Leon Haslam: 9,5
Finalmente è arrivato, con merito, il gran risultato che il ragazzo inglese attendeva e con lui anche il suo celebre papà. Nonostante il glorioso passato a due ruote, sotto il podio di gara uno, il vecchio Ron si è comportato esattamente come un padre qualunque, emozionandosi (giustamente) per la prima vittoria iridata del figlio. Leon è arrivato in una squadra che sul finire della passata stagione sembrava persa; in breve ha dimostrato non solo che la Suzuki non è certo una moto inferiore alla concorrenza, ma soprattutto, che lui è un pilota vincente, in grado di essere da subito veloce e costante: suoi infatti anche i migliori tempi in alcune delle varie sessioni di prova invernali del post-campionato 2009.
Carlos Checa: 9
Lo spagnolo, a quasi 38 anni e senza una guida per un team ufficiale, ha scoperto nuovi stimoli; grazie alla sua nuova squadra, italiana e molto motivata, che gli mette a disposizione non solo una valida Ducati 1198, dotata di un buon supporto dalla casa, ma sopratutto un ambiente sereno, che gli da il totale appoggio in una fase di forte crescita del team stesso. Guidando molto bene (il confronto con Byrne non è poi così facile), senza errori e senza pressioni, Checa è stato al top nelle prove, vicino al podio in gara1 e vincente in una gara2 davvero “tosta”.
Michel Fabrizio: 8-
La stagione 2010 è molto importante per Michel, la sua posizione di ufficiale in Ducati ormai esperto quanto basta, gli impone di lottare costantemente per la vittoria, senza troppe scuse. In Australia ha fatto il suo dovere, soli quattro i centesimi che lo hanno separato da Haslam in gara1 e nella seconda è comunque rimasto sul podio.
Cal Crutchlow: 7-
Prima attesa uscita da pilota ufficiale in Superbike, migliore di quella del rientrante e titolato compagno. Ottiene la prima fila e se non fosse caduto in gara1, le prestazioni sarebbero nel complesso buone, per un quasi debuttante.
Sylvain Guintoli: 8
Il francese non ha sfigurato troppo nel confronto con il più esperto compagno e anzi, lo ha seriamente messo in difficoltà durante gara due. Ottimo weekend dopo un inverno tutto in crescendo. Quella seconda guida che sembrava solo un brutto anatroccolo proveniente dal Motomondiale, ha dimostrato ora di meritare il rispetto dei colleghi.
Jonathan Rea: 6,5
Parte per una stagione in cui dovrebbe ambire al titolo finale, ma le difficoltà sulla moto e qualche banale errore (come in gara2) lo lasciano con soli 23 punti, dopo questa prima tappa. Meglio, comunque, del nuovo compagno.
James Toseland: 5-
L’inglese, in questo primo round si è dimostrato più vicino al vertice di quanto non avesse fatto durante i test invernali, ma è ancora troppo poco; non siamo certo ai livelli cui ci aveva abituato il suo predecessore sulla R1 factory, quello che usava il numero 19. Toseland purtroppo scivola in gara1 ed in gara2 pone la Yamaha in posizioni che ci ricordano tanto il periodo degli anni opachi della moto di Hamamatsu (ovvero posizioni sempre buone, ma non vincenti). Dovrà trovare il giusto feeling nelle prossime gare.