CARLOS CHECA 9,5: Nella prima manche si accontenta di salire
sull’ultimo gradino del podio, ma nella seconda si ritaglia lo spazio di gloria
che merita. Certo è stato agevolato dalla sfortuna che ha colpito Rea, ma
Carlos è ancora in credito con la dea bendata, se si pensa a quello che
successe l’anno scorso al Miller Park. Per alcuni minuti è addirittura campione
del mondo, ma ad Imola dopo il traguardo è grande festa lo stesso. Lo spagnolo
conquista per la sua umiltà e semplicità, ed è bello vedere come porta al
limite la moto senza che questa si scomponga o faccia capricci. Torero
campeon…casi!
JOHNNY REA 9: In gara uno è il mattatore; vince la sfida
contro Haga, rispondendo colpo su colpo agli attacchi del giapponese. In gara
due c’erano tutti i presupposti per fare il bis, ma la sua Honda lo tradisce
sul più bello….Bisogna vedere se per lui e per la casa dell’ala dorata non sia
stata solo una vittoria episodica. Ritrovato!
NORI HAGA 9: Per un fine settimana sembra di rivedere il
pilota che ha emozionato tutti gli appassionati della Sbk; grintoso,
determinato, competitivo. Coglie due secondi posti, e nella prima manche ha
anche sfiorato la vittoria. A fine gara ribadisce che tra lui e l’Aprilia non è
mai nato un grande amore. Gli auguro di essere uscito dal tunnel nel quale ha
vissuto nelle ultime stagioni. Personaggio in cerca di conferma!
EUGENE LAVERTY 8,5: Per due volte arriva al traguardo
davanti al pilota che molto probabilmente sarà il vice-campione del mondo, e
che guida la stessa moto. Nella prima manche perde il duello contro Sykes, ed
arriva quinto. Nella seconda tiene a bada egregiamente la BMW di Leon Haslam, e
arriva ad un soffio dall’ultimo gradino del podio. Il nordirlandese conferma
gara dopo gara d’essere un buon manico, e se saprà dare costanza alle sue
prestazione, sarà un brutto cliente per tutti.
MARCO MELANDRI 6.5: Dal pilota di Ravenna mi aspettavo
risultati migliori, che andassero al di là di un sesto e di un ottavo posto.
Sulla pista di casa non è mai stato in palla, e non vorrei che gli errori che
ha commesso siano frutto di un certo nervosismo. Deve dimostrare che se
diventerà vice-campione del mondo non è solo perché Biaggi è stato costretto al
forfait. Spaesato!
LEON CAMIER 6: La sua è stata una prestazione a targhe
alterne. Non buona nella prima gara, buona nella seconda. Se un domani dovrà
essere lui il pilota in grado di far dimenticare Biaggi, meglio per l’Aprilia
dimenticare di gareggiare nella Sbk…..D’accordo che la quattro cilindri di
Noale non è semplice da portare al limite, ma dopo due anni di moto ufficiale
non ha mai avuto una zampata vincente, di quelle che lasciano il segno. E’
tempo di cambiare aria!
AYRTON BADOVINI 6: Quella che poteva essere una cavalcata
trionfale si è trasformata in una cavalcata sofferente. La spalla lo tormenta,
e centrare la top ten in entrambe le manche è cosa buona giusta nelle sue
condizioni. Peccato!
TOM SYKES 6: La sufficienza la merita per quello che ha
fatto dopo il primo start. Lui e la moto danno segnali di risveglio, che lasciano
ben sperare per le ultime gare. Forza!
DUCATI 9,5: La bicilindrica di Borgo Panigale è ancora una
volta equilibrata e vincente. Se un team privato quest’anno è riuscito
nell’impresa delle imprese, è soprattutto grazie alle doti di guida della moto
che si sposano alla perfezione con gli pneumatici Pirelli. Vincente!
YAMAHA 7,5: La quattro cilindri, a mio avviso più
performante del lotto, soffre inaspettatamente l’asfalto romagnolo. Da
rivedere!
KAWASAKI 8: Il colore delle carene sta diventando qualcosa
di più di una speranza di moto competitiva. Se l’anno prossimo potrà contare su
un top rider, sono convinto che sarà stabilmente tra quelle che lotteranno per
il podio. In crescendo!
BMW 6,5: Siamo ancora lontani da quelli che dovrebbero
essere i risultati da ottenere in base alle cifre investite. Nel frattempo
Badovini nella prima manche e Haslam nella seconda, iniziano a far vedere
qualcosa di interessante dal punto di vista delle prestazioni del motore. Alla
ricerca della bussola!
APRILIA 7,5: Se non ci fosse stato Haga, sarebbe stato un
week end da dimenticare in fretta……La mancanza del pilota di punta si sente, e
questo evidenzia ancora di più che non è una moto facile da portare al limite. Quo Vadis sine Max?
GARE 7,5 : Il divertimento non è mancato, specie in
gara uno. Però ci sono una serie di segnali da non sottovalutare se si vuole
essere interessanti anche negli anni a venire. Che il regolamento debba essere
rivisto è cosa acclarata, ora occorre stabilire come. Da tagliandare!