Durante questa pausa estiva, il Mondiale Superbike si trova con i giochi quasi fatti, o almeno in gran parte definiti, nella lotta per il titolo 2011. Mancano quattro
round al termine e l’esperto spagnolo della Ducati, Carlos Checa, comanda saldamente la classifica iridata con 343 punti, ben 52 di vantaggio su
Max Biaggi (Aprilia) che lo segue al secondo posto. Terzo è
Marco Melandri (Yamaha), a quota 272.
Nonostante le perplessità riguardo a teoriche “piste no” per la bicilindrica, come fu ad esempio Monza, a maggio, nel corso della parte di stagione disputata sinora la squadra Althea (che gestisce il materiale ex-ufficiale della Ducati) ha sempre beneficiato di una moto equilibrata e con una messa a punto vicina all’ottimale; non la più veloce in assoluto, ma certamente validissima. Con grandi doti d’accelerazione e di guidabilità, combinate ad un importante dato di minore usura degli pneumatici. Checa ha ottimamente fatto il suo dovere, scoprendosi riferimento in pista di un Mondiale che pare per lui ora vicino, con 200 punti rimasti in palio e i due soli Biaggi e Melandri a poter concretamente, ma difficilmente salvo eventi particolari, tentare di impensierirlo.
Max Biaggi e l’Aprilia, hanno sicuramente raccolto meno di quello che si attendevano ad inizio campionato, forti del titolo 2010. In parte è stata qualche carenza o piccolo errore del campione in carica, a rendere più basso del previsto il bottino di punti, ma stranamente la moto più veloce in assoluto, in termini di velocità pura, non è tata in grado di fare la differenza come in passato.
Per Melandri una seconda giovinezza, con tre vittorie conquistate sinora e le sue quotazioni risalite dopo anni davvero bui ed avari di risultati in MotoGP. Il ravennate beneficia in Superbike non solo dei validi riscontri a fine gara, ma anche della buona impressione rilevata dai suoi tecnici e del confronto (superato, salvo alcuni episodi) con Eugene Laverty, reputato da molti addetti come uno dei più veloci tra le nuove reclute del Mondiale.
DELUSIONE BMW
Parimenti al dominio mostrato della 1198 di Checa, era certamente inatteso a febbraio l’osservare il deludente calvario percorso dalle moto ufficiali della BMW: quasi sempre arretrate, nonostante l’esperienza di Corser e la validità di Haslam (ora quinto in classifica, grazie più alla costanza che a risultati di spicco). Le perenni difficoltà di messa a punto delle S1000RR (moto dall’altissimo potenziale sulla carta) sono state in parte risolte solo di recente, grazie anche all’ottimo lavoro della squadra italiana della Casa dell’elica, che pur correndo senza il proprio uomo di punta (Toseland, rientrato a regime operativo solo da Silverstone) ha dato molto spesso “paga” alle altre
BMW con Badovini, grazie ad un differente ma proficuo metodo di lavoro e qualche scelta di materiale diversa, sulle moto allestite in Italia.
GLI ALTRI
Stante un discorso a parte per la Yamaha, squadra meglio messa grazie a una buona moto e due validissimi piloti, Melandri e Laverty (oltretutto debuttanti quest’anno in Superbike) peggio della
BMW si ritrova invece la Honda, che con una moto non ritenuta sufficientemente evoluta per la stagione in corso, ha gradualmente dovuto fare a meno dei suoi piloti titolari, Rea e Xaus. Addirittura nell’ultima gara di Silverstone, anche il sostituto Muggeridge ha dato forfait (per infortunio) proprio all’ultimo, liberando un posto per l’italiano Fabrizio Lai.
Parziali soddisfazioni per la Kawasaki, finalmente in recupero rispetto al passato, che ha visto il teorico pezzo pregiato della truppa verde, Chris Vermeulen, spessissimo assente o limitato dal difficile recupero fisico; ma il combattivo Sykes ha comunque centrato alcuni ottimi risultati sia in prova (una Superpole) sia in gara (vari piazzamenti ed un giro veloce), così come Lascorz si è messo in luce tra i protagonisti della top-ten.
STATISTICHE
Durante la tappa inglese di Silverstone, Carlos Checa, alla sua centesima gara di Superbike, con una storica doppietta porta a quindici il totale delle sue vittorie e quello della
Ducati a ben 301. Carlos è alla sua decima vittoria stagionale, tante quante furono sufficienti a Biaggi l'anno scorso per vincere il titolo (il record assoluto è di Doug Polen, con 17 successi).