La partenza di gara1, vede purtroppo un brutto incidente coinvolgere vari piloti alla seconda curva dopo il traguardo; nella carambola Tamada ed Hopkins rimangono a terra, mentre sopraggiungono gli altri e la direzione gara espone immediatamente la bandiera rossa.
La paura per le condizioni dei piloti scorre nella corsia box, ma per fortuna le verifiche mediche sono meno gravi di quanto poteva apparire vedendo da fuori: i due restano coscienti e minimente feriti, pur se poi trasportati presso l’ospedale locale per accertamenti in merito ai traumi cranici subiti. Parkes e Iannuzzo, rimasti anch’essi coinvolti nella caduta, si presentano alla ri-partenza, con postumi minori.
Al secondo via Haga scatta sicuro dalla pole e prende il comando, dietro a lui Rea e Spies sono i più grintosi durante i primi giri, con anche la BMW di Corser e l’Aprilia di Biaggi a seguire da vicino.
Il ritmo di Haga pare inizialmente migliore, anche se di poco e la bagarre tra Spies e Rea avvantaggia il giapponese. Dietro a Nori, un gruppetto compatto vede sempre vicini anche Michel Fabrizio e Carlos Checa.
Al settimo giro, mentre il debuttante Cooper con la BMW scivola senza conseguenze, Rea commette un errore in staccata, che consente a Spies di concentrarsi sulla lotta con la Ducati. La Yamaha numero 19 inanella una serie di giri record, che gli fanno recuperare mediamente due decimi al giro su Haga.
La lotta per la terza posizione è molto bella e variegata, con Corser e Biaggi che non si risparmiano nel confronto con Fabrizio e Checa, ma è Jhonny Rea che riesce a riprendersi, dopo il “lungo” e posizionarsi momentaneamente dietro a Spies.
A dieci giri dal termine, Haga e Spies si ritrovano ormai appaiati al comando, in una lotta che vale gara e anche leadership di classifica. Il confronto fra i due potenziali campioni del mondo è davvero bello, fatto sia con il cuore sia con l’intelligenza, visto che le gare al termine sono ormai poche e le prestazioni dei due sono molto vicine.
La guida del texano sembra più irruente e meno pulita di quella del giapponese, ma la R1 non lascia mai spazio alla 1198, che segue millimetricamente, incrociando la traiettoria ma senza superare. Per il terzo posto, si profila intanto una lotta interna al team Ten Kate, con Checa che raggiunge Rea.