Gara2 del round di Germania, parte con il sollievo per la buona condizione fisica di Hopkins e Tamada, caduti nel primo giro di gara1 ma già in piedi e volenterosi di correre al prossimo round.
Al via è nuovamente Haga che si posiziona al comando, questa volta seguito però dalle due Honda Ten Kate di Checa e Rea, oltre ad Haslam, Corser, Fabrizio e Spies, che non riesce però a scattare bene come nella prima gara e si trova inizialmente attardato rispetto alla testa della corsa.
Del gruppo al comando fa parte anche Max Biaggi, ma sono i primi tre quelli che paiono però voler prendere un margine sugli altri, girando da subito con un ritmo migliore di quello visto nella gara del mattino.
Rea è quello che si dimostra più aggressivo, proprio durante un sorpasso su Haga, all'inizio del quinto giro, Jhonny si trova in una traiettoria troppo diversa da quella del giapponese e fra i due avviene un urto, che butta a terra Nori e la sua Ducati.
Haga, incolpevole e con la moto a terra mentre sopraggiungono gli avversari, accenna una reazione per tornare in sella, ma non riesce a riprendere e deve mestamente rientrare a piedi ai box: il bicilindrico si è spento. A questo punto per Spies è certa la possibilità di comandare la classifica del campionato, prendendo anche dei punti “pesanti”.
Il proseguire della gara è mantenuto sempre su un ritmo molto buono, con Rea che deve difendersi non solo dai due compagni di marca, ma soprattutto dalla risalita di Ben Spies; il texano non riesce però a mettere in crisi l’irlandese, forse anche perché conscio della grande opportunità di salire a podio, mentre il rivale per il campionato non segna alcun punto.
Alla fine Rea porta a casa la sua seconda vittoria iridata in SBK dopo quella di Misano e con il giro migliore in gara, che lo indica come uomo più veloce di oggi (anche se il record assoluto rimane quello dello scorso anno, in capo a Max Neukirchner), al di là della caduta di Haga e della tattica di Spies, che chiude secondo con sette decimi di distacco.