Il mondiale Superbike è tornato a Brno, questa settimana – Max Biaggi, il leader della classifica, era ben felice di correre su una delle sue piste preferite, su cui ha vinto ben nove volte nei vari campionati mondiali a cui ha preso parte. Gara-2 ha garantito a Biaggi la sua decima vittoria su questo circuito impegnativo e tortuoso nato negli anni 80 grazie a finanziamenti sovietici, che ha sostituito il vecchio (e pericolosissimo) tracciato stradale che passava fra muri e pali telegrafici dei villaggi circostanti.
Ancora una volta, nel paddock si è discusso a lungo delle gomme: Leon Haslam, leader del mondiale ad inizio stagione, era molto insoddisfatto dei nuovi pneumatici, causa per lui ed altri di grossi problemi di assetto. Ho già detto cosa ne penso
in un altro articolo.
Nori Haga, sulla sua
Ducati Xerox ufficiale, ha lamentato una mancanza di feeling, ed è caduto due volte durante le qualifiche del Sabato pomeriggio. In effetti, l’unica consolazione per il team ufficiale Ducati, questo weekend, è stato il terzo posto ereditato da Fabrizio quando Ruben Xaus è caduto mentre stava disputando la miglior gara dell’anno.
Ducati sta affrontando una stagione molto difficile in entrambi i campionati: Casey Stoner paga una serie di cadute ad inizio stagione che ne hanno minato fiducia, forma e risultati in gara, per non parlare della situazione ora che è stato ufficializzato l’annuncio del passaggio a Honda. Seguirà le orme di Livio Suppo, già addetto marketing in
Honda e Ducati, che torna al primo amore. Suppo è stato il responsabile dell’ingaggio di Stoner, unione che ha fruttato sia a Casey che alla
Ducati il primo titolo mondiale, dopo una stagione molto difficile in sella alla
Honda privata del team LCR, con cui ha passato diverso tempo nelle vie di fuga…
Dopo una stagione molto competitiva, nel 2009, in cui ha lottato con unghie e denti con Ben Spies, poi vincitore del mondiale, Noriyuki Haga sta vivendo un anno praticamente parallelo a quello di Stoner. Un grande peso l’ha avuto la partenza di Davide Tardozzi, esperto team manager in cerca di “nuove sfide”, e criticato da molte parti per non aver imposto ordini di scuderia e aver lasciato che Fabrizio vincesse in alcune gare cruciali. Una sfilza di brutte cadute ad inizio stagione hanno fatto si che Nori perdesse fiducia in sé stesso e nella moto, impedendogli di lottare per il titolo 2010.
La situazione è ulteriormente peggiorata dalla scarsa regolarità di Fabrizio, dal fatto che il pilota
Ducati meglio piazzato, Carlos Checa, ha lasciato per strada cinquanta punti a causa di problemi tecnici negli USA, Jakub Smrz ha abbandonato Borgo Panigale per passare ad Aprilia, e Shakey Byrne non è stato competitivo per tutta la stagione. Sono tempi davvero difficili per il (relativamente piccolo) costruttore bolognese, che partecipa al mondiale Superbike – spesso dominandolo – dal 1988, quando schierò la sua 851 con in sella l’ex stella dei GP Marco Lucchinelli.
L’intera operazione corse
Ducati richiede attenzione e miglioramento per mantenere immagine e livello vincenti. Stiamo tutti aspettando l’annuncio ufficiale che confermi l’ingaggio di
Valentino Rossi e del suo team da parte della casa di Borgo Panigale, ma… e il progetto Superbike? Ernesto Marinelli, tecnico di vecchia data e attualmente team manager ha bisogno d’aiuto. E non sarà la ventilata riduzione di peso minimo per la
Ducati quello che restituirà la competitività – e la gloria – al marchio.
Rossi in
Ducati è una notizia gigantesca – Valentino, a questo punto della sua carriera, ha più visibilità dello sport stesso – ma cosa ne vogliamo fare della Superbike? Io costruirei un nuovo modello, basato sulla GP, e ingaggerei un team manager professionista da affiancare a Marinelli.
Aprilia ha fatto un lavoro fantastico,
Ducati può fare meglio. Credo che Colin Wright, team manager nel mondiale e nella BSB, dove ha vinto diversi titoli, sia sul mercato…