con le Yamaha private del team che diventerà poi Tech-3. Compagno di Marco Melandri (che però è sponsorizzato Gauloises), finisce settimo, e torna poi l'anno successivo nel team ufficiale, a fianco di Valentino Rossi. Nel 2005 inizia il suo rapporto con Ducati: è in sella alla Desmosedici con Loris Capirossi, con cui divide il podio (per la prima volta nella storia della casa di Borgo Panigale) a Sepang, dove arriva ad incalzare Valentino Rossi. Nonostante un altro terzo posto, a Phillip Island, in Ducati preferiscono ingaggiare Sete Gibernau, ritenuto più veloce sul giro secco e quindi potenziale cartina di tornasole per le prestazioni di Capirossi.

Nel 2006, quindi, torna in Yamaha al team Tech-3, per poi passare alla Honda l'anno successivo nel team di Lucio Cecchinello. La moto è competitiva il giusto, lui appare un po' stanco della pressione del mondiale: a fine stagione, la Honda gli propone una sella sulla CBR1000 del team Ten Kate in sostituzione di Toseland. In Superbike si mette subito in luce come protagonista, vincendo la gara statunitense a Salt Lake City (che diventerà una delle sue roccaforti), e chiude quarto in classifica generale. L'anno successivo va peggio, soprattutto in relazione alle prestazioni di Rea, e per il 2010 firma con il team privato Ducati Althea.

Sembra una scelta di ripiego, una specie di prepensionamento, ma a sorpresa Carlos esordisce vincendo la seconda manche di Phillip Island. Continua la stagione su livelli altissimi, precedendo spesso le moto del team ufficiale, vince molto ma sbaglia altrettanto, finendo terzo nella classifica iridata dietro a Biaggi, che vince il titolo, e Leon Haslam sulla Suzuki del team Alstare. Il 2011 è storia recentissima: Ducati abbandona con il suo team interno, dirottando buona parte delle risorse sulla compagine romana. Checa e la Ducati 1198R sono protagonisti di un avvio di mondiale fulminante, vincendo dodici manches e presentandosi a Magny Cours con poco più che una formalità da espletare. E già che c'era, ha pensato bene di fare le cose per bene.

Congratulazioni, Carlos. E tieni duro, potrebbe essere il primo ma non l'ultimo...

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