Quel numero 19, sulla carena della R1, ricorda tempi passati dove un altro americano, vincente nell'AMA, sconvolse l'Europa... era il 1980. Il paragone non ci sta per nulla al momento però, anche perchè sono quasi sempre sbagliati i paragoni, nel mondo dello sport motoristico, dove le innovazioni tecnologiche e regolamentari trasformano in parte anche le gare ed i valori necessari a vincere.
Fatto sta che a soli due giorni dal termine del Mondiale 2008, sulla pista di Portimao, la Yamaha ha fatto debuttare il suo nuovo pilota Ben Spies, che (come personalmente si aspettava chi scrive, dandone cronaca per la stagione da lui dominata negli USA) non ha deluso, anzi, ha impressionato molti per la facilità con cui è andato forte da subito.
Pur non conoscendo nulla della moto (gomme e sospensioni incluse) e del tracciato, Spies avrebbe girato con il tempo di 1'44"1 al suo primo giorno da pilota del Mondiale SBK. Si tratta di un tempo a circa tre decimi dalla migliore prestazione dello scorso week-end di Haga, con la medesima moto (il riferimento assoluto è di Troy Bayliss con 1'43"787). L'altro nuovo pilota del team, Tom Sykes, ha fatto il suo miglior giro in 1'46"3.
In pista è scesa per pochi giri anche la versione 2009 della Yamaha SBK, per ora con tempi più alti: avendo il motore a scoppi irregolari, chi l'ha udita dice che emetta un suono davvero accattivante, che richiama le GP.