Alla fine ce l'ha fatta Noriyuki Haga a vincere una manche nel round di Monza del Mondiale Superbike, che si corre praticamente ad un passo da casa sua. Ma per sottolineare quanto sia stata sofferta e difficile la gara, basti dire che fra il primo ed il terzo classificato ci sono appena 51 millesimi di secondo.
Ecco, la seconda manche sta tutta in questa manciata di millesimi, che racchiudono l'arrivo di tre piloti autori di una gara straordinaria. Una gara che è partita come un GP della 125, con un nugolio di piloti che si spaglilavano sul rettilineo ed alle staccate, alla ricerca di traiettorie impossibili, di pertugi inesistenti dove provare a passare, di spazi dove spazi non c'erano.
Una gara entusiasmante, insomma, che ha tenuto i tantissimi spettatori presenti a Monza (veri, non come durante certi GP del Motomondiale...) con il fiato sospeso fino all'ultima curva ed anche di più, visto che ad occhio nudo non era proprio così semplice capire alla fine chi avese vinto, tanto vicini erano i primi tre piloti sulla linea del traguardo.
E fra questi tre piloti, oltre al tedesco Max Neukirchner che oramai non è più possibile definire una sorpresa, c'era anche il giapponese Ryuichi Kiyonari. Avevamo appena finito di scrivere il resoconto della prima manche, dicendo che anche questa volta il pilota della Honda non aveva entusiasmato, che questo ragazzetto serio serio - sembra la versione giapponese di Dani Pedrosa... - ci ha platealmente smentito, con una rimonta furibonda terminata al terzo posto solo per mancanza di malizia (malizia che invece non sembra mancare al pur giovanissimo Neukirchner).
Peccato che da metà gara in poi sia mancato nel gruppo di testa Troy Bayliss, fermato da una rottura del motore della sua Ducati 1098. E' stato proprio Haga ad avvertirlo (in piena piega!) che la sua moto stava perdendo olio, Troy ha rallentato per guardare cosa stava succedendo ed è prontamente rientrato ai box. Alla fine per lui un ritiro che non gli creerà troppi problemi di classifica in questa fase del campionato, ma senza l'occhio attento di Haga le cose potevano finire molto peggio.
Finita ancora peggio la gara di Max Biaggi, vittima di un incidente con Jakub Smrz. A pochi giri dalla fine il ceco ha vistosamente sbagliato una staccata, finendo lunghissimo alla variante della Roggia, e con il codone della sua moto ha colpito violentemente la Ducati di Max Biaggi, strappandogli letteralmente la mano sinistra dal manubrio. Il pilota romano ha riportato una brutta frattura ad un dito (sulla mano già infortunata) oltre ad una seria lacerazione.
Per i colori Ducati una manche da dimenticare, insomma, salvata in extremis dal quinto posto di Michel Fabrizio, autore di una bella rimonta, che alla fine l'ha spuntata su Karl Muggeridge, anche lui autore di un'ottima gara.
E se Ducati non esulta, a Kawasaki è andata ancora peggio: se non fosse stato per l'ottimo nono posto di Ayrton Badovini con la ZX-RR privata del Team Pedercini, le verdone non sarebbero praticamente esistite in gara. La casa giapponese deve darsi una sveglia, ed anche alla svelta.
Nota finale: il titolo dell'articolo è dovuto alla maglietta indossata da Haga sul podio, con la scritta "mi consenta" sul davanti. Del resto la villa di Arcore è a pochi passi...
Superbike Monza: classifica gara2:
1 Noriyuki Haga - Yamaha YZF-R1 - 18 giri in 32'07.576
2 Max Neukirchner - Suzuki GSX-R 1000 - + 0.010
3 Ryuichi Kiyonari - Honda CBR 1000RR - + 0.051
4 Fonsi Nieto - Suzuki GSX-R 1000 - + 4.489
5 Michel Fabrizio - Ducati 1098 F08 - + 10.272
6 Karl Muggeridge - Honda CBR 1000RR - + 10.376
7 Ruben Xaus - Ducati 1098 RS - + 10.496
8 Troy Corser - Yamaha YZF-R1 - + 12.498
9 Ayrton Badovini - Kawasaki ZX-10R - + 19.429
10 Gregorio Lavilla - Honda CBR 1000RR - + 26.373
11 Lorenzo Lanzi - Ducati 1098 RS - + 26.544
12 Shinichi Nakatomi - Yamaha YZF-R1 - + 26.895
13 Russell Holland - Honda CBR 1000RR - + 27.761
14 Sebastien Gimbert - Yamaha YZF-R1 - + 29.661
15 Michael Beck - Yamaha YZF-R1 - + 1'29.001